Guida all’Acquisto di un Cucciolo di Pastore Tedesco

Sommario di questa Sezione

PREMESSA

L’acquisto di un cucciolo di pastore tedesco si risolve di solito in una spesa di poche centinaia di euro (700-2000 euro), simile al budget per l’acquisto di un telefonino di grido o di un computer portatile, ma questo acquisto impatterà sulla vostra vita per, si spera, una decina d’anni e forse più.

Se navigate cento siti web prima di acquistare un Samsung Galaxy S7 o una Playstation, informandovi su tutti i dettagli tecnici dello smartphone, allora è il caso che per un cucciolo ci si informi dieci volte di più prima dell’acquisto, perché è 10 volte di più che impatterà sulla vostra vita.

Le note seguenti servono per dare una minima infarinatura a chi decidesse di acquistare un cucciolo. E, si noti bene, non sono le mie opinioni: sono dati di fatto oggettivi e incontrovertibili, che nessuno potrà contestare se non in mala fede.

Poiché non si possono avere garanzie sulla taglia, sul livello di displasia, sulla sua salute in generale, sul carattere, sulla dentatura ecc. in un cucciolo di 60 giorni, più elevato sarà il valore zootecnico dei genitori e più probabile sarà la buona riuscita della “creatura” che a 60 giorni di vita ha davvero moltissime tappe da fare prima di poter essere chiamato “pastore tedesco completo”.

NIPOTE DEL CAMPIONE DEL MONDO

I genitori, appunto.

Vi sentirete proporre cuccioli figli di “Tizio”, che è un figlio del “campione del mondo Tal dei Tali”. Quindi il vostro cucciolo sarà addirittura nipote del campione del mondo. Che onore!

Purtroppo non basta. A nulla vale che il cucciolo sia nipote del campione del mondo, se invece il padre del cucciolo è un illustre sconosciuto. Se il padre (o la madre) del cucciolo non ha titoli, non è mai stato presentato in un Raduno o Esposizione, ha sicuramente ancora il pedigree, può sicuramente riprodurre figli con pedigree, ma magari può benissimo essere alto come un alano oppure nano come un Jack Russell, oppure che sia un cane aggressivo, o che abbia paura della sua ombra, o che abbia un solo testicolo, o che sia albino, o che abbia le orecchie giù, o che abbia 10 denti mancanti, o che abbia una chiusura dentale prognata (tipo bulldog, avete presente?), ecc.

Non conta quindi la genealogia “remota” ma più di tutti conta quella presente. Certo, a parità di babbo e mamma prestigiosi, se il nonno è campione tanto meglio. Ma la prima cosa da indagare sono ** SOLO I GENITORI ** perché in due generazioni si fa alla svelta a buttare tutto quanto di buono può esser stato creato in passato. Concentriamoci quindi solo su di essi.

ESENZIONE DA DISPLASIA

Nessun allevatore vi potrà dare la garanzia di esenzione da displasia del cucciolo che vi sta vendendo, perché tale esenzione è accertabile e dichiarabile (e quindi garantibile) solo ad un anno di età.

Un cucciolo di 2-3 mesi non può essere indagato per esenzione da displasia, al massimo si può fare un pronostico che diventa tanto più attendibile quanto più è avanzato lo sviluppo del cucciolo (2 mesi = completamente inattendibile, 5 mesi: attendibile se lastrato da un veterinario bravo referente Ce.Le.Ma.Sche o FSA. 8 mesi: molto attendibile. E via di seguito).

Consiglio: Diffidare di chi scrive o dichiara “si garantisce l’esenzione da displasia dei cuccioli” in quanto se così è, quello che l’allevatore propone è in realtà un “cambio cucciolo se il primo che vi ha dato non va bene”.

Ma poiché vi sarete già affezionati al vostro cucciolo, dopo alcuni mesi, al momento di appurarne il suo grado di displasia, non accetterete certo di cambiare il vostro amico a quattro zampe con un altro cucciolo, si spera, meno difettoso: un cane non è mica un frigorifero!

Quello che volete è invece che quello a cui vi affezionerete abbia la più alta probabilità di risultare esente da displasia ad un anno di età.

Quello che un allevatore può (e dovrebbe) invece garantire è l’esenzione da displasia dei genitori del cucciolo che comprerete. Ricordatevi che l’indagine per la displasia riguarda non solo le anche ma anche i gomiti.

I gradi di esenzione sono i seguenti:

Anche: “A”, “B” o “C” (“D” e “E” sono gradi di displasia media e grave, quindi non esenti)
Gomiti: “0”, “B/L” o “1”) (“2” e “3” sono gradi di displasia media e grave, quindi non esenti)

Consiglio: accertatevi che via sia fornita la garanzia di esenzione da displasia di entrambi i genitori del vostro cucciolo sia alle loro anche che ai loro gomiti. Devono essere o A o B o C di anche, e 0 o B/L o 1 di gomiti. A di anche e 0 di gomiti è il miglior livello di esenzione possibile, ma comunque anche C e 1 sono livelli “ancora ammessi” e quindi esenti.

Consiglio 2: poiché sia le anche che i gomiti sono obbligatori, diffidate dei genitori che abbiano il pedigree timbrato per la sola esenzione delle anche o la sola esenzione dei gomiti: significa che la parte anatomica non timbrata è probabilmente displasica (non è detto ma è altamente probabile, visto che un pastore tedesco senza l’indagine delle anche o senza le indagini dei gomiti non è selezionabile: non si va dal veterinario per lastrare solo le anche, e questo già ormai da una decina d’anni!).

SELEZIONE PER L’ALLEVAMENTO

Le società specializzate di razza per il pastore tedesco (SAS in Italia, SV in Germania ecc) certificano poi i cani come “selezionati per l’allevamento”. Tale Selezione ha lo scopo di valutare “di prima categoria” una fattrice o un riproduttore.

Sebbene il cucciolo possa avere un pedigree anche se figlio di cani non selezionati, la sua carriera sarà preclusa per certi tipi di risultati se risultasse figlio e nipote di cani non selezionati.

Potrà esso stesso diventare un cane selezionato, potrà essere perfettamente rispondente allo standard e potrà anche essere quindi un bel cane e sanissimo. Ma ad esempio non potrà mai laurearsi campione del mondo o arrivare meglio che trentesimo al campionato del mondo.

Per essere selezionato, un cane deve possedere i seguenti requisiti:

– Aver superato la Prova di Resistenza (20km al trotto con 2 pause e prova di obbedienza finale: dovrà aver dimostrato di essere un cane di resistenza e dopo i 20km essere ancora lucido e cioè in grado di “ragionare e obbedire”);
– Aver superato la prova di BH (Brevetto di addestramento del “buon cittadino”. Prova di obbedienza con e senza guinzaglio, inoltre prove che dimostrino la completa naturalezza e docilità nella vita cittadina);
– Aver superato una prova di Utilità e Difesa (fino a pochi anni fa almeno un IPO1 con un molto buon punteggio nella fase di attacco, adesso almeno un IPO-ZTP, prova molto più blanda, ma che prevede comunque una sezione di ricerca in pista, una sezione di obbedienza senza guinzaglio, e una sezione di difesa);
– Aver conseguito la qualifica almeno di “Buono” in un Raduno di bellezza;
– Essere esente da displasia sia alle anche che ai gomiti;
– Superare una prova durante il giudizio di selezione, in cui deve dimostrare sufficiente coraggio, combattività sicurezza, tempra e obbedienza, inoltre essere completamente docile e sotto controllo durante tutta la prova;
– Essere di buone proporzioni, taglia, peso e costruzione anatomica;
– Avere un eccesso o difetto di taglia di non più di 1 cm;
– Avere una dentatura sostanzialmente corretta e completa.

Come si vede dall’elenco, un riproduttore selezionato ha un “bollino di garanzia” dettato da molti esami aggiuntivi, molto utili anche per il proprietario di un cucciolo suo figlio.

Tant’è vero che in altre nazioni (ad esempio nella patria madre del pastore tedesco, e cioè in Germania) il pedigree dei cuccioli con genitori selezionati è di un altro colore rispetto al pedigree di cuccioli provenienti da genitori non selezionati, proprio a denotare il cucciolo di “livello di selezione superiore”.

Intendiamoci: possono poi nascere cani displasici da genitori selezionati e cani perfettamente esenti da genitori non selezionati. Ma nel dubbio, e visto che un cucciolo di 60gg è un terno al lotto…

Consiglio: per una maggiore probabilità di rispondenza allo standard e di esenzione da difetti anatomici e/o caratteriali, conviene scegliere, se possibile, un cucciolo figlio di genitori entrambi selezionati per l’allevamento.

QUALIFICA DI “ECCELLENTE” AD UN CAMPIONATO (TEDESCO o ITALIANO)

La prova di Utilità e Difesa che si deve aver superato, assieme agli altri requisiti, per poter accedere alla selezione per l’allevamento, è estremamente ostica, e richiede molto tempo di preparazione e non tutti i cani avranno poi le doti per superarla.

Succede spesso, ed è successo anche nel recente passato, e probabilmente succederà sempre malgrado i lodevoli sforzi delle Associazioni Specializzate di limitare tali eventi, che i Brevetti di Lavoro siano in realtà acquisiti “non sul campo” ma “a tavolino” e quindi il cane risulti sì “brevettato” e magari anche “selezionato” ma in una (meno male piccola) percentuale di casi, i brevetti conseguiti non siano stati in realtà davvero conseguiti sul campo (siano fasulli, insomma).

Anche senza voler andare nel caso (raro ma presente a tutte le latitudini) dell’illecito citato sopra, c’è poi un’incognita relativa alla eventuale “facilità” della prova superata in quanto a volte il cane ha superato la prova di brevetto e/o di selezione in una manifestazione svoltasi sul suo campo di addestramento usuale, e magari anche con il suo preparatore usuale che nella prova di brevetto e/o di selezione ha vestito i panni del “cattivo”, che essendo quindi una persona conosciutissima, al cane non fa poi così tanta paura, e quindi ha sostanzialmente “giocato in casa”. Ciò non garantisce però che in ogni situazione di gara, di ambiente, di figurante il cane sia in grado di replicare l’addestramento che gli è stato impartito e mostrare le doti dimostrate nel suo ambiente in cui si sente “a casa”.

Il metodo molto semplice che un acquirente di un cucciolo (ma anche un allevatore navigato quando sceglie lo stallone da accoppiare con le proprie fattrici: io personalmente faccio spesso così) ha per essere sicuro delle doti caratteriali del cane, è quello di preferire cuccioli i cui i genitori abbiano dimostrato quelle doti di fronte a migliaia di persone e cioè che quindi quelle doti le abbiano davvero.

Questo accade per i cani iscritti alle sole classi “lavoro” (cani adulti con brevetto di lavoro e se con oltre tre anni di vita, in possesso di selezione) in occasione dei campionati di allevamento che si tengono una volta l’anno in Italia, in Germania e anche in altre nazioni, se ottengono la qualifica di “Eccellente” perché bisogna obbligatoriamente passare un test caratteriale simile a quello della prova di selezione, il quale test si tiene in uno stadio di Serie A, con migliaia di persone sugli spalti ecc.

Per rigidità della prova, il campionato tedesco è il più duro in assoluto (non si fanno sconti al regolamento) in cui superare la prova di coraggio/protezione, a scendere poi vengono il campionato Italiano, quello Austriaco, ecc.

Se un riproduttore o una fattrice ha ottenuto la qualifica di “Eccellente” ad un campionato del Mondo (Bundessiegerzuchtschau, campionato allevamento tedesco) o a un campionato simile (in seconda battuta quello italiano o quello austriaco ecc.), anche classificandosi all’ultimo posto fra gli eccellenti, allora si può affermare oltre ogni ragionevole dubbio che i criteri perché quel cane sia selezionato esistono e sono stati provati in pubblico.

CONSIGLIO: Se possibile, scegliere cuccioli figli di cani che hanno ottenuto la qualifica di “Eccellente” ad un campionato di allevamento (meglio quello tedesco, ma va bene anche quello italiano o austriaco, o francese ecc).

Perché è tanto importante che un cane abbia passato quella prova?

Semplice: perché il pastore tedesco è prima di tutto salute, poi carattere, poi, ma solo poi, anatomia.

Lo Standard del Cane da Pastore Tedesco (PT) dice che il PT deve essere:

– saldo di nervi
– sicuro di sé
– vigile
– equilibrato
– docile

Deve possedere:

– coraggio
– combattività
– tempra

Deve essere idoneo come cane da difesa.

Tutte queste doti richieste dallo standard, si appurano in quel contesto della prova di utilità e difesa al campionato.

E voi volete un pastore tedesco forse perché, all’occorrenza, possa anche difendervi da un aggressione di uno sconosciuto, giusto? Non che magari non avendo le doti caratteriali prescritte dallo standard (che si trasmettono GENETICAMENTE) scappi a gambe levate e vi lasci da soli a fronteggiare la minaccia, giusto?

Ecco, se la pensate così, la pensate come prescrive lo Standard del Cane da Pastore Tedesco, il quale dice espressamente che i cani con debolezza di carattere sono da squalificare.

CALCOLO DEL VALORE ZOOTECNICO DI UNA CUCCIOLATA

Come esercizio riepilogativo di quanto affermato sopra, propongo un sistema empirico che vi permetterà di valutare in maniera numerica il valore della cucciolata che vi troverete a esaminare, sia essa del mio che di altri allevamenti/allevatori.

Assegnate i seguenti punteggi ai genitori della cucciolata in esame:

0 = Genitore non lastrato ufficialmente alle anche e anche ai gomiti (oppure lastrato e displasico)

6 = Genitore lastrato con livello A,B o C di anche e 0, B/L o 1 di gomiti

7 = Genitore selezionato per l’allevamento da una società specializzata (SAS o SV)

8 = Genitore con qualifica di “Eccellente” ottenuta al Campionato (Italiano o Tedesco)

9 = Genitore “Eccellente a un Campionato“ e con uno dei suoi genitori a sua volta Eccellente a un campionato

10 = Genitore “Eccellente a un Campionato“ con entrambi i suoi genitori a loro volta Eccellenti a un campionato

Sommate adesso il valore di tutti e due i genitori: vedete che si possono avere cucciolate con valore zero, e cucciolate con valore 20 (molto rare ma esistono: io ne ho fatte una, la cucciolata D).

Esempi:

Mamma non lastrata e padre eccellente ad un campionato, figlio di genitori entrambi eccellenti a un campionato: 0+10 = 10

Madre e Padre lastrati esenti da displasia 6+6 = 12

Madre Eccellente ad un campionato (ma non i suoi genitori) e padre eccellente ad un campionato con i suoi genitori entrambi eccellenti: 8+10 = 18

E così via.

NOTARE: con questi punteggi valuto (intenzionalmente) più favorevolmente una cucciolata nata da genitori entrambi lastrati esenti da displasia sia alle anche che ai gomiti, rispetto ad una cucciolata fra madre “ignota” (non lastrata) e il campione del mondo.

In questo modo avrete l’idea del valore zootecnico del cucciolo che vi viene proposto e potrete a questo punto giustamente assegnare un valore crescente, anche economicamente, all’aumentare del punteggio.

Ovviamente questo sopra è un tentativo di sistemazione numerica di una situazione molto complessa, ma in linea teorica il conteggio torna: un cucciolo con genitori e tutti e 4 i nonni eccellenti al campionato, è un cucciolo selezionatissimo e il meglio che si può trovare (sulla carta, non mi stancherò mai di dirlo: ma siccome è “sulla carta” o “su progetto” che si acquista, quando si acquista un cucciolo di 60 giorni, allora è sulla carta che si può cercare di ragionare).

RIEPILOGO

Come si intuisce, le “garanzie non contrattuali” fornite dalle qualità dei genitori che ho elencato sopra sono crescenti.

Un cucciolo figlio di cani eccellenti al campionato tedesco è il massimo che si può avere perché i genitori hanno raggiunto il massimo risultato zootecnico e anche agonistico (che ha quindi validato di fronte a tutti quello zootecnico).

Ovviamente, più quei requisiti/garanzie saranno presenti anche nei nonni e bisnonni del cucciolo, e meglio sarà. Quindi un cucciolo figlio di genitori eccellenti ad un campionato, nipote di 4 nonni anche loro tutti e quattro eccellenti al campionato, è una garanzia superiore e “di lusso” (anche perché cucciolate così si contano sulla punta delle dita in tutta Europa!).

In subordine (ma se le cose sono state fatte bene, il subordine è solo di chi dubita dell’effettivo conseguimento dei titoli) si deve puntare ad un cucciolo figlio di genitori selezionati per l’allevamento dalla SAS o dalla SV.

Se nemmeno questo requisito è soddisfatto, si può comunque pretendere l’esenzione da displasia, sia alle anche che ai gomiti, di entrambi i genitori.

Se nemmeno quanto sopra è fornibile, siamo davvero nel caso “terno al lotto”.

Come già detto sopra, potranno poi nascere cani grandi, agressivi o paurosi, displasici ecc. da due eccellenti al campionato e potranno nascere cani perfettamente sani, di carattere e rispondenti allo standard da genitori nemmeno lastrati per la displasia. Ma è bene che il futuro proprietario sappia a cosa va in contro. Non lamentiamoci della “fregatura rifilatami dall’allevatore XYZ” se si prende un cucciolo i cui genitori sono dei completi sconosciuti e nemmeno lastrati.

Certo, certo: un cane “senza alcuna garanzia” può costare anche 5 volte meno di un figlio di due eccellenti, ma si sta parlando di ordini di grandezza innocui (da 300 a 1500 euro? La differenza potrà essere mediamente di mille euro, e in alcuni casi addirittura i prezzi potrebbero essere identici!), rispetto ai risvolti in tema di salute che potrebbero verificarsi in casi di displasia etc.

Basti pensare che un trapianto completo di anca (nel caso di grave displasia del cucciolo diventato adulto) costa più di tremila euro. Già volatilizzato il risparmio fatto nell’acquisto del cucciolo con genitori sconosciuti. Anzi siamo già in perdita per 2mila euro (salvo il caso in cui non si voglia tenere un cane a zoppicare e a patire per dieci anni).

Se si pensa poi che raggiungere la qualifica di “eccellente” al campionato del mondo implica una spesa/investimento sul cane di circa diecimila euro, e che se si tratta di una femmina questa si ammortizza su 2 o 3, massimo 4 cucciolate, si capisce che SOLO PER IL TITOLO che la mamma ha, ogni cucciolo costa all’allevatore ALMENO 500 euro in più rispetto al caso “madre non lastrata per la displasia”.

Con questa infarinatura, siete un po’ più pronti a valutare “le forze in campo” e a capire dove la vostra scelta può o vuole ricadere. Anche se non acquisterete un cucciolo dal mio allevamento, per lo meno adesso avete un po’ più di armi documentali per poter decidere in maniera più assennata.