IN MEDIO STAT VIRTUS (Musolino Docet)

In medio stat virtus” è una locuzione latina, il cui significato è: «la virtù sta nel mezzo». La locuzione invita a ricercare l’equilibrio, che non è mai agli estremi, bensì al di fuori di ogni esagerazione.

Mi sono determinato a scrivere queste note a causa del preoccupante dilagare di apprezzamenti sia degli addetti ai lavori che degli amatori, riguardo a cani da pastore tedesco con teste e in generale anatomie chiaramente fuori tipo e tendenti al molossoide.

Non è raro riscontrare fotografie sui social network di cani adulti o di cuccioli con evidenti deviazioni dal tipo, che vengono invece scambiati per campioni ed esempi di bellezza, seguiti da centinaia di apprezzamenti (“mi piace”, “cuori” ecc) e urla di giubilo (Super!! Top!!) e sempre corredati da icone e gif animate di apprezzamento.

Peccato che quei cani siano chiaramente fuori tipo (e cioè fuori dai dettami dello standard), nella beata non curanza degli allevatori e nella ignoranza di chi si avvicina alla razza senza aver mai visto Rin Tin Tin o Rex o Quanto o Canto Wienerau o neanche al limite Odin Tannenmeise o Vanta Wienerau.

Lo standard dice chiaramente che la testa del pastore tedesco deve essere cuneiforme, le orecchie portate erette e di forma triangolare, il muso allungato e in rapporto 1:1 col cranio, occhi a mandorla, labbra ben tese e aderenti, dentatura con chiusura a forbice, e altri dettagli che disegnano un “identikit” chiaramente LUPOIDE.

Riassunto per sommi capi, il pastore tedesco è sempre stato descritto volgarmente come “Cane Lupo”: come ogni detto o proverbio popolare, in questa definizione generica e rozza, c’è però il senso e il succo della razza.

Ora, sappiamo che l’attività di selezione può portare in pochissime generazioni una razza in una o in un’altra direzione e uscire facilmente dallo standard. Nelle varie epoche storiche della razza ci sono sempre state delle tendenze particolari verso il “poco” e verso il “troppo”, riferito alle quantità di pregio-attributo relativo indicato dallo standard.

Ci sono stati momenti in cui il pastore tedesco toccava estremi di “poco” in cui la esemplificazione estrema creava cani con attributi “troppo lupoidi” tali da farli assomigliare quasi a dei pastori belgi o a dei volpini, e ci sono stati poi dei momenti in cui il sovraccaricare tali attributi portava a cani con attributi molossoidi, tanto da far assomigliare la nostra razza ad un molosso e non ad un lupo.

Il mio grido di allarme attuale pertiene a quella fase ciclica della razza in cui si esagera con le caratteristiche e si alleva e si apprezza il “troppo”. Oggi il pastore tedesco “wow”, quello da 100 “mi piace” è quasi sempre un molossoide e fuori tipo.

In rete girano video di “pastori tedeschi” molossoidi, di solito apprezzati in Cina, che scatenano orde di commenti negativi e ondate di vera e propria indignazione, forse perché accanto a quei cani-caricatura si scorgono degli ideogrammi cinesi e si vuole criticare il diverso e il lontano, più che la tendenza.

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un “pastore tedesco” cinese

Purtroppo devo però constatare che gli stessi “indignados” del pastore tedesco cinese, corrono a mettere i loro MiPiace-Top!-Super! A cani che tendono pericolosamente a quella deriva cinese.

Ma quel che è peggio è che anche gli esperti, o sedicenti tali o autorizzati dalle associazioni (giudici ecc) sembrano essersi dimenticati del testo sacro a cui devono rispondere (lo standard) e purtroppo e più che altro, si sono dimenticati di quale razza si erano innamorati: un giudice di razza, nel 2019 ha sicuramente l’età per aver visto “di persona” Vanta, Zamp, Asslan etc: come fa ad apprezzare gli attuali Pinco, Pallino, ecc. senza sollevare un grido di dolore ogni volta che un mastino e non un “cane-lupo” calca i loro ring?

VEDIAMO I DIFETTI PRINCIPALI DELLA ATTUALE DERIVA MOLOSSOIDE

Parto dalla testa, perché, come diceva il Solaro, la testa fa la razza: è il principale segno distintivo di ogni razza, ed è quello che deve inevitabilmente richiedere più attenzione nella valutazione.

Si vedono puntualmente i seguenti difetti, tutti denotanti una deriva molossoide, in tanti pastori tedeschi sia adulti che cuccioli anche di soli 30gg (che hanno però centinaia di “mi piace”):

  • Testa (nel senso di cranio) rotonda, voluminosa, con stop esageratamente marcato (lo standard parla invece di “salto naso-frontale non molto accentuato”). Il commento classico è “che stop!” come dire “più ce n’è e meglio è”: niente di più sbagliato, perché lo stop è la descrizione o l’anticamera di un cranio con bozze e rotondeggiante, l’opposto di quello che dovrebbe essere il pastore tedesco.
Lo “stop” accentuato del Rottweiler, con le “bozze” sul cranio, è un pregio relativo di quella razza. NON del pastore tedesco!
  • Labbro abbondante, rima labiale pendente. Labbro superiore troppo accentuato, a coprire ben oltre le gengive e i denti.
Labbro superiore troppo accentuato, a coprire ben oltre le gengive e i denti . Pregio relativo nel mastino napoletano. Difetto, nel pastore tedesco.
  • Occhio “rotondo” (e non a mandorla come vuole lo standard), spesso con bordo palpebrale inferiore distaccato dal bulbo oculare che rende “piagente” l’occhio (sia dal punto di vista dell’espressione che risulta di cane “triste”, che dal punto di vista sostanziale, in quanto l’occhio non funziona come dovrebbe, e lacrima).
un occhio “piangente” di un San Bernardo: in questa razza, le pieghe sulla palpebra superiore e su quella inferiore, che lasciano intravedere la congiuntiva, sono ammesse.

Posizione dell’occhio quasi frontale (entrambi gli occhi “guardano avanti”, diversamente dalla posizione standard medio laterale del lupoide.

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Posizione dell’occhio frontale di un Cane Corso. Pregio relativo di quella razza. Non del pastore tedesco!

Come vedete dagli esempi sopra, un occhio rotondo, frontale, con bordo palpebrale staccato, cadente, intanto non è “in standard” e rende l’espressione “triste/piangente” e stravolge il senso e il principio ispiratore della razza.

ESPRESSIONE

L’espressione, appunto. Qui introduco un tema troppo poco indagato nella nostra razza: l’indagine del carattere e atteggiamento dall’analisi anatomica del cane e specificamente dei suoi occhi.

Poiché la testa del cane non ha la possibilità di mimica che ha quella umana, l’espressione e l’espressività del cane passa in maniera preponderante dai suoi occhi oltre che ovviamente dal suo movimento.

Gli occhi solo lo specchio dell’Animo

Si dice, in ambito umano, che gli occhi siano lo specchio dell’anima: bene, nel cane possiamo dire qualcosa di simile e cioè che gli occhi siano lo specchio “dell’animo” e cioè della somma delle facoltà intellettuali, dei sentimenti, della intelligenza e della volontà.

Un occhio a mandorla (lupoide) con bordo palpebrale ben aderente, con occhio in posizione medio laterale, dona all’animale una espressione che rispecchia e riflette gli attributi caratteriali tipici del pastore tedesco:

Equilibrio, saldezza di nervi, sicurezza di sé, disinvoltura, vigilanza, docilità e… intelligenza!

Ebbene sì, intelligenza! Concedetemi questa licenza: lo standard e nessuna delle nostre prove zootecniche parlano o misurano l’intelligenza, ma è il primo motivo di scelta della nostra razza.

Non trovate che sia strano che gli appassionati del pastore tedesco lo lodino e lo scelgano per la sua intelligenza, ma in nessuna delle nostre prove, da nessuna parte nello standard, si cerca di dettare o di valutare anche lontanamente questa qualità?

Mi spingo oltre nell’interpretare l’espressione: la determinazione

Interpretando il modo di dire volgare – popolare di “cane lupo” e tenendo a mente che il lupo, sempre nella credenza popolare non è mai stato disegnato, a torto o a ragione, come buono ma come “cattivo”, sicuramente una espressione a buono, bonaccione, bambolotto, orsacchiotto, non è auspicabile nel pastore tedesco. Molto meglio una espressione nobile e “determinata” piuttosto che da bonaccione. Ma mai sicuramente da “tonto”.

Ecco alcuni esempi:

Un lupo: l’espressione non è certo da bonaccione. Non so se è da cattivo, ma sicuramente da estremamente attento e determinato
Macho vom Lamorak
Macho Lamorak: espressione “determinata” per lo meno, se non volete dire “cattiva”. Si vede subito che questo cane “sa il fatto suo!”
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Pastore tedesco maschio adulto: labbra tese, occhio a mandorla, posizione medio laterale, stop appena pronunciato, espressione da cui si denotano equilibrio, saldezza di nervi, sicurezza di sé, disinvoltura, vigilanza, Intelligenza e nobiltà.
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Pastore tedesco maschio adulto: labbra tese, occhio a mandorla, posizione medio laterale, stop appena pronunciato, espressione da cui si denotano equilibrio, saldezza di nervi, sicurezza di sé, disinvoltura, vigilanza e Intelligenza

Altre caratteristiche anatomiche

Poiché le caratteristiche anatomiche della testa vanno di pari passo con il corpo, non è raro trovare, accompagnati ai difetti di cui sopra, anche delle ossature troppo potenti (un cucciolo di 5 mesi con una zampa di 7cm di diametro non è “wow” o “top” o “super” ma è semplicemente un molosso, un’altra razza!) delle andature che tutto sono tranne che efficaci e senza sforzo, delle ossa spugnose, dei colli con giogaia e innumerevoli altri difetti della nostra razza (che sono pregi relativi, per le razze molossoidi). Assieme ad una testa fuori tipo e debordante, tendente al molossoide, c’è sempre un’andatura che gli corrisponde: pesante, mai efficace e mai che dia quel senso di “un procedere molto fluido ed agevole” come vuole lo standard.

RICHIAMO ALL’ORDINE

Vorrei richiamare l’attenzione sui punti precedenti ed esortare tutti, ogni volta che si valuta un pastore tedesco, a chiedersi le seguenti domande, prima di sparare “mi piace” a go-go su cani che pastori tedeschi non sono:

– Ha o non ha l’occhio a mandorla (lupoide) con bordo palpebrale ben aderente, con occhio in posizione medio laterale?

– Ha una espressione intelligente, “lupesca”? Fa traspirare nobiltà e fierezza?

– Questo cane in natura morirebbe in un nanosecondo o sembra adatto abbastanza a funzionare anche in maniera indipendente dall’uomo?

– Il “tanto” che vi piace, non è forse un “troppo”?

– (valutando un cane giovane) se a questa età è già così potente, da adulto cosa diventerà?

– Cosa sembra dire “con gli occhi”? “Tutto sotto controllo, ci penso io” oppure “mamma riportami a casa che mi sono già affaticato”? Con gli occhi dice “sono figo!” oppure strabuzza gli occhi di fuori come quando ci presentano il conto delle tasse? (“quanto????? ma, ragioniere, come è possibile!!!”)

– Potrebbe resistere 4 ore di scarpinata in montagna?

Non dimentichiamoci che la fortuna e quel poco di fama che rimane alla nostra razza è stata fatta dal periodo d’oro in cui il pastore tedesco era fatto a “cane lupo” e non a molossoide.

Il tipo di cane che mi ha fatto innamorare della razza sono questi due seguenti: uno sconosciuto:

e uno conosciutissimo:

Aßlan vom Klämmle

Bene, come vedete questi due cani sono purtroppo ormai introvabili per tipicità assoluta e li rimpiango ogni giorno.

Ai tempi d’oro, e non è nostalgia la mia, ma un tentativo di indagine su cosa funzionava nella razza quando aveva successo, i maschi giovani erano fatti così (scusate la qualità dell’immagine, ma si capisce cosa voglio dire):

forse direste che è una testa leggera anche se fosse una femmina, se presentata ad un raduno di allevamento, in questi anni.

Ed è invece Canto Wienerau da giovane!

Perché sono così accalorato nella difesa del “cane lupo”, dello standard, e nella denuncia della deriva molossoide dei giorni d’oggi?

Oltre che per il fatto che il mio mito della mia razza è distrutto ogni giorno di più con questi rottweiler travestiti da pastore tedesco (e non ho niente contro i rottweiler a patto che si chiamino col loro nome!), anche per quello che dice lo standard: le divergenze dalle caratteristiche della razza come descritte in precedenza compromettono l’idoneità all’impiego e comportano una diminuzione di funzionalità!

IN MEDIO STAT VIRTUS

Una sponda di tutto rispetto alle mie osservazioni di cui sopra la troviamo nella opinione del Presidente della SAS Luciano Musolino che a più riprese non ha mancato di rimarcare la locuzione latina che dà il titolo a questo articolo e che ispira la filosofia dell’approccio appena descritto.

Luciano Musolino ha spesso criticato, sia nelle relazioni tecniche che nei suoi seminari e corsi, che nelle classifiche da lui stilate in qualità di giudice, che l’eccesso (o la troppa mancanza) non va mai bene e che si debba ricercare il giusto mix, il giusto bilanciamento, la via di mezzo. A coronamento dei suoi discorsi, il Presidente ama citare la locuzione latina IN MEDIO STAT VIRTUS: è un insegnamento incommensurabile per la razza e uno dei pochi comandamenti non scritti nello standard che vale la pena seguire.

Più studio questa razza (che non smetto mai di studiare perché sono innumerevoli ancora le cose da imparare) e più mi rendo conto che il suo insegnamento è D’ORO: non la ricerca del tanto, dello “spinto” dell’”iper” ma del “normale”, quasi anonimo. Si noti che non l’ho sempre pensata così: ci sto arrivando piano piano. Più studio e più mi convinco che ha ragione il Presidente Musolino e torto tutti gli altri che allevano l’eccesso.

Un aneddoto per me molto istruttivo (e ai tempi da me non compreso)

Un altro aneddoto va in questa direzione: nel momento in cui mi accadde non capii bene, ma alla luce di quanto sopra, descrive fulgidamente questo concetto che ho cercato di esporre sopra.

Il 14 agosto 2005 ero a Borken (sezione di Reinhardt Meyer) assieme a Norbert Schleuter (allevatore con affisso “Altenberger Land” che tanto mi ha insegnato della razza).

Eravamo seduti su una panchina da birra, al riparo dalla pioggia, e Norbert mi domandò: “ti piace quel cane lì?” Io risposi “non tanto”. Norbert rispose: “dimmi che pregi ha”. E io non riuscii a trovarne (cercavo l’iper-pregio). Poi mi domandò: “dimmi ora i difetti”. E anche su questo punto non riuscii a trovarne. Mi disse, subito dopo: vedi? Il non avere difetti è il suo grandissimo pregio.

Norbert voleva dire che quel cane che sembrava non avere pregi, non aveva difetti, era un cane secondo me “normale” ma in quella normalità stava la sua grandezza.

Si trattava di Hill vom Farbenspiel.

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Hill Farbenspiel: il “medio” in cui “stat virtus”

Prova ne sia, che Hill ora ha praticamente rimpiazzato Mutz vom Pelztierfarm nelle analisi delle linee di sangue perché tutto il Mutz che c’è adesso in giro, passa praticamente da Hill, che ha una discendenza incredibile grazie a Remo vom Fichtenschlag e a Yukon von der Bastillie.

Hill Farbenspiel è un altro esempio di un “MEDIO” in cui “STAT VIRTUS”.

Concludendo, ho enorme rispetto per i gradimenti particolari di ognuno di noi che possono anche differire da quanto sopra,. Tutti i gusti sono legittimi ma vorrei fosse chiaro una cosa: chi ha gusti diversi non ha semplicemente il suo punto di vista ma si posiziona FUORI DALLO STANDARD.

“Che ci vuoi fare, a me piacciono le femmine con i testoni da maschio” è un discorso astrattamente legittimo, ma si sta parlando di un cane fuori standard.

Chi vi dice “ognuno lo interpreta come vuole” sbaglia.

Un mio conoscente molti anni fa si era messo ad allevare dei pastori tedeschi con gli occhi BLU ( Occhio gazzuolo). Dei gusti personali non si discute, poteva farlo, siamo un Paese libero: basta però che sia chiaro che questo signore si poneva fuori dallo standard.

Lo stesso dovrebbe succedere oggi: se volete cani con i bozzi sul cranio, uno stop da Rottweiler, occhio centrale, tondo, piangente, espressione a scemo e zampe (di solito corte!) da 7cm di diametro, fate pure. Ma, amici miei, sia chiaro: vi sta piacendo un’altra razza, non il pastore tedesco.

Io sono invece per il “cane lupo” e non per il pastore tedesco vestito da mastino.