Wesentest e ZAP: la Nuova Via della SAS e SV all’Allevamento

Una Via Alternativa per la Selezione e l’Allevamento


Scarica qui il diagramma informativo

La SV, sollecitata da più parti di riorganizzare il panorama dei regolamenti e istituire un percorso di addestramento specifico e alternativo per il pastore tedesco, ha ideato una valutazione caratteriale (Wesentest appunto) e un brevetto di addestramento (ZAP) che rappresentano una alternativa alla usuale e sempre in vigore “strada maestra” per la formazione e l’ottenimento dei titoli ai fini dell’allevamento e della partecipazione alle classi lavoro in Germania.

Pochi giorni fa, su iniziativa della SAS e un po’ in ritardo a causa di lentezze attribuibili al versante tedesco, è stato finalmente approvato dalla commissione tecnica dell’ENCI il nuovo regolamento del “Wesentest” (Wesensbeurteilung: da ora in avanti WB o Wesentest) e dello ZAP (Zuchtanlagenprüfung) di diretta emanazione SV.

Sul Sito della SAS, www.sas-italia.com troverete i testi dei nuovi regolamenti approvati, sotto la sezione “La SAS – Regolamenti” non appena il CDN dell’ENCI li avrà approvati

WESENTEST (WB)

E’ obbligatorio per i cani di razza pastore tedesco nati dopo il 1 luglio 2017, e va sostenuto in un’età compresa fra i 9 e i 13 mesi. La motivazione è molto semplice oltre che nobile e condivisibile: si “obbligano” i cani giovani a ottenere la prima infarinatura di addestramento non, come purtroppo succede di solito, dopo la classe “giovani” e prima di poter entrare in classe lavoro, ma all’inizio della sua vita.

Troppo spesso infatti i cani iniziano un percorso formativo troppo tardi: a 20 mesi è a volte ostico iniziare percorsi di apprendimento tipici dell’età “adolescenziale” quali la socializzazione e l’obbedienza di base.

Con il regolamento del Wesentest, si obbligano i proprietari ad iniziare la socializzazione e l’obbedienza di base, nel periodo della vita “giusto” per il cane. Su questo la SAS condivide appieno l’approccio.

Ovviamente, vista l’entrata in vigore recentissima dei regolamenti, in Italia ci sarà una deroga all’obbligatorietà dell’esecuzione del test entro 13 mesi, per i primi periodi di esecuzione delle prove. Se il cane è nato dal 1 luglio 2017 in poi e non ha superato il Wesentest entro i 13 mesi, si potrà accedere lo stesso alla prova, ma si dovrà ottenere una deroga per superamento dell’età dei 13 mesi, che prevederà il pagamento di una tassa (probabilmente di 100 euro, se venissero adottati gli importi attualmente in vigore in Germania).

Il costo di iscrizione alla prova sarà equivalente a quello del BH, indicativamente 50 euro.

Poiché il Wesentest può essere anche giudicato da un giudice di Allevamento (all’inizio, solo giudici selezionatori), non si sovrapporrà, se possibile, alle prove di lavoro già a calendario, potendo quindi essere istituite anche date alternative a quelle delle prove di addestramento da parte delle Sezioni SAS.

A tal proposito è utile notare che si potranno effettuare al massimo 12 Wesentest al giorno e al massimo su 3 giorni (totale wesentest possibili per prova, fino a 36) anche se, eseguito in una prova di lavoro, varrà come una sola sezione.

Il tempo di effettuazione del test è di circa 45 minuti. Sul sito della SAS potete trovare il link al video esplicativo, che per facilità reincollo qui sotto.

La prova non sarà superata solo se il cane marcherà lo sparo o dimostrerà problemi caratteriali da squalifica secondo lo standard di razza. Non vengono attribuiti punteggi e non ci sarà quindi una valutazione positiva o negativa degli esercizi proposti.

COSA CAMBIA NELLA CARRIERA DEL CANE

Il percorso attuale per accedere alla selezione per l’allevamento, che rimane ovviamente in vigore, prevede il superamento, oltre che del Wesentest comunque obbligatorio per i cani nati dal 1 luglio 2017, della prova di BH e brevetto IPO1 (adesso IGP1) che permettono al cane di essere selezionato (e nel caso SAS, essere parificato in tutto e per tutto a quello tedesco) e di partecipare al campionato allevamento tedesco, Siegerschau (se il cane ha meno di 3 anni e mezzo, anche se non in possesso della selezione per ottenere la qualifica massima di V1).

Con l’introduzione del Wesentest e ZAP si potrà accedere alle stesse possibilità (selezionabilità e partecipazione in classe lavoro al campionato tedesco) senza dover sostenere la prova di BH o la prova IPO1 (IGP1). Ciò rappresenta quindi una via alternativa all’ottenimento delle “carte in regola” per l’allevamento e per la classe lavoro al campionato.

Si noti però che così come se in possesso di BH e solo IPO1, il cane in possesso di WB e ZAP potrà aspirare al massimo alla qualifica di V1.

Se un cane (anzi i proprietari, sarebbe meglio dire) avessero velleità di ottenimento del titolo di Auslese, poiché da anni i regolamenti del campionato prevedono per l’ottenimento del titolo, il possesso del brevetto IPO2 (adesso IGP2), il cane in possesso di ZAP dovrebbe reiniziare da capo ottenendo BH, IPO1 e poi IPO2, in quanto lo ZAP rappresenta “il capolinea addestrativo” di quel percorso.

Ci sono attualmente discussioni in seno alla SV e alla WUSV per istituire anche uno ZAP2, valevole eventualmente per ottenere il titolo di Auslese, ma fino a che non sarà istituito, il titolo di Auslese sarà appannaggio di chi avrà percorso la strada usuale (IGP2 per la prima proclamazione, IGP3 per la seconda).

Attenzione quindi ad avventurarsi sul nuovo sentiero se i progetti con il cane in questione fossero “molto ambiziosi” perché si rischia di dover ricominciare tutto da capo.

Nessun problema invece per chi aspirasse ad avere il classico cane “da allevamento” senza alcuna velleità di Auslese.

I cani figli di possessori di ZAP e Selezione saranno reputati figli di cani selezionati.

Questo schema chiarirà il concetto (cliccare per ingrandire):

Una questione fondamentale riguarda LO STOP OBBLIGATORIO di 5 mesi fra la data di effettuazione del Wesentest e quella del brevetto successivo (sia esso IGP1 o ZAP). Questo perché siccome si presuppone di compiere il Wesentest entro i 13 mesi e di poter fare IGP1 o ZAP a 18 mesi i cani “ritardatari” dovranno comunque subite uno stop, necessario idealmente per proseguire nella formazione prima di affrontare il brevetto prescelto

Poiché la SV potrebbe introdurre l’obbligatorietà del superamento del Wesentest anche per i cani nati prima del 1 luglio 2017, consiglio ai Soci di effettuare il Wesentest anche a cani nati precedentemente a tale data, se avessero progetti di presentazione in Germania a Raduni o Campionati: ancora niente è sicuro ma ci sono discussioni in tal senso che potrebbero concretizzarsi nell’immediato futuro e, memori delle vicissitudini riguardanti regolamenti retroattivi degli anni scorsi, potrebbe essere un’ottima strategia quella di effettuare il Wesentest anche per cani nati prima del 1 luglio 2017. In quel caso serve lo stesso l’autorizzazione e probabilmente non anche il pagamento della quota autorizzativa dei 100 euro imposta ai ritardatari.

Ho realizzato anche un diagramma di flusso che aiuterà a districarsi nelle varie situazioni: potete cliccarci sopra per una versione più grande e anche scaricarlo, stamparlo ecc, basta non rimuovere il copyright.

Nel frattempo vi esorto a consultare due video esplicativi del Wesentest (WB) e dello ZAP a questi indirizzi:

Wesentest:

https://tinyurl.com/wesentest

ZAP

https://tinyurl.com/nuovo-zap

Dr. Stefano Galastri
Titolare Affisso ENCI
Allevamento “vom Webachtal”

Sulla Consanguineità

L’accoppiamento fra Dalì e Isolina Webachtal è una consanguineità stretta 2-3 Boogie Webachtal.

Tale consanguineità era ammessa fino al 31 dicembre 2017, e non lo è più da poco più di un anno a questa parte.

Inviatemi per favore un messaggio in privato per un elenco delle cose che si possono fare e non si possono fare con un cane che ha una consanguineità non ammessa: la carriera completa è comunque assicurata seppur con alcuni accorgimenti.

Nelle righe seguenti cercherò di spiegare con termini e esempi capibili anche ai non addetti ai lavori e ai non esperti di genetica, le ragioni di questa scelta.

Come molti sanno, l’accoppiamento in consanguineità (“fra parenti” più o meno stretti) ha l’effetto di rendere omozigoti (per parlare facile: “geneticamente più trasmissibili”) i caratteri risultanti dall’accoppiamento.

Si ha quindi una maggiore stabilità degli elementi positivi ma anche di quelli negativi.

Se si accoppiano due cani “belli”, i figli “belli” che nasceranno sarà più probabile che trasmettano la loro bellezza alle generazioni future.

Se accoppiamo due cani “malati”, i figli “malati” che nasceranno, sarà più probabile che trasmettano le malattie alla loro prole.

Se accoppiamo due cani con difetti nascosti, è più probabile che i difetti vengano fuori nella prole.

Diciamo che riducendo la variabilità genetica creiamo più “fotocopie” dei genitori o dei progenitori su cui si fa consanguineità, nel bene e nel male.

E’ quindi fondamentale capire su quale soggetto si fa consanguineità e cioè qual è il parente che i due cani hanno in comune, perché il suo pool genetico sarà rafforzato (nel bene e nel male) nella cucciolata.

Il cane su cui ho fatto consanguineità nella cucciolata U si chiama Boogie vom Webachtal. Boogie è la femmina più importante degli ultimi 50 anni della razza, per qualità media prodotta nelle sue cucciolate.

Maggiori informazioni qui:

In quella pagina potrete apprezzare la purezza cristallina della sua riproduzione.

Lei stessa è un cane che ha oltre 9 anni di vita. E’ stata per caso radiografata poche settimane fa per una bastonata ricevuta da dei marrani (mentre era scappata per le campagne): indagando se ci fossero ossa rotte, ci è cascato l’occhio anche sulle anche: risulterebbe anche oggi esente da displasia col massimo grado di esenzione!

Boogie è cane che in 9 anni ha mangiato 2 volte al giorno e quindi circa 6500 pasti, senza MAI SALTARE UN PASTO. Senza mai avere una malattia particolare. Senza avere mai una defaillance temporanea né di salute né caratteriale. Un cane che ha superato brillantemente per ben tre volte la prova caratteriale al Campionato del Mondo (c’è solo un’altra femmina vivente che lo ha fatto: ed è… sua figlia!). Un cane che nella vita normale non farebbe male ad una mosca (se non ai malintenzionati). Un cane che, proprio ieri, durante la nostra usuale camminata in campagna (4 ettari di proprietà originariamente recintati ma pieni di falle aperte dai cinghiali) è stata l’unica su 8 a scappare e tornare dopo mezz’ora (chi si avventura si sente in forze!).

In poche parole: il cane perfetto.

A questo punto, avendo da accoppiare due cani da lei discendenti, che non hanno particolari storie di consanguineità loro stessi, e decidendo di fare una consanguineità su Boogie, mi domando e vi domando: che rischi si corrono? Si compie davvero quela “pazzia genetica” addirittura “vietata dai regolamenti delle associazioni di razza”? (notare bene: non dall’ENCI!).

Non ha un difetto (visibile) che sia uno: quali problemi genetici dovrei rafforzare da una consanguineità stretta su di lei? Nessuno! Facendo consanguineità su cani sani e perfetti, si rafforza la loro salute e perfezione, e non la si indebolisce!

Certo, chi accoppiasse insieme due nipoti di un cane displasico o pazzo o squilibrato ecc è ovvio che commetterebbe un “crimine zootecnico” ma nel ricercare i geni di un cane perfetto, come non ce ne sono al mondo attualmente, quali rischi si potranno mai correre?

A riprova di questo fatto cito tre casi a me occorsi di recente:

A settembre 2017, quando “si poteva” fare consanguineità 2-3, sono stato protagonista di due accoppiamenti in consanguineità: uno 3-2 Remo Fichtenschalg (un altro cane “perfetto”) e uno 3-3 Remo Fichtenschlag. I riusultati ottenuti sono eccellenti e descritti in questo post

Sono stato poi protagonista di un accoppiamento senza alcuna consanguineità con un cane di super-punta tedesco, che aveva vinto una serie di fila impressionante di raduni, e ci ho accoppiato una femmina che nelle cucciolate precedenti aveva sempre dato risultati egregi di esenzione da qualunque problema, appunto con l’apparentemente nobile intento di allargare il pool genetico e crearmi una serie di fattrici poi accoppiabili fra soggetti del mio allevamento.

Bene, la consanguineità aperta, è stata un DISASTRO:

  • Due enognatismi (problemi di chiusura dentaria) da almeno 1cm di differenza fra arcata superiore e inferiore. Uno può essere un caso, ma due no;
  • Due vertebre di transizione (malformazione dei alcune vertebre). Una può essere un caso: ma in due cani diversi, no;
  • Un criptorchidismo (quella mamma mai dato criptorchidi)

    Tutto quanto sopra: su 5 cani dei 7 nati.

Probabilmente il maschio usato non era perfetto, e non era sicuramente un problema della mancanza di consanguineità, ma questo fa entrare in gioco un altro aspetto da considerare nel momento di “aprire” o “chiudere” a linee esterne, e cioè quello che in letteratura scientifica si definisce come “depressione da mancanza di consanguineità” (Outbreeding Depression: potete leggere di più su quest’argomento, qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Outbreeding_depression

  1. Accoppiando “fuori dal mio allevamento” posso “aprire” le mie linee e non fare consanguineità ma mi espongo al rischio di usare un cane seppur “certificato” dai risultati da lui ottenuti, che cova dentro di sé una valanga di problemi;
  2. Accoppiando “all’interno del mio allevamento” sono giocoforza costretto a fare consanguineità in quanto sono bene o male tutti parenti, ma so esattamente la qualità dei riproduttori che metto in gioco.

A parte l’esporsi a eventuali problemi genetici della consanguineità, che io però non ho avuto, i risultati sono invece di assoluta eccellenza: in questa cucciolata appena nata, il primo responso che ho è favoloso. 8 cuccioli concepiti, 8 portati avanti, 8 partoriti naturalmente nel più breve tempo mai visto in vita mia (3 ore e mezzo) e 8 sopravvissuti. Il parto perfetto. Cuccioli perfetti con nessuna malformazione, e a riprova di questo fatto, ci sono già 10 testicoli discesi sui 5 maschi presenti nella cucciolata – eppure si citava fra gli effetti negativi della consanguineità anche il criptorchidismo! Sulle due cucciolate precedenti (una delle quale “oggi non più autorizzata” dalla SV) ho ottenuto qualità migliore accoppiando riproduttori conosciuti direttamente che “aprendo” geneticamente le linee ma buttandosi in balìa del prodotto zootecnico più infimo, anche se ha ottenuto i più alti riconoscimenti mondiali.

In sostanza: fare consanguineità, specialmente se questo succede una volta tanto, su cane sani e perfetti, non portatori di particolari consanguineità, dalla mia esperienza non peggiora la qualità della produzione zootecnica (specialmente se fatta una volta sola e non in maniera sistematica) ed è una ottima scelta difensiva, specialmente con la situazione qualitativa attuale nella nostra razza.

Non fare consanguineità potrebbe aprire il proprio allevamento a più variabilità genetica ma dovendo andare “fuori” per forza, ci espone, ultimamente, a più rischi del rimanere a casa (certo, parlo del caso in cui in casa si abbiano cose di pura eccellenza come Boogie).

Ora, chi fa 20 accoppiamenti all’anno, può anche rischiare di buttare via una o due intere cucciolate e provare il maschio “di punta” sponsorizzato dalle varie associazioni di razza: ma io no. Anche perché sento forte la parte etica di creare cani disgraziati dalle scelte zootecniche sperimentali di chi usa “il primo in classe giovani al campionato” senza magari aver mai visto anche una sola idea della sua riproduzione.

In questo momento storico, poi, i problemi genetici riscontrati nella riproduzione dei cani di punta è sotto gli occhi di tutti e in alcuni casi anche quasi-certificata.

CHI LA PENSA COME ME?

Non sono l’unico a pensarla così. A parte che in tutte le altre razze si fa estensivo uso della consanguineità con ottimi risultati (e tanti allevatori importanti mi riferiscono quanto da me evidenziato: se vanno fuori dal loro allevamento, succedono disastri) rimanendo nell’ambito del PT, ci sono casi illustri di persone che la pensano come me.

Quando la SV impose la massima consanguineità ammessa di 3-3 e non più 3-2, autorevolissimi allevatori italiani si espressero contrariamente, e cioè approvarono la mia impostazione di cui sopra:

Il Sig. Daniele Francioni

Allevamento d’Ulmental, allevamento più prestigioso d’Italia per i risultati ottenuti (unico allevatore italiano ad aver allevato un campione del mondo SV maschio); ha sempre fatto uso estensivo della consanguineità che ha sempre pagato per gli enormi risultati ottenuti e continua a funzionare suoi suoi attuali stupendi soggetti.

Il Sig. Luciano Musolino

Presidente della SAS, uno dei massimi esperti mondiali della razza: in pubblico, più e più volte ribadì l’intenzione della SAS da lui guidata in qualità di Presidente, di non seguire la Germania (la SV) su questa strada. Il Sig. Musolino ha poi accettato di introdurre nel regolamento di selezione questa nuova normativa nell’ottica della richiesta di armonizzazione delle regole zootecniche fra tutti i paesi proveniente dalla Germania (SV), ma più che cambiato idea, credo che abbia acconsentito all’introduzione di una regola di emanazione tedesca, per spirito di collaborazione e armonizzazione dei regolamenti.

Il Sig. Leopold Bucher, allevamento Vom Trienzbachtal

(da cui il suffisso del mio allevamento prende ispirazione): ha sempre usato la consanguineità stretta per fissare il tipo del suo allevamento.

Il Sig. Walter Martin, allevamento VON DER WIENERAU

Sul mio articolo riguardo a Boogie migliore fattrice degli utli 50 anni che potete leggere qui:

http://www.webachtal.com/boogie-vom-webachtal-miglior-fattrice-degli-ultimi-50-anni/

parlo del fatto che Boogie ha “battuto” con il suo record una grande fattrice del passato che aveva riprodotto 4 eccellenti alla Siegerschau, la quale era Dixie Wienerau.

Dixie Wienerau era per Walter Martin quello che oggi è Boogie per me: una fattrice di sicura qualità riproduttiva che aveva prodotto figli di qualità costantemente alta (eccellenti alla Siegerschau).

Manco a dirlo: Walter Martin a fine gennaio 1965 accoppia Lido von der Wienerau con Frigga vom Asterplatz: i cani sono entrambi figli di Dixie von der Wienerau: e quindi accoppia due FRATELLI!: consanguineità 2-2: mai ammessa negli ultimi anni.

Ovviamente Walter Martin che è reputato da tutti, non solo da me, il più grande allevatore di pastori tedeschi di tutti i tempi, e quindi non uno sprovveduto, non si lascia scappare l’occasione di fare consanguineità stretta sulla sua femmina più importante, e da questo accoppiamento nasce Yoga von der Wienerau. Bene: che depressione genetica può aver mai portasto questa mossa “irregolare”? A ben vedere, poca, anzi: sapete chi è Yoga von der Wienerau? La madre del secondo capostipite della razza (primo per meriti), e cioè di Quanto von Der Wienerau, il riproduttore più importante della storia del pastore tedesco (perché il primo capostipite Orand è stato scelto per esserlo, Quanto se lo è meritato “sul campo”). Se togliessimo Quanto Wienerau dall’albero genealogico degli attuali cani pastori tedeschi viventi, ne rimarrebbero il 2-3%. Cioè significa che è, dopo il nostro “Adamo” della Razza (Orand) il “secondo Adamo” è Quanto, proveniente da una consanguineità non ammessa perché tutti i cani attuali vengono da lì.

L’importanza di Quanto Wienerau parlano quindi della UTILITA’ di quella consanguineità “proibita” fatta da Walter Martin per allevare sua madre e quindi per preparare la strada all’allevamento del più grande riproduttore di tutti i tempi. I fatti quindi smentiscono i regolamenti attuali.

Capisco il lodevole sforzo delle associazioni nel voler arginare i problemi attuali della razza, ma la consanguineità è un grimaldello utile che messo nelle mani giuste, è essenziale per lo sviluppo della razza. A meno di non voler criticare il lavoro di Walter Martin, di Leopold Bucher, ecc.

Io non credo di valere nemmeno un ventesimo di Walter Martin, ma credo di avere diritto di poter avere in allevamento gli stessi strumenti UTILI che in passato hanno avuto gli allevatori che hanno fatto grande questa razza.

E’ come se tutti ammirassimo le gesta delle Auto di Formula 1 di un tempo, ma oggi autorizzassimo chi si cimentasse in questo sport a correre al massimo a 90km/h “perché viaggiare ad una velocità superiore è pericoloso”. Quello sport così limitato non potrà mai e poi mai assurgere ai fasti di un tempo.

Il Dr. Pietrogino Pezzano

Il Dr. Pezzano è stato uno dei più grandi cinofili (giudice, allevatore, espositore) di dobermann degli ultimi decenni.

Il suo cane più rappresentativo è stato Gino Gomez del Citone, figlio di Astor e Arielle D’Amour del Citone: due fratelli di cucciolata! Gino Gomez è stato Sieger IDC e ha prodotto *22* (ventidue!) Sieger IDC, senza alcun problema genetico né in lui stesso né nella sua progenie. (ringrazio il mio amico Ario de Benedictis, esperto, fra l’altro, di Dobermann, per l’imbeccata).

Cavalli

Sharif di Jesolo, pilastro della Razza indigena del Trotto Italiano (tra l’altro è il bisnonno di Varenne!) era figlio di una mamma figlia di due fratelli. La storia è molto simile a quella di Yoga Wienerau. La mamma di un capostipite è figlia di due fratelli.

CONCLUSIONI – I TIPI DI ALLEVAMENTO

Oggigiorno, dovendo “aprire” verso la non-consanguineità, nessun allevatore alleva un tipo di cane riconoscibile come proveniente da quell’allevamento.

In passato, un po’ la mancanza di regole sul deposito del DNA, un po’ la regolamentazione meno stretta, permetteva agli allevatori di fissare il proprio tipo. Un Wienerau o un Trienzbachtal si vedeva lontano un miglio. Oggigiorno invece si è obbligati e “variare”.

Ho un esempio in mente delle conseguenze di questa cosa: uno dei più grandi allevamenti del mondo, del Sig. Erich Boesl, grandissimo esperto e mio conoscente, “Von der Piste Trophe” ha cani di punta di livello eccelso.

Ma fra di loro… non si somigliano per niente! (cit.). Thiago, Finn e Quenn von der Piste Trophe sono tre cani formidabili e bellissimi (due auslesi e il terzo, il più giovane, a mio parere lo diventerà presto): ma nello stesso gruppo di allevamento, al campionato, sembrano provenire da tre pianeti diversi, per come sono morfologicamente distanti, seppur tutti più che perfettamente aderenti allo standard.

Seppur nella eccellente produzione dell’amico Erich, questo non può non essere considerato un fattore mortificante per un allevatore.

E’ un po’ come se la marca automobilistica Lamborghini fosse tutto a un tratto, per decisione legislativa, obbligata a produrre di tutto: utilitarie da prezzo basso tipo Fiat Panda, SUV di prezzo medio tipo Kia Carnival, berline di prezzo basso tipo Dacia Sandero, fuoristrada per impieghi gravosi coma la Land Rover Defender e veicoli industriali come il Fiat Ducato o l’Iveco Daily, oltre alle sue ben famose Huracan e Urus.

Quale sarebbe l’immagine della marca risultante? Sicuramente quella di un ottimo “negozio multimarca” e “multiuso” ma l’immagine della casa automobilistica non sarebbe più associabile a “produttore di automobili sportive di alte prestazioni” e cioè quella che le ha fatto avere il successo che attualmente ha. Saremmo costretti a leggere il nome sulla targhetta dell’auto, per capire la marca del veicolo che stiamo osservando. La Lamborghini invece ha nella forma delle sue auto il suo marchio. Questo purtroppo nel pastore tedesco succedeva (e, che strano, succedeva negli anni in cui il pastore tedesco FUNZIONAVA!) quando le regole erano più lascive. A meno che non si voglia dare la colpa del declino attuale a questi allevatori del passato (ma non credo che nessuno si sogni nemmeno minimamente di farlo), quella pratica non era foriera di cattivi prodotti zootecnici.

CONCLUSIONI – LA MIA CUCCIOLATA U

E’ ovvio che il prossimo accoppiamento di questi cuccioli consanguinei sarà fatto in apertura di consanguineità totale: ma per ora mi godo la qualità che vedo che è davvero eccelsa.

Preannuncio che è mia intenzione sottoporli a tutti i test, anche quelli che io definisco “trendy” (non significativi vista l’incidenza minima delle malattie indagate, ma molto di moda in chi ama citare sigle a due cifre) per analizzare eventuali malattie ereditarie nascoste e eventualmente riaffiorate a causa della consanguineità, (cardiopatie, emofilie, mielopatie ecc) ed è mia intenzione consegnare i cuccioli a 60gg con una indagine approfondita sulla parte cardiaca. Se le indagini dovessero portare ad una totale “pulizia”, questa cucciolata vedrà il mio massimo impegno per farle fare successo.

Chi condividesse con me questa impostazione prendendo uno di questi cuccioli, sarà benvenuto nel percorrere con me questo percorso “alternativo”: alle volte la strada del successo non è quella più facile o meglio battuta, e inoltre il saperla e volerla percorrere necessita di autonomia di discernimento e capacità e voglia di andare un po’ contro corrente, che è più difficile che dire sempre di sì, chinare il capo e seguire la massa.

Parafrasando il Poeta mi piace dire che “quando l’illogicità zootecnica è statuita per regolamento, la naturale conseguenza è il suo non rispetto da parte di chi pensa con la propria testa”. Anche perché, il non rispettare il regolamento di Selezione SAS (perché è solo lì che la regola della consanguineità è statuita in Italia) non ti fa infrangere alcuna regola etica (il Codice Etico dell’Allevatore ENCI non parla di evitare la consanguineità), e non ti fa diventare un eversore, ma appone solo limitazioni alla comunque più che legittima produzione zootecnica.

Boogie vom Webachtal Miglior Fattrice degli ultimi 50 anni

Con la prova caratteriale superata dalla sua figlia Juanita vom Webachtal al Campionato del Mondo – Siegerschau – di Norimberga 2018, salgono a cinque i figli di Boogie vom Webachtal che hanno superato la prova caratteriale e ottenuto il titolo al Campionato del Mondo (Dalì, Django, Domino, Daffy, Juanita), e fanno quindi di Boogie vom Webachtal la miglior fattrice degli ultimi 50 anni e la seconda fattrice della storia della razza del cane da pastore tedesco, per numero di eccellenti ottenuti dai suoi figli al Campionato del Mondo.

Boogie ha superato Dixie von der Wienerau, fattrice nata nel 1959 e madre di “solo” 4 eccellenti, (Lido-Landa-Leska-Liane), ed è seconda solo a “Biene zu den dreizehn Buchen” mamma di 6 eccellenti alla Siegerschau, nata nel 1963 (ma ottenuti con 5 cucciolate, non due sole come Boogie).

Boogie ha inoltre presentato un gruppo di riproduzione materno, elogiato dai giudici Helmut Buss e Margit Van Dorssen, novità introdotta quest’anno al campionato del Mondo.

La qualità media della riproduzione di Boogie è impressionante.

Cucciolata D (Padre: Pacco vom Langenbungert)

6 cuccioli nati, di cui 4 maschi e 2 femmine

  • 4 maschi con 8 testicoli naturalmente discesi nello scroto a 40gg (e per chi non ha mai allevato, rassicuro che non si tratta di un semplice calcolo matematico);
  • 6 cuccioli nati senza mai un centimetro di nastro per la steccatura delle loro 12 orecchie (naturale portamento delle orecchie senza necessità di aiuti)
  • 6 cuccioli con 6 dentature complete e chiusure perfette (non un solo difetto dentario, neppure minimo)
  • 6 cuccioli che, diventanti grandi, sono stati lastrati con radiografie ufficiali e TUTTI E SEI dichiarati ufficialmente esenti (questo è un record a nostra memoria, che nessuno ha mai smentito fino ad oggi): controllate voi stessi sul libro genealogico online dell’ENCI:
  • su 6 cuccioli due di questi hanno fatto una vita di famiglia e 4 hanno ottenuto dei brevetti di lavoro, e tutti e 4 hanno superato la difficilissima prova caratteriale del Campionato del Mondo
  • Tutti e 6 i cani hanno un carattere “da pastore tedesco”
  • Tutti e 6 i cani non hanno mai avuto alcuna malformazione, malattia particolare, men che meno ereditaria, e non hanno mai avuto bisogno del veterinario se non per i controlli di rito: con loro i veterinari sarebbero falliti!

Cucciolata J (Padre: Whillo vom Klosermoor)

6 cuccioli nati, di cui 4 femmine e 2 maschi

Purtroppo due dei 4 proprietari delle femmine non hanno voluto procedere alle indagini ufficiali di rito per cui abbiamo il responso di 4 su 6 cuccioli nati, ma :

  • 2 maschi con 4 testicoli naturalmente discesi nello scroto a 40gg (e per chi non ha mai allevato, rassicuro che non si tratta di un semplice calcolo matematico);
  • 6 cuccioli nati, senza mai un centimetro di nastro per la steccatura delle loro 12 orecchie (naturale portamento delle orecchie senza necessità di aiuti)
  • 6 cuccioli con 6 dentature complete e chiusure perfette (non un solo difetto dentario, neppure minimo)
  • 6 cuccioli che, diventanti grandi, sono stati lastrati (purtroppo solo 4 di loro per riluttanza delgi altri due) con radiografie ufficiali e QUATTRO dichiarati ufficialmente esenti:
  • su 6 cuccioli tre di questi hanno fatto una vita di famiglia e 3 hanno ottenuto dei brevetti: una ha superato la difficilissima prova caratteriale del Campionato del Mondo e gli altri due si accingono a farlo quest’anno;
  • Tutti e 6 i cani hanno un carattere “da pastore tedesco”
  • Tutti e 6 i cani non hanno mai avuto alcuna malformazione, malattia particolare, men che meno ereditaria, e non hanno mai avuto bisogno del veterinario se non per i controlli di rito: con loro i veterinari sarebbero falliti!


Bene, questi dettagli di cui sopra rendono Boogie non solo dal punto di vista dei risultati ma anche della QUALITA’ MEDIA DELLA RIPRODUZIONE una mamma imbattibile.

Certo, non ha prodotto un campione del mondo, ma dal mio punto di vista vale di più, zootecnicamente parlando, una fattrice che produce SEMPRE un pastore tedesco sano e completo, che una fattrice che è mamma di un campione del mondo ma magari di altri cuccioli displasici.

Si tratta di una fattrice con valore genetico stimato ALTISSIMO, perché producendo SEMPRE BENE dimostra la solidità e la salubrità genetica della sua riproduzione.

Una mamma come se ne trovano poche: se ne trovano, ma dobbiamo tornare indietro a 50 anni fa.

Dalì vom Webachtal miglior correttore di displasia fra gli stalloni italiani (e europei) in attività

(una Statistica, alcune Raccomandazioni, e una parabola del Vangelo)

Con le lastre ufficiali della cucciolata Q Webachtal, abbiamo lastrato in ufficiale sette cucciolate Webachtal da 4 diverse fattrici di 4 diverse linee di sangue (Luna: Cary Fiemereck, Embra: Remo Fichtenschlag, Cina: Vegas Haut Mansard, Ria: Ober Bad Boll).

Su 29 cuccioli nati da queste 7 cucciolate, 22 cuccioli sono stati lastrati esenti in ufficiale, con tanto di timbro sul pedigree (e non in preventiva a 6 mesi o con esami generici di veterinari magari nemmeno referenti di una centrale di lettura).

La percentuale è del 76% dei figli lastrati esenti alla lettura ufficiale, provenienti dall’allevamento dello stallone.

Questi dati usati in questa statistica provengono dal Libro genealogico Online dell’ENCI, e sono pubblicamente consultabili da tutti. Sono FATTI e non chiacchiere.

Controllate voi stessi! Sarà un ottimo esercizio, decidere sulla base delle cose che avete visto coi vostri occhi, E non sulla base delle chiacchiere da bar: il link al libro genealogico è qui:

http://www.enci.it/libro-genealogico/libro-genealogico-on-line

I dati grezzi delle mie elaborazioni si trovano su questo mio foglio di excel che potete scaricare cliccando qui, e prendere I numeri di LOI di ***TUTTI*** I cani coinvolti nella statistica:

https://www.dropbox.com/s/s7qnvd4t9i3faow/dispolasie-2018.xls?dl=0

Perché ho analizzato solo le cucciolate Webachtal, fra i figli di Dalì? Perché sono le uniche cucciolate di questo stallone fatte con fattrici che conosco sicuramente bene, e cioè della cui salute articolare sono assolutamente certo. Ho visto personalmente io le radiografie delle fattrici, in alcuni casi (Embra) ho visto le radiografie della fattrice e della mamma della fattrice, e quindi sono le uniche femmine coperte da Dalì su cui potrei mettere la mano sul fuoco che sono davvero esenti da displasia.

Quando accoppiato con femmine “davvero sane”, Dalì produce una percentuale incredibile, straordinaria e mai vista prima di esenzioni da displasia e che non ha paragone con gli altri stalloni attualmente in attività né in Italia né in Germania (per farvi un esempio, il migliore in Germania è Willy vom Kuckucksland, padre di tre nostre cucciolate, col 36%).

Come puro esercizio comparativo, ad uso non solo dei neofiti ma anche degli altri allevatori, ho poi fatto la stessa indagine sugli stalloni attualmente in attività in Italia, comparando “cose uguali con cose uguali” e cioè le prime sette cucciolate degli stalloni fatte nell’allevamento del loro proprietario.

Questa analisi per permettere anche agli altri stalloni di far contare nel calcolo le loro fattrici “fidate” dell’allevatore in questione.

Inoltre: le prime cucciolate sono importanti perché sono super monitorizzate in quanto intanto l’allevatore ha interesse e curiosità di sapere come è la riproduzione del proprio cane, ha interesse a sapere “come dà” in termini di displasia, e poi perché i loro cuccioli faranno parte del primo gruppo di riproduzione dello stallone, e quindi l’allevatore è molto interessato a lastrare il più possibile della progenie iniziale, perché “se tutti o tanti buoni” è un ottimo lotto di cani che fa “numero” al prossimo campionato.

Nel fare questo, mi sono imbattuto in allevamenti che hanno usato estensivamente il proprio stallone, il che è segno di fiducia e sicurezza della bontà del proprio stallone, ma ho anche trovato allevatori proprietari dello stallone che, su centinaia di monte fatte dal proprio cane, praticamente non lo hanno mai usato loro stessi nel loro allevamento! Un po’ come un medico che fa chirurgia laser per la correzione della miopia ma che… porta gli occhiali .

In questi casi (meno di 7 monte del proprio allevamento in età da lastre ufficiali più 4 mesi per permettere alle carte di raggiungere l’ENCI) ho considerato le prime monte fatte dallo stallone (quindi: tutte quelle dell’allevamento di provenienza e se non fossero 7, le altre anche di altri allevamenti per arrivare a 7, iniziando dalle prime).

I risultati sono stupefacenti per il “nostro” Dalì. Controllate voi stessi sul sito dell’ENCI: lì ci sono I FATTI non le chiacchiere!!

Sono basati su fatti oggettivi (lettura ufficiale del grado di displasia da parte di Celemasche o FSA) e non sono chiacchiere da bar o mie opinioni. Potete cercare sul libro genealogico cane per cane da me citato nel file di excel e controllare voi stessi con i vostri occhi.

Dopo questi risultati strabilianti, mi vengono facili alcune raccomandazioni:

  • Ai leoni da tastiera che basandosi assolutamente sul nulla, fanno pronostici o sputano sentenze su questo o quel cane, magari basandosi su un caso negativo capitato a loro o a un proprio conoscente, come era successo in passato addirittura per Willy, che è uno dei più grandi correttori tedeschi con il 36% di esenzioni sui figli nati, record fra gli stalloni attualmente in attività riproduttiva in Germania, consiglio, come si vede dal mio approccio di sputare sentenze forti di FATTI OGGETTIVI e non di CHIACCHIERE DA BAR: la verità è PUBBLICA: STUDIATELA, PRIMA DI SPARARE CA…VOLATE!!!;
  • Se un allevatore ha avuto una volta un caso di esperienza negativa nell’utilizzo del nostro cane, consiglio di GUARDARE DENTRO AL PROPRIO ALLEVAMENTO perché è probabilmente da lì che viene il MARCIO. Come vedete dal Libro Genealogico (lo dice l’ENCI, non io!), accoppiato con femmine sane, questo stallone produce cani sani in percentuali “bulgare” e mai viste prima!;
  • Quando si parla astrattamente di allevamento, tutti gli allevatori sono concordi nello affermare che l’allevamento dipende più dalle madri che dai padri: poi però se c’è un problema in un cucciolo o di testicoli, o di orecchie, o di denti, o di carattere, o di displasia, ecc. gli stessi sostenitori della prevalenza della mamma, vanno subito giù forte nel condannare il maschio che “dà problemi di denti”, “dà problemi di testicoli” e via dicendo. Si mettano in pace con se stessi.

Dopo queste considerazioni, mi viene in mente una parabola del Vangelo:

” Perché guardi
la pagliuzza
che è nell’occhio
del tuo fratello
e non ti accorgi
della trave che è
nel tuo occhio?”
(Vangelo secondo Luca 6,41)

Accetto volentieri correzioni dai proprietari dei cani che ho incluso nella statistica: non l’ho fatto con intento denigratorio ma comparativo ad uso dei soci. Se ci fosse qualche figlio che mi è sfuggito, è senz’altro colpa del database dell’ENCI o della SV (ho analizzato anche quello) che non porta notizia di una lastra ufficiale: in passato qualche record mancante c’era, oggi, a me, su questi 22 cani che ho citato, mai l’ENCI si è dimenticato di inserire i “miei” gradi per cui lo stesso rigore nel report dei dati è applicabile anche agli altri stalloni.

Ultima cosa: tutti abbiamo il privato proprietario di un cane figlio del nostro cane che non vuole andare a fare le lastre ufficiali, e ci abbassa la media: tutti i cani citati sono affetti da questo problema. Anche il nostro. Quindi non usiamola come giustificazione!

Bravo Dalì, sei il miglior correttore del problema displasia d’Italia (e d’Europa): e se qualche leone da tastiera dice il contrario, ora è oggettivo che lo fa in malafede o perché ha “del marcio” in casa propria.

“Non ti curàr di lór, ma guarda e passa (Dante, Divina Commedia, Inf. III, 51).”

Non ho dato molta retta a Dante (hem, Virgilio), stavolta… 

Pastore Tedesco, Una Razza in Via di Estinzione

Analisi del declino e una Proposta per la Rinascita

Il declino della popolarità del cane da pastore tedesco fra i possessori di cani di razza è da anni un fenomeno assodato e sotto gli occhi di tutti. Le proporzioni del declino sono catastrofiche: citando dati e fonti tedesche (VDH: gli unici disponibili in serie storiche almeno trentennali) dai circa trentamila pastori tedeschi immatricolati ogni anno negli anni ’80, si è passati ai circa ventimila della fine degli anni ’90 e, nell’anno 2017 siamo scesi per la prima volta sotto i diecimila.

9766 pastori tedeschi immatricolati nell’anno 2017 e, secondo le mie prime previsioni, il 2018 si chiuderà con meno di 7mila cuccioli immatricolati!

Alcuni commentatori spiegano tale declino legandolo ad un presunto declino delle immatricolazioni dei cani di razza in generale, che si trascinerebbe dietro anche il pastore tedesco ma, come si vede da questa mia elaborazione, il declino è tutto e solo della nostra amata razza perché il cane di razza (non pastore tedesco) mantiene più o meno le sue posizioni ormai da 20 anni a questa parte:

Altri commentatori vorrebbero attribuire il declino del pastore tedesco al cambiamento degli stili di vita delle famiglie, più orientate al cane da compagnia, e alla quindi conseguente obsolescenza del cane da utilità e difesa. Anche in questo caso la spiegazione non corrisponde a realtà, in quanto le altre razze da utilità e difesa non soffrono questo calo (si veda la mia tabella allegata: analizzati Malinois, Dobermann, Rottweiler e Riesenschnauzer):

Il pastore tedesco soffre quindi di un declino inarrestabile, drammatico, che non è frutto di trend attribuibili ai cani di razza o alle differenze di stile di vita delle popolazioni moderne ma tutto insito all’interno della razza stessa.

È compito delle associazioni specializzate cercare di arginare il crollo: lo statuto della SAS, associazione di razza specializzata per il pastore tedesco in Italia, si pone ad esempio due obiettivi: migliorare e incrementare la razza del pastore tedesco.

È evidente che sul lato “incrementare”, la gestione della razza da parte delle associazioni specializzate è oggettivamente e drammaticamente fallimentare da almeno 30 anni, senza soluzione di continuità, e senza alcuna azione atta a arginare il crollo.

Una mia indagine di mercato effettuata dieci anni fa su un campione ristretto ma statisticamente significativo (100 ex proprietari di pastore tedesco che avevano optato per altre razze), validata poi dalla percezione comune del problema, elencava i motivi della non ripetizione della scelta della nostra razza. L’ammirazione per i principi fondanti della razza era immutata, così come la convinzione che il pastore tedesco fosse la razza più intelligente e duttile al mondo, ma i problemi ostativi al ri-acquisto del pastore tedesco erano i seguenti, in ordine di importanza:

  • Assetto del posteriore (“sedere basso” o “gambe troppo piegate” o “a coniglio”)

  • Displasia alle anche o gomiti

  • Carattere non più da pastore tedesco (o pauroso o aggressivo a prescindere)

  • Mancanza di funzionalità/resistenza

  • Salute cagionevole o comunque che necessitava di troppa “manutenzione”

  • Diminuzione della taglia mal vista dai proprietari che pretendevano “la razza gigante” (lo voglio grande!)

Confrontando le giustificazioni sopra riportate con i problemi attuali dei cani presentati nei raduni di allevamento, la connessione fra piazzamenti dei cani di punta e diminuzione dell’interesse dei possessori di cani di razza è evidente e direttamente conseguente.

Se si pensa che a seguito della proclamazione dei “fuoriclasse” (Auslese) in un campionato di allevamento tedesco (mediamente una decina di Auslesi proclamati in Germania), quei 10 cani effettueranno 90 monte a testa (900 monte in totale) e produrranno quindi circa 4500 cuccioli (media = 5 cuccioli per cucciolata: fonte Zuchtbuch SV), ai numeri di immatricolazioni annuali di oggi (9000 cuccioli immatricolati all’anno) è facile capire che tipo di impatto hanno le decisioni di piazzamento di un cane o dell’altro nel destino della razza e quanto la proclamazione del lotto dei “fuoriclasse” incida sulla popolazione del pastore tedesco in Germania, in Italia, ecc.

IL DECLINO DELL’INTERESSE VERSO LE MANIFESTAZIONI DI RAZZA

Come evidenziato sopra, il declino degli appassionati della razza è costante.

Nell’anno 2018 si è percepito anche, più che un declino, un brusco crollo verticale dell’interesse verso le manifestazioni di razza. Al recente campionato del mondo di Norimberga (Campionato Allevamento SV, Siegerschau 2018) è andata in scena la dimostrazione plastica del crollo di popolarità del pastore tedesco, riflessa già da tempo nei numeri citati sopra. Personalmente, mai mi ero sentito così “solo” e “triste”come quest’anno all’interno dell’imponente stadio vuoto che ospita la manifestazione (in certi momenti c’erano meno persone sugli spalti che cani in campo).

Entrata del Gruppo di Riproduzione di Dalì vom Webachtal. Spalti totalmente vuoti (quelli inquadrati non erano accessibili al pubblico, ma quelli accessibili erano simili a quelli)

Il dato che stride con il crollo dell’affluenza è la presenza di un numero di cani presentati che però non scende allo stesso ritmo del calo di popolarità della razza. Per fare un esempio: il numero di adulte femmine portate alla prova caratteriale quest’anno è rimasto praticamente invariato (151 femmine portate alla prova caratteriale nel 2018 contro  le 152 del 2017), nonostante il numero di iscrizioni in quella classe sia diminuito del 12% circa.

Questi due fenomeni combinati parlano di una verità poco gradevole: sui palcoscenici più importanti del mondo, teatro delle verifiche zootecniche più importanti del mondo, rimane uno zoccolo duro di professionisti “addetti ai lavori” ma c’è una fuga in massa, imponente, degli appassionati non professionisti.

Anche se dal punto di vista del business, grazie alla internazionalizzazione dei rapporti di compravendita, ai professionisti rimane comunque un buon giro di affari, l’abbandono della razza da parte dei privati possessori di un pastore tedesco deve interessare ed importare anche gli addetti ai lavori in quanto, numeri alla mano, stiamo toccando il punto in cui ogni anno non verranno immatricolati neanche i cuccioli prodotti dal lotto degli auslesi (10 auslesi per 90 monte per 5 cuccioli a monta sono 4500 cuccioli: fra poco sarà a malapena il totale dei cuccioli immatricolati in un anno) per cui a breve arriveremo al punto in cui gli auslesi non potranno nemmeno fare bottino pieno di monte oppure i cuccioli figli di auslesi non troveranno un compratore. Figuriamoci in che crisi verseranno gli allevatori-venditori di cuccioli figli di tutti gli altri stalloni non titolati!

PROGETTO PER LA RINASCITA DELLA RAZZA

Tutto quanto sopra dovrebbe far tremare i polsi a qualunque responsabile della razza, a tutte le latitudini, Germania in primis e anche Italia, quale seconda nazione al mondo per la diffusione del pastore tedesco. Urge quindi un’azione immediata, tempestiva e anche molto radicale, se si ha a cuore il destino della razza.

La popolarità del pastore tedesco nel mondo si deve alla sua duttilità di impiego e alla sua intelligenza, funzionalità e poliedricità.

Tutti gli amanti del PT sono tali in quanto innamorati delle imprese epiche dei “cani poliziotto” dei decenni passati e dei cani resi famosi dal piccolo e grande schermo quali i vari Rin Tin Tin, Zanna Bianca, Rex ecc., che hanno contribuito ad affermare il successo mondiale di questa razza.

L’obiettivo della Rinascita deve sicuramente essere quello di restituire la reputazione perduta al nostro pastore tedesco, dotandolo delle caratteristiche che nella stragrande maggioranza dei casi non ha più, per poterlo far tornare ai fasti di un tempo.

La strada maestra per la Rinascita è quella del ritorno alla funzionalità del cane, iniziando ad applicare un principio mutuato dalle regole del design industriale svedese per cui se un cane “non funziona” non può essere dichiarato né bello, né utile.

Muovendosi assolutamente nel perimetro dello standard di razza, e quindi senza bisogno di cambiarne neanche una virgola, c’è bisogno di iniziare a giudicare la razza dando le giuste priorità agli aspetti citati dallo standard, che oggi, nelle verifiche zootecniche più importanti, vengono messi in ordine sbagliato di priorità:

  • Carattere e Intelligenza “alla Rin Tin Tin”, che traspaia anche dalla sua espressione (più nessuno parla di intelligenza: non ne parla neanche lo standard ma è un aspetto fondamentale nella scelta di questa razza);

  • Solidità e posizione “non apparentemente malata” del posteriore (a poco vale il “normal-normal” sul pedigree).;

  • Salute di ferro (non solo delle articolazioni)

  • Solidità e asciuttezza generale, correttezza degli appiombi

Il progetto per la rinascita passa a mio modo di vedere da quattro attività principali: rimozione dell’imbuto genetico rimozione dell’imbuto regolamentare (liberalizzazione dei regolamenti), diverse priorità di valutazione zootecnica, comunicazione istituzionale a servizio della ricostruzione della reputazione della razza.

RIMOZIONE DELL’IMBUTO GENETICO

Molti lettori evoluti sapranno che tutti gli attuali pastori tedeschi discendono ormai da due o tre soli cani: da Hill Farbenspiel – la linea Mutz passa infatti ormai solo da quel cane che è bene iniziare a citare – poi da Quanto Wienerau e marginalmente da Canto Wienerau, il che svilisce (o annacqua) il potere e la forza della nostra razza che deriva anche dalla variabilità genetica.

Nonostante i continui e sistematici proclami e trattazioni del problema nelle sedi “accademiche”, non capita mai che nel blocco dei cani di punta venga inserito un cane veramente geneticamente alternativo: pur esistendone degli esempi, vanno sempre ricercati nelle posizioni di coda dove, inevitabilmente, il cane avrà poca probabilità di dare un contributo alla razza.

Proposta 1)

Proporrei di istituire una prassi, anche non scritta, che preveda il piazzamento di almeno un Auslese, se non due, proveniente da linee extra Canto, extra Quanto e extra Hill.

Proposta 2)

Istituzione di una banca del seme coordinata dalla SAS in cui conservare il seme di riproduttori di qualità, per poter effettuare scelte di allevamento “a ritroso” anche dopo la scomparsa di uno stallone, se il momento storico attraversato dettasse l’utilizzo di questo o quello stallone del passato. Come sarebbe bello poter usare oggi Mark Haus Beck o Zamb Wienerau o Jango Fürstenberg, vero?

RIMOZIONE DELL’IMBUTO REGOLAMENTARE

Così come il provenire da quei due soliti cani (Hill – Quanto) svilisce le potenzialità genetiche della razza creando un imbuto genetico, l’attuale astrusa e fittissima regolamentazione delle esposizioni e delle selezioni di razza, fatta con il lodevole intento di ricercare la purezza estrema della razza, ha ormai invece svilito le peculiarità del pastore tedesco creando un “imbuto regolamentare” da cui possono passare solo i cani di allevatori e espositori con mezzi finanziari adeguati a dotare i propri cani dei titoli di “principe” e “principessa” (brevetto di lavoro evoluto quale l’IPO1 e selezione per l’allevamento).

Il poter accoppiare solo cani già brevettati (si accoppiano solo “principi con principesse”) per portare avanti una linea di sangue di primo livello, e il poter premiare in esposizione solo i figli di “principi e principesse” (per giunta solo se si sono accoppiati dopo essere stati insigniti di quei titoli nobiliari!) non ha portato a migliorare la qualità zootecnica della produzione ma, al massimo, ha contribuito a tenere sulla breccia solo coloro che possono permettersi di allevare con grande dispendio di energie e di soldi (all’interno dei quali non ho difficoltà ad inserire anche il sottoscritto).

Il mondo e la natura, invece, ci insegna con esempi che abbiamo sotto gli occhi di tutti, che “l’ascensore sociale” è quello che fa in modo, ad esempio in ambito umano, che la specie umana sia sempre all’avanguardia e progredisca di generazione in generazione.

Gli attuali leaders, e cioè i fondatori delle aziende più importanti del mondo quali Google, Yahoo, Microsoft, Oracle, Ferrari, Amazon, Facebook ecc. non sono figli di “principi e principesse”, anzi: di solito sono figli di… immigrati in cerca di fortuna, e cioè degli “ultimi” nella scala sociale. Ciò nonostante, hanno contribuito a rendere questo mondo migliore.

Non si capisce quindi perché nel mondo del pastore tedesco si debbano ricercare i continuatori e i futuri rappresentanti della nostra razza solo tra le “nobili dinastie”.

Si impone quindi una importante e urgente attività di “liberalizzazione” dei regolamenti che presiedono alla partecipazione alle verifiche zootecniche, cosicché anche i soggetti meno blasonati possano partecipare alle manifestazioni e il giudice possa quindi scegliere di premiare e valorizzare chi, pur non essendo “di nobile stirpe”, possa contribuire in un certo momento storico a rendere la nostra razza grande come un tempo. Inoltre, bisogna ridare agli allevatori degli strumenti di cui sono stati sprovvisti in quanto troppe regole sono un cappio alla libertà di allevamento che tanto bene ha fatto in passato a questa razza.

A ben vedere, esiste sempre una valvola di sicurezza rispetto alla liberalizzazione proposta, e cioè il giudizio finale del giudice: sarà lui/lei il garante della razza e il suo giudizio saprà all’occorrenza essere più restrittivo o più “liberalizzatore”, in base alle necessità zootecniche del momento.

Proposta 2)

Senza voler toccare minimamente lo standard, è possibile rimuovere molte prescrizioni totalmente illogiche dal punto di vista zootecnico, che riavvicinerebbero molti appassionati senza danneggiare né la qualità né delle classifiche dei raduni né il “prodotto zootecnico” ma, al massimo, permetterebbero a qualche soggetto utile all’allevamento di partecipare alle nostre manifestazioni.

a) Rimozione della necessità di nonni selezionati per ottenere il titolo di Auslese, limitandola al possesso di un titolo di lavoro. È quanto già previsto dalla SV per ottenere il titolo, e adeguandosi a quella previsione non diminuirebbe la qualità rispetto alla Madre Patria. Sostanzialmente, attualmente la SAS chiede che il cane provenga da linee di “selezione e selezione”, (Kor-Korzucht): la proposta prevede di adottare la Kor-Leistungzucht attualmente presente in Germania;

b) I titoli dei genitori e nonni del cane da giudicare e da insignire di un titolo SAS siano valutati al momento della manifestazione invece che al momento della monta, della nascita ecc. Non ha alcun senso zootecnico pretendere che i genitori e nonni siano “titolati” all’atto dell’accoppiamento: l’importante, zootecnicamente parlando, è che lo siano prima che il figlio/nipote sia insignito di un titolo importante: quello che deve interessare al valutatore e che la stirpe da cui proviene abbia qualità importanti e verificate: non ha senso che debbano esser state verificate “anni fa”!

In ambito umano, è come se io concepissi un figlio avendo io in quel momento solo la licenza elementare e che, per questo, mio figlio fosse considerato per tutta la vita “figlio di un quasi-analfabeta” anche se io nel frattempo vincessi il Nobel per la Fisica!

c) Modificare il Regolamento cosicché si possano presentare Gruppi di Allevamento nei raduni composti anche da cani di un solo sesso (che 4 femmine in classe lavoro con tanto di attacco al campionato non sono rappresentative delle potenzialità zootecniche di un allevatore?);

d) Possibilità di presentare al Campionato Gruppi di riproduzione senza particolari regole su titoli o età di padri e madri al momento dell’accoppiamento o della cucciolata o della manifestazione: al massimo imposizione del possesso di Selezione per l’allevamento del riproduttore maschio al momento della manifestazione. Il Gruppo di riproduzione infatti dovrebbe avere la specifica e unica funzione di illustrare ai soci, tramite la usuale passerella nello stadio, il panorama attuale degli stalloni in attività in modo che i soci stessi possano scegliere in maniera più consapevole il prossimo maschio per le loro femmine. Dover limitare il gruppo ai “figli di principi e principesse” svilisce l’intento zootecnico dell’iniziativa, e finisce per premiare solo gli stalloni che, in forza di particolari capacità di convinzione del loro proprietario, riescono a coprire femmine titolate fin dalla loro prima monta.

L’apposizione di questa liberalizzazione ci renderebbe uguali all’Austria e non distanti dalla Germania (La Germania avendo l’unica prescrizione dei 24 mesi di età dello stallone all’atto della monta che serve solo per parificare gli stalloni stranieri con quelli tedeschi).

e) Rimozione del “divieto di primeggiare” ai cani valutati di grado “ancora ammesso” per la displasia delle anche o dei gomiti. Nel caso di un “Noch Zugelassen”, potrebbe essere ammesso alle posizioni di punta se ad esempio dimostrasse o una buona percentuale di riproduzione esente da displasia o, se giovane, avesse alcuni fratelli esenti tali da far presagire un indice genetico di quella famiglia alto e quindi solo un fenotipo sfortunato. Citazioni d’obbligo in questo caso sono quelle usuali relative a Jeck Noricum e Pakros d’Ulmental che sarebbero stati scartati se fossero nati in questi anni e che invece tanto bene hanno fatto alla razza.

Indagare il genotipo invece del fenotipo è compito della nostra associazione: troppe volte un “ancora ammesso” è il portato dell’ambiente e non della genetica. A questo proposito, questo sarebbe un primo tentativo di introdurre l’indice genetico stimato che la SAS sta proponendo da tempo. Un eventuale Pakros d’Ulmental dei giorni d’oggi, con una riproduzione ottima dal punto di vista della displasia del gomito, perché dovrebbe essere tenuto fuori dal lotto dei primi trenta, se avesse nel frattempo prodotto Vegas e centinaia di cani esenti? E’ totalmente illogico aggrapparsi al suo evidente fenotipo difforme dal suo (buon) genotipo.

Nel regolamento di Selezione

f) La consanguineità, anche la più stretta, dovrebbe essere ammessa (così come avviene oggi in Germania: le regole sulla consanguineità sono apposte in Germania per l’allevamento e non per la selezione che prevede la selezionabilità anche di un cane consanguineo 1-2, se in possesso di pedigree FCI!).

Questa proposta non cozza con la necessità di eliminare l’imbuto genetico: anzi è il grimaldello complementare a quella sana attività di differenziazione genetica: l’allevatore deve poter disporre di più variabilità genetica grazie alla rimozione dell’imbuto genetico ma essere messo in grado di poter “chiudere”, alle volte, e fissare certi caratteri. Quando negli anni passati non vigevano ancora le regole restrittive di oggi, e non vigeva ancora la regola del deposito del DNA, e quindi gli allevatori potevano concedersi facilmente delle “licenze” dai regolamenti e all’interno dei regolamenti effettuare consanguineità più strette, i tipi di allevamento erano riconoscibili all’istante: un Wienerau o un Trienzbachtal lo vedevi immediatamente, perché quegli allevatori avevano fissato tramite consanguineità strette (ammesse o no) certi caratteri: oggi non si può più.

Guardate oggi un gruppo di allevamento: ci sono cani che difficilmente hanno tratti davvero simili. Anche gli allevamenti più prestigiosi hanno cani di punta con tipi totalmente diversi fra loro.

Ma c’è di più: Il cane che ho citato sopra come “responsabile” dell’imbuto genetico, Quanto von der Wienerau, e cioè una vera e propria pietra miliare della razza tanto da esserne diventato un capostipite a posteriori (quali tutti i cani attuali discendono da lui), non sarebbe mai esistito con gli attuali regolamenti: la mamma, Yoga von der Wienerau, era infatti consanguinea 2-2 su Dixie von der Wienerau, una femmina cardine nell’allevamento Wienerau, e cioè la madre della cucciolata L (Lido, Landa, Leska, Liane…). Senza questo grimaldello della consanguineità stretta, Walter Martin probabilmente non avrebbe mai potuto fissare quel tipo tanto apprezzato nel mondo e che tanto bene ha fatto all’allevamento.

C’è poi da ricordare che il momento di punta e di gloria dell’allevamento Wienerau è poi coinciso con il momento di maggior successo della razza del pastore tedesco: e credo che ci sia davvero un nesso di causa-effetto, fra questi due eventi.

g) Selezione dei cani oltre 1cm dalla taglia massima ammessa dallo standard, così come avviene oggi in Germania. Ciò servirebbe a fare un censimento reale della popolazione e a stabilire relazioni univoche fra “fuori taglia” e mancata attitudine all’impiego.

VALUTAZIONE DELLA RAZZA ATTENTA AGLI ASPETTI FONDATIVI

Se vogliamo che l’appassionato ritorni ad amare questa razza, dobbiamo dotarla delle caratteristiche ormai scomparse che l’hanno resa famosa: carattere versatile, vigile, attivo, fiero, intelligente e intraprendente, e che tutto quanto sopra sia riflesso in una testa e un atteggiamento che sappia trasmettere, per la sua conformazione e attitudine, quelle caratteristiche caratteriali, con grande propensione all’impiego grazie alla salute di ferro, al posteriore solido e corretto, alla solidità generale e alla correttezza degli appiombi.

Proposta

Emanazione di direttive di Allevamento volte ad una nuova e diversa valutazione zootecnica, dando priorità nella valutazione della razza agli aspetti fondanti della razza, statuiti nello standard.

Non a caso, le caratteristiche tipiche della razza e i difetti da squalifica elencati nello standard sono elencate partendo dall’aspetto caratteriale per andare poi sui difetti anatomici e funzionali, e solo alla fine (e non prima di tutto!) sulla taglia.

Troppe volte si vedono cani con evidenti problemi caratteriali ottenere la massima qualifica, cani totalmente fuori tipo essere comunque valutati in maniera sufficiente, e il pastore tedesco vero in tutte le sue parti tranne che sulla taglia, essere bollato come insufficiente.

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE (“BREED MARKETING”)

Attività di comunicazione tendente a ridare il prestigio perduto e la reputazione perduta alla razza del cane da pastore tedesco;

Alcune Proposte (work in progress: necessita di approfondimento e dettaglio)

Supporto totale per chi decida di allevare la sua prima cucciolata

Lo statuto della SAS detta gli obiettivi di migiorare e incrementare la razza. È quindi essenziale invogliare gli amatori non professionisti ad avvicinarsi ai campi SAS e se hanno delle femmine, a provare a fare una cucciolata. Molte volte lo fanno da soli, in maniera molto improvvisata, ma nella SAS ci sono fior di allevatori che possono mettere a disposizione le loro esperienze e competenze per un neofita alla prima cucciolata (supporto nella scelta dello stallone, monitorizzazione gravidanza, cucciolata e vendita cuccioli, ecc.). Questo potrebbe essere un progetto della SAS, di assistenza completa.

Ne guadagneremo in più pastori tedeschi, proprietari più informati, e che magari inizieranno a frequentare le sezioni e qualcuno intraprenderà la carriera allevatoriale.

Assistenza e Supporto per i Principianti

Chi possiede già un pastore tedesco, per la prima volta, e prova ad avvicinarsi al mondo delle manifestazioni, trovi barriere e paletti, sia regolamentari che economici, da far perdere al principiante voglioso di iniziare, qualsiasi entusiasmo all’intraprensione di questa passione. Difficoltà nel reperire calendari, regolamenti di partecipazione, informative sul funzionamento dei raduni e delle prove, tasse di iscrizione alle manifestazioni molto alte, fanno desistere anche il più convinto degli appassionati.

Dovremmo istituire un “Ufficio Neofiti” nella SAS, in cui accogliere, con istruzioni e informazioni capibili anche dai non addetti ai lavori, come funziona e come fare per partecipare ad un Raduno, ad una prova di Addestramento, ecc.

Nella mia esperienza di Aspirante Allievo Giudice di Allevamento SAS, ho più volte incontrato nei ring dei partecipanti alla prima gara della vita che non conoscevano le più basilari regole di partecipazione (“nessuno mi aveva detto che dovevo avere il libretto delle qualifiche ENCI” era la risposta del principiante alla decisione – sacrosanta – del giudice di non farlo partecipare al Raduno. Ma quello doveva essere raccolta come “sconfitta” di un sistema che non aveva informato abbastanza e non facilitava l’espansione della base partecipativa. Ho personalmente controllato i Raduni successivi a quelli in cui sono successi questi contrattempi: quei cani e quegli appassionati non si sono più visti.

Gratuità per la Carriera del Primo Cane del Principiante

30 Euro un Raduno, 50 Euro una Prova di resistenza, 80 Euro (ne ho spesi anche 100!) per un IPO, ecc ecc. Sono paletti apparentemente irrisori (sicuramente irrisori per l’addetto ai lavori che ha magari speso 4 mila euro per formare un cane selezionato, quindi queste sono briciole) ma a volte totalmente ostativi per chi si accinge a compiere la prima carriera del proprio primo cane.  Il progetto potrebbe essere quello del “Primo Giro Gratis, offre la SAS!” La SAS infatti sostiene comunque un costo verso l’ENCI o semplicemente organizzativo per la partecipazione di un concorrente, ma varrebbe la pena accollarselo, a mo’ di spesa di rappresentanza o di breed marketing.

Iscrizione al primo Raduno della vita gratis, alla prima Resistenza gratis, al primo IPO gratis e in caso di fallimento del primo tentativo, iscrizione gratis all’IPO fino al suo superamento se compiuto in non più di 3 prove, e iscrizione alla prima selezione gratis.

Istituzione di una categoria di soci SAS: NEOFITI. Prima quota annuale gratuita (senza diritto di voto o di “rivista”).

In questo modo, chi possiede un cane con pedigree, il lunedì iscrive il cane al raduno della domenica successiva sostenendo il costo di ZERO EURO. Attualmente invece deve pagare 65 euro di tessera SAS e 35 euro di Raduno. 100 euro per una domenica a zampettare su un prato insieme ad altri pastori tedeschi è davvero troppo, specialmente se si vuole allargare la partecipazione.

Pet Siegerschau

Manifestazione per le famiglie e con le famiglie in cui esporre soggetti rispondenti al pastore tedesco “che fu” per riavvicinare la razza alle famiglie con una cospicua partecipazione ai giudizi degli appassionati non appartenenti al corpo giudicante SAS-ENCI-FCI (una sorta di giuria mista).

Questa proposta prende le mosse da una banale ma utilissima considerazione di Robert Markschlaeger, prestigioso giudice austriaco di prove di Utilità e Difesa, che per spiegare il concetto di giudizio del lavoro del cane in armonia col conduttore e del piacere del cane nell’eseguire i vari esercizi previsti nei regolamenti IPO, proponeva, a mo’ di provocazione, di lasciar giudicare ad un bambino dagli spalti se il cane si divertisse o no a svolgere un dato compito.

Con lo stesso approccio, un pubblico di non addetti ai lavori saprebbe secondo me velocemente identificare i problemi del pastore tedesco “moderno” (carattere non tipico, mancanza di funzionalità o di correttezza o asciuttezza generale).

Film/Telefilm

L’industria televisiva e cinematografica è sempre alla ricerca di soggetti nuovi, all’interno dei quali può insinuarsi con un’attività di comunicazione ad hoc, un soggetto canino della nostra razza.

Scuole > Bambini

Questo progetto è stato più e più volte tratteggiato ma mai implementato se non da realtà periferiche e in maniera non sistematica.

Educazione cinofila > TV

Cresce l’interesse per l’animale da compagnia e con questa la necessità della conoscenza e competenza nella sua gestione: le TV sarebbero ben felici di ospitare programmi della SAS su come addestrare il proprio cane per la vita di tutti i giorni. Cesar Millan non può essere il leader di quella fetta di audience in quanto anche l’associazione di razza avrebbe qualcosa da dire di utile al pubblico generalista: ovviamente spiegato con pastori tedeschi.

Invasione dei centri cittadini e delle mostre ENCI

Le nostre manifestazioni si svolgono in luoghi sperduti e fra adepti che solo loro conoscono le regole dello svolgimento di un raduno o di una prova di addestramento. Portiamo le manifestazioni del pastore tedesco fra la gente, come già fa l’ENCI che espone in zone Expo o in parchi cittadini. Facciamo un Raduno Nazionale del Pastore Tedesco, dettando un’etichetta di abbigliamento e di comportamento, in Piazza Santa Croce a Firenze!

CONCLUSIONI

Il momento drammatico che attraversa la nostra razza richiede scelte altrettanto tempestive.

Machiavelli (Istorie fiorentine) scrive: “dove la necessità strigne, è l’audacia giudicata prudenza” a significare che in stato di necessità, c’è bisogno di azioni audaci, e che le azioni più adeguate sono quelle più tempestive e audaci, e non quelle lente e ragionate.

Non è più il momento di “limature qua e là” perché il destino della razza è in pericolo, e c’è bisogno di azioni incisive e anche drastiche, con l’aiuto di tutti: volenterosi che abbiano voglia di risollevare una razza quasi irriconoscibile per coloro, come il sottoscritto, che se ne sono innamorati e l’hanno scelta per caratteristiche ormai introvabili.

E non è neanche più il momento di fare finta di nulla, e continuare a “ballare” sul Titanic mentre sta affondando. Io vorrei, per il bene della razza, salvare prima possibile questa nave che sta andando a picco, facendole cambiare rotta: non mi interessa né cambiare nave né i loro capitani.

Tradotto significa: la mia prima opzione è che di questo problema se ne faccia carico la SAS che sono disposto ad aiutare e che è la sede naturale in cui risolvere i problemi della razza. Non ho ruoli decisionali nella SAS (del livello necessario per realizzare quei progetti), per cui queste sono le mie proposte da semplice socio, attivo comunque nell’organizzazione e volenteroso di dare una mano. Non mi interessa né avere ruoli decisionali né cambiare classe dirigente. Ma cambiare le sue politiche, sì.

Non mi importa poi neanche sapere di chi è la colpa: è importante invece decidere come risollevare il prestigio del pastore tedesco, assieme a chiunque lo voglia fare.

Se la SAS deciderà di ignorare le mie proposte, io mi muoverò lo stesso da solo, come sempre, nel mio piccolo, nel mio allevamento amatoriale che gestisco: cercherò di mettere in atto per quanto possibile quello che sopra propongo, e che ho già cominciato a fare.

Grazie delle vostre impressioni: sarò felice di ricevere vostri commenti agli indirizzi email e telefonici che potete trovare alla pagina “contatti”.

Si astengano per favore i contestatori professionisti: non sopporto chi sa solo lamentarsi o che vuole solo cercare a chi dare la colpa. Di solito i contestatori non hanno proposte alternative, fateci caso. Se non, al massimo, il sostituire l’attuale classe dirigente con… loro stessi. Queste persone non sono utili.

Ci vogliono invece dei costruttori, non dei distruttori.

Viva il Pastore Tedesco.

Stefano Galastri
Allevamento “Vom Webachtal”

CAMPIONATO DEL MONDO 2018 – STATISTICHE RIPRODUTTORI ITALIANI RESIDENTI

Dalì Vom Webachtal è il secondo riproduttore italiano per percentuale di figli piazzati sul numero dei figli nati, dietro solo all’Auslese SV Zenit di Casa Palomba.

Dalì Vom Webachtal è inoltre il quarto riproduttore italiano per numero di qualifiche ottenute dai suoi figli dietro a “mostri sacri” quali Groovy di casa Massarelli, Zenit di Casa Palomba e Ulkan Maikhus.

Per un cane “senza santi in paradiso” è un risultato eccezionale, che parla della sua capacità di fornire una riproduzione onesta: sana, di carattere, e di buona e in certi casi eccellente anatomia.

– Spiegazione del metodo adottato –

Ho prima elencato i riproduttori di allevamento italiano e residenti in Italia (risiedere in Germania porta troppo vantaggio sulla riproduzione da campionato del mondo), per numero di figli che hanno ottenuto una qualifica alla recente Siegerschau di Norimberga (almeno 2 figli con qualifica di almeno “Buono”), e ho associato poi, per completezza gli Auslesi italiani della stessa età dei riproduttori analizzati (per puro intento comparativo e senza alcun intento polemico o denigratorio nei confronti dei loro proprietari che in tutti i casi citati sono miei buoni o ottimi amici) proclamati quindi negli anni 2015-2016 e 2017.

Per alcuni cani (Groovy, Zenit, Ulkan) è difficile poi stimare il numero dei figli effettivi in quanto i riproduttori svolgono o hanno svolto la loro attività riproduttiva in più Paesi europei, ed è possibile solo stimare la loro probabile riproduzione: il valore più aleatorio è quello di Groovy (comunque conservativo e cioè può essere anche maggiore), mentre è abbastanza accurato per Ulkan e ha scarto minimo per Zenit.

Non ho rimosso i cani non più residenti (Groovy, Ulkan ecc) perché comunque sono stati nel panorama riproduttivo italiano in passato e, per l’importanza che hanno rivestito, l’eliminarli sarebbe equivalso a falsare il quadro di questi ultimi anni.

Per chi fosse interessato ad approfondire, ho i dati grezzi su cui ho elaborato le statistiche, potete benissimo richiedermeli.

Statistiche Prove Caratteriali (TSB) Campionato del Mondo (Siegerschau) 2018

Sono 196 gli allevamenti di tutto il mondo che hanno portato almeno un cane a superare la prova caratteriale al campionato del mondo (Siegerschau) del pastore tedesco a Norimberga 2018, che è il traguardo agonistico-zootecnico più importante per la razza del pastore tedesco.

L’allevamento WEBACHTAL è nei Top10 allevamenti al mondo per numero di cani che hanno superato la prova caratteriale al Campionato del Mondo di Norimberga.

L’allevamento WEBACHTAL è il primo allevamento italiano per numero di cani che hanno superato la prova caratteriale al Campionato del Mondo di Norimberga a pari merito con Casa Beggiato e Casa Massarelli.

L’allevamento WEBACHTAL è il primo allevamento AL MONDO per numero di cani che hanno superato la prova caratteriale al Campionato del Mondo di Norimberga, gestiti internamente all’allevamento (allevati posseduti e preparati e condotti dall’allevatore in persona).

Qui sotto la lista completa:

Nome ALLEVAMENTO –  Numero di cani che hanno superato con successo le Prove Caratteriali (TSB)

Val D’Anzin 6
Piste Trophe 5
Silvalacus 5
Team Marlboro 4
St.-Michaels-Berg 4
Suentelstein 4
Bad-Boll 4
Webachtal 3
Casa Beggiato 3
Casa Massarelli 3
Haus Tousfa 3
Solo Rigoletto 3
Team Agrigento 3
Fichtenschlag 3
Hühnegrab 3
Team Hühnegrab 3
Athaba 3
Fabare Bohemia 2
Rustol’s 2
Empiere 2
Haus Tchorz 2
Veneze 2
Bördetal 2
Elbe-Saale-Winkel 2
Finkenschlag 2
Frankengold 2
Holtkämper Hof 2
Kapellenberg 2
Lärchenhain 2
Ortskern 2
Osterberger-Land 2
Aurelius 2
Liebeswarte 2
Werther-Mühle 2
Melanchthon 2
Adi 1
Ardenburg 1
aus Agrigento 1
Bella vom Peristyl 1
Box-Dogs 1
Buchenland 1
d’ Ulmental 1
de Bi Lagun 1
de Caviclum 1
de Interbarbarossa 1
de l’Empreinte de Bacchus 1
de L’Etang Willersin 1
de Louis 1
De Orse Mak Flai 1
de Sagasta 1
De-Bes 1
dei Colli Storici 1
dei Lupi di Mare 1
dei Precision 1
dei Verdi Colli 1
del Ceresio 1
del Lupo Nero 1
del Seprio 1
del Vento Margio 1
della Genia Osca 1
della Val Sangro 1
della Valcuvia 1
di Casa Mary 1
di Casa Palomba 1
du Haut Mansard 1
du Rhinland 1
du Schellenthal 1
Dubrava Indigo 1
Frisko 1
Gremlin’s 1
Hope of Dawn 1
Juwika 1
Karat’s 1
Kleehuegel 1
Kranichzug 1
Mano Muza 1
Mavic Poland 1
Provocativo 1
Rebelle 1
Smilowickie Wilki 1
Sukcesor 1
TEAM Gigelsfelsen 1
Team Scaligero 1
Terrae Lupiae 1
v. Aldamar 1
v. Aphrodite Kennel 1
v. Asics 1
v. Aurelisbrandt 1
v. Ayla’s Aura 1
v. Bad-Box 1
v. Ellispark 1
v. Ghattas 1
v. Haus am Lerchenweg 1
v. Haus Paris 1
v. Haus Weltsieger 1
v. Leaa 1
v. Legends Team 1
v. Liedehof 1
v. Mittelwest II 1
v. Rothenbacherwald 1
v. Schüpberger Land 1
v. Schwarzberg Team 1
v. Tiroler Unterland 1
v. Trojangold 1
v. Uebeschi-See 1
v. Urnersee 1
v. Waldfurter-Wald 1
v. Zauberwiesen 1
v.d. Lentfert Hoeve 1
v.d. Ybajo Hoeve 1
Vespertilio 1
vom alten Lindenstumpf 1
vom Anrachtal 1
vom Arkanum 1
vom Assaut 1
vom Badsee 1
vom Bierstadter Hof 1
vom Blasius-Haus 1
vom Butjenter Land 1
vom Deutschen Königshof 1
vom Drömlingsrand 1
vom Emkendorfer Park 1
vom Falkenseer Stern 1
vom Friedenspark 1
vom Gernkogel 1
vom Gilkauertal 1
vom Grafenbrunn 1
vom Großen Ex 1
vom Hanneß 1
vom Hattorfer-Land 1
vom Haus Biewer 1
vom Haus Clanora 1
vom Haus Gleißner 1
vom Haus Goff 1
vom Haus Heimbach 1
vom Haus Heine 1
vom Haus Hölken 1
vom Heerbusch 1
vom Helfer Land 1
vom Heralmaborg 1
vom Hornpfad 1
vom Hülsbach 1
vom Kalifels 1
vom kleinen Zauberberg 1
vom Klostermoor 1
vom Kuckucksland 1
vom Kurfürstendamm 1
vom Laabergau 1
vom Lamorak 1
vom Linzertor 1
vom Lupi 1
vom Mainblick 1
vom Napte-Emmer-Eck 1
vom Sandstein 1
vom Schloss Balgheim 1
vom Stoppelberger Wald 1
vom Tatzend 1
vom Team Barrett 1
vom Team Geixenhof 1
vom Team Zellwaldrand 1
vom Thalberger Land 1
vom Thermodos 1
vom Tönsbrock 1
vom Wierlings Hook 1
vom Wildsteiger Land 1
vom Winnloh 1
vom Wodans Zwinger 1
vom Wolfstal 1
vom Zipfel 1
von Aducht 1
von Alcudia 1
von Arlett 1
von Carrara 1
von Dacon 1
von den Wilddieben 1
von der Baiertalerstraße 1
von der Brettachau 1
von der Burg Aliso 1
von der Econova-Allee 1
von der Freiheit Westerholt 1
von der Karl-May Höhle 1
von der Nadine 1
von der Reck-Kamensche Heide 1
von der Rheinhalle 1
von der Rieser Perle 1
von der Villa Riva 1
von der Weinbergsiedlung 1
von der wilden Dreizehn 1
von der Zenteiche 1
von Edelweiss 1
von Haus Gerstenberg 1
von Pallas Athene 1
von Rapicar 1
von Tronje 1
von Wilhendorf 1
zum Gigelsfelsen 1

10 su 10 ESENTI DA DISPLASIA!!

Oggi è un giorno importante per me, come lo è per tutti gli allevatori che puntano alla produzione zootecnica “democratica” e cioè a favore di tutti.

Su 10 cuccioloni radiografati, 10 sono stati pronosticati esenti (A e 0) su 10 cuccioli allevati nelle cucciolate “N” vom Webachtal e “O” vom Webachtal nate a settembre 2017.

Nuanda vom Webachtal – OK
Nutella vom Webachtal – OK
Nadir vom Webachtal – OK
Nembo vom Webachtal – OK
Nacho vom Webachtal – OK
Nitro vom Webachtal – OK
Olita vom Webachtal – OK
Olivia vom Webachtal – OK
Othello vom Webachtal – OK
Osho vom Webachtal – OK

Questo significa che chi pesca nelle nostre cucciolate, può farlo ad occhi chiusi, perché pesca bene.

Questo risultato vale per noi più di un campione del mondo. Sono questi, alla fine, gli aspetti che fanno il successo della nostra razza. Non gli auslesi. Non gli eccellenti di punta. Ma i MOLTI cani sani e i tanti eccellenti “di coda”. I pastori tedeschi sani, nelle ville private di tante famiglie. Questo crea la reputazione della razza, non il produrre un campione del mondo e centinaia di casi disgraziati nati dagli “esperimenti” per produrlo.

I cuccioli di cui sopra sono un po’ figli di Dalì e un po’ figli di Daffy. Due fratelli in una cucciolata di 6 cuccioli, tutti e 6 radiografati in ufficiale e timbrati esenti. Sono le famiglie che contano.

Notate che questi cani sono tra l’altro il frutto di una consanguineità stretta su Remo Fichtenschag che, almeno in questi due casi ci dice che fare consanguineità su cani sani, non peggiora la salute ma la rafforza.

Analisi Riproduttori BSZS Siegerschau Norimberga 2016 (Classi Lavoro)

YANKEE BATTE TUTTI. DOPO C’E’ BALLACK, il resto segue da lontano…

La spiegazione del metodo di calcolo utilizzato è sotto la tabella

Analisi Classi Lavoro (GHKLR & GHKLH)  
   
BSZS Norimberga 2016 Figli nati dal 1sep2011 al 1sept2014
   
Stallone V or EZ figli registrati in germania (Zbuch 200 o 900) % “V” su figli nati
Yankee vom Feuermelder 12 200 6,00%
Ballack von der Brucknerallee 14 284 4,93%
Kronos v. Nürburgring 6 152 3,95%
Leo von der Zenteiche 7 208 3,37%
Iliano vom Fichtenschlag 10 374 2,67%
Pacco vom Langenbungert 11 428 2,57%
Landos vom Quartier Latin 6 301 1,99%
Omen v. Radhaus 9 530 1,70%
Remo vom Fichtenschlag 6 383 1,57%
Fulz di Zenevredo 8 522 1,53%

Ho preso in consiuderazione gli stalloni che hanno piazzato più di 5 cani fra gli eccellenti (e i
ritirati con attacco OK)

In questo caso non ho assegnato punti diversi a diversi piazzamenti di quei figli in quanto “eccellente è
eccellente”: questa qualifica alla siegerschau rappresenta la massima affermazione zootecnica per un
cane pastore tedesco quindi secondo me l’ultimo degli eccellenti vale, zootecnicamente parlando, come
il primo.

Inoltre sono stati aggiunti i cani che hanno effettuato con successo la prova di attacco e che poi
sono stati ritirati, in quanto sarebbero stati presumibilmente dichiarati eccellenti se avessero
proseguito nella manifestazione.

Ho analizzato i figli nati dal l 1 settembre 2011 al 1 settembre 2014 (da 2 a 5 anni di età. in quanto
in quella fascia di età ci sono il 97% dei cani presentati. Oltre i 5 anni non c’è quasi nessuno,
tranne nonno Ballack e altri 9….

La limitazione è utile per riproduttori che hanno montato molto in passato: mettere in relazione gli
eccellenti di quest’anno con tutti i loro figli, anche quelli di 8 anni di età, sarebbe stato
diminuire le loro percentuali di successo.

Per due cani della classifica con molti cani nati in Italia (Landos e Remo) non sono stati considerati
tutti i loro figli effettivi (408 per Landos e 514 per Remo in quel periodo citato). Se da un lato
sarebbe giusto includerceli, dall’altro non tutti gli italiani possono affrontare il viaggio e le
spese di una manifestazione a 1000-1500 km da casa loro.

Si è quindi optato per inserirne solo un terzo di quelli nati in Italia per tendere conto di quanto
sopra. I valori sono comunque significativi in quanto almeno un allevatore su tre di quelli che hanno
usato Remo o Landos hanno azione su tutto il territorio tedesco quindi possono essere definiti
“tedeschi” anche loro.

Proporzioni e Dimorfismo Sessuale nel Cane da Pastore Tedesco

Liberamente tratto dal testo del Maestro Piero Alquati, il cui originale potete leggere cliccando qui

Mi sono determinato a scrivere riguardo al dimorfismo sessuale nel cane da pastore tedesco perché da alcuni mesi vedo proliferare delle generazioni di maschi di pastore tedesco che tutto hanno del pastore tedesco tranne che la mascolinità.

Mentre tanto è stato fatto, commentato e tanto sta attirando l’attenzione sulla giusta femminilità della femmina, la cui attenzione però tante volte è sconfinata e sta sconfinando nel censurare femmine semplicemente potenti, poco ci si è concentrati sulla mascolinità del maschio.

Oggigiorno una Vanta Wienerau (la femmina più bella mai allevata nella storia, e mio modello di riferimento e femmina ideale: potete ammirarla in questo video cliccando qui) sarebbe probabilmente relegata al terzo gruppo della Siegerschau per troppa mascolinità, mentre si vedono purtroppo sempre più spesso dei maschi che hanno molti tratti dell’altro sesso primeggiare tranquillamente le classi al campionato. Ciò è inaccettabile.

Probabilmente, nel lodevole tentativo di ridurre la taglia, ci si è quasi rassegnati ad accettare una riduzione anche della mascolinità dei maschi, cosa che è alquanto pericolosa per ogni razza.

Ricordo infatti l’ex Responsabile Allevamento SV Sig. Reinhardt Meyer, in occasione della Siegerschau (Campionato del Mondo di Allevamento) in cui incoronò Sieger (campione del mondo) Remo Fichtenschlag, lodare il fatto che Remo rappresentasse un esempio di come si doveva agire per ridurre la taglia del pastore tedesco senza rinunciare alla sua mascolinità (e aveva pienamente ragione riguardo alla sua testa). Evidentemente anche lui aveva presente i tentativi fatti in passato (e ahimè nel presente) di ridurre la taglia imponendo un maschio “piccolo” ma che del maschio aveva davvero poco.

Ridurre la taglia rendendo il maschio “un femminone” non è quindi una bella strada. Ed è purtroppo quella che sto vedendo intraprendere da esperti di tutte le latitudini.

La cosa però che mi disturba ancor di più e che mi spinge a scrivere queste note non è tanto il fatto di vedere “maschi effeminati” ma è il fatto che nell’indagare la giusta mascolinità si guardi, da parte anche degli esperti, solo ed esclusivamente alla testa del soggetto analizzato.

A parte che spesso non sono d’accordo con molti commentatori ed esperti che definiscono “bella testa mascolina” una testa di un soggetto che non rispetta nemmeno non dico le doti di mascolinità ma nemmeno le regole minime delle proporzioni dettate dallo standard, quello che non sopporto è che solo la testa venga indagata nel valutare se un maschio è mascolino o no, tralasciando o dimenticandosi degli altri “markers” che definiscono il dimorfismo tra i sessi e quindi cosa è maschio e cosa è femmina.

Lo scritto di Piero Alquati, messo intelligentemente in formato di intervista (vi consiglio di leggerlo nella versione originale), spiega molti punti su cui non solo concordo appieno, ma, come succede di solito leggendo il “poeta” (Alquati, in questo caso) mi ha dato finalmente gli strumenti e le parole per esprimere qualcosa che già pensavo ma che non sapevo esprimere se non grazie a lui (che, ricordo, è uno dei più grandi studiosi di cinognostica del nostro Paese) che ha elencato, e io rielenco sotto, i punti da indagare per definire “maschio” e “femmina”.

Esorto tutti a tenere in considerazione questi aspetti nel valutare un maschio per l’accoppiamento o per la selezione o semplicemente per la valutazione del “bel cane”.

Elencherò in ordine inverso le parti dello scritto originale in quanto “partire dalla fine” secondo me aiuta i profani, che non dimentichiamocelo, sono il motore di ogni nostra azione di selezione e allevamento.

Il Dimorfismo Sessuale nell’uomo

dimorfismo-sessuale-nel-cane-da-pastore-tedesco-confronto-umani

Come in ogni animale, anche nell’uomo e nella donna si notano tratti essenziali che li distinguono.
Uomo: collo robusto, testa forte, spalle larghe, bacino stretto, gambe muscolose con coscia di adeguata circonferenza.
Donna: collo più esile, testa di adeguate dimensioni, spalle più strette e torace quasi rettilineo, bacino largo, gambe con coscia più formosa.
Sono tratti che differenziano i due sessi dando vita al dimorfismo sessuale legati alla diversa natura dei sessi.
L’uomo, non dovendo assolvere gli impegni della gravidanza, presenta un tronco con ampie spalle, il bacino più stretto e la muscolatura più saliente e meno modellata da adipe.
Nella donna il tronco è rettilineo, il bacino è più ampio in quanto culla della prole. Il corpo, pur robusto, è modellato dall’adipe tanto da renderlo più armonioso ed accattivante. La coscia è maggiormente ampia. Queste caratteristiche, oltre ad essere funzionali, sono anche motivo di reciproca attrazione ed al tempo stesso di conservazione delle forme ideali.

Valutazione del dimorfismo sessuale nel Pastore Tedesco

Quanto descritto sopra per l’uomo vale, riadattato al caso di specie, anche per la razza del cane da pastore tedesco. Lo standard pretende dimorfismo sessuale senza però indicarne i tratti di distinzione. Per questi motivi ritengo utile dare alcuni suggerimenti che possano aiutare a distinguere gli elementi di pregio che caratterizzano i due sessi.

La valutazione del dimorfismo sessuale non si limita, per lo zoognosta, all’accertamento della presenza e della conformazione degli organi sessuali esterni, ma anche a quella dei caratteri sessuali “secondari” (nel senso che i caratteri primari sono appunto gli organi genitali) che non sono di minore importanza. Anzi, è la riprova di un’adeguata funzionalità ormonale che si traduce in sana vita sessuale, matrice delle giuste funzionalità per generare una buona discendenza.

Testa

La testa nel maschio, nella regione del cranio, tende ad essere leggermente bombata correlandosi a maggior consistenza delle arcate orbitali e temporali, degli zigomi e delle mascelle. Nella femmina queste parti tendono ad avere minor salienza.

Proporzione Altezza al Garrese / Lunghezza del Tronco

Nello standard si determina una lunghezza del tronco dal 10 al 17% in più dell’altezza al garrese. Senza specificare il sesso, il range alto della percentuale enunciata è sempre a favore della femmina.
In sostanza, il maschio è più “corto” (lunghezza del tronco più vicino al 10% dell’altezza al garrese) la femmina “più lunga” (lunghezza del tronco più vicina al 17% dell’altezza al garrese).

Diffidare quindi di maschi lunghi come littorine, o di femmine corte come un dobermann! Se scegliete quelle deviazioni non state facendo del bene alla razza.Le proporzioniCollo

Il collo del maschio è più forte e muscoloso di quello della femmina ed è ricoperto da un pelo più lungo.

Muscoli Anconei

Nell’anteriore i muscoli anconei sono a volte più evidenti e delineati.

Tronco

Il tronco del maschio è usualmente più corto di quello della femmina ed il suo aspetto, visto di profilo, descrive due linee divergenti, mentre quello della femmina due linee parallele.
Anche il rene nella femmina è più lungo essendo sede della gestazione.

dimorfismo-sessuale-tronco-pastore-tedesco

Andatura

L’andatura del maschio è costituita da passi energici e scattanti, mentre quella la femmina da passi ampi e armonici.

Pelo

Il pelo nel maschio è quasi sempre più duro, mentre quello della femmina tende ad essere un poco più raffinato. Le striature chiare sul dorso sono sovente una caratteristica femminile.

Coda

Anche la coda nel maschio, per la sua sostanza, appare appena più corta e folta.

Come vedete e avete letto: non di sola testa vive il dimorfismo!

Esorto quindi i lettori e i valutatori a concentrarsi sulle doti essenziali della testa ma anche sugli altri elementi che sono parimenti importanti per poter definire “maschio” o “femmina” un pastore tedesco.

Come dice il Maestro e ripeto per chiudere questa breve riflessione, un buon dimorfismo sessuale “è la riprova di un’adeguata funzionalità ormonale che si traduce in sana vita sessuale, matrice delle giuste funzionalità per generare una buona discendenza“.

Nell’allevare, selezionare e giudicare, non fate sconti sulla salute, sul carattere, sulla taglia, ma nemmeno sul dimorfismo!