Secondo Gruppo di Riproduzione di Dalì vom Webachtal al Campionato del Mondo di Norimberga (Siegerschau 2019)

Per il secondo anno consecutivo, Dalì vom Webachtal ha presentato un gruppo di riproduzione al campionato del mondo di allevamento a Norimberga (Siegerschau 2019).

Dalì vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Dalì vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

Fra i cani allevati in Italia, solo Spencer, Groovy e Ulkan lo hanno fatto, ma nessuno degli italiani se si considera la totale “italianità” del cane (nato e allevato in Italia, residente in Italia, tutte le sue monte fatte in Italia, la sua formazione e addestramento in Italia, ecc). Dovrebbe essere un traguardo e un record storico per un cane tutto italiano al 100%.

Randa vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Randa vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

Tutti i suoi figli hanno ottenuto la massima qualifica, nonostante la metà di questi fossero alla loro prima esperienza (mai fatto un raduno in vita loro, 4 di questi mai entrati in un ring in vita loro) perché provenienti da famiglie e con zero sedute di allenamento all’attivo, né per il ring, né per lo sparo ecc.

Othello vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Othello vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

Questo è un motivo di vanto, poiché i figli di Dalì si dimostrano essere “geneticamente preparati a tutto” e non “da allenare altrimenti non reggono lo sparo, ecc”.

Quki vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Quki vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

Se sommiamo i 18 figli “cuccioli” (solo nelle classi Baby, Juniores e Cuccioloni) presentati al Campionato Giovani Conduttori SAS svoltosi pochi giorni fa a Campogalliano (Modena), e i 12 presentati in Germania, abbiamo un gruppo di 30 figli di Dalì tutti condotti tra l’altro in Italia e anche in Germania da ragazzi e bambini, e quindi di assoluto equilibrio mentale, di eccezionale solidità e correttezza degli appiombi.

Ramon vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Ramon vom Webachtal al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

Se consideriamo poi la ottima salute delle articolazioni dei suoi figli (Dalì ricordiamo è il più grande correttore da displasia fra gli stalloni attualmente in attività: maggiori informazioni qui: http://www.webachtal.com/dali-vom-webachtal-miglior-corret…/ ) abbiamo uno stallone di primo livello.

Flora Casa Soder (figlia di Dalì ovviamente) al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Flora Casa Soder (figlia di Dalì ovviamente) al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

IMPORTANTE: Sono appena usciti i risultati con le misurazioni al garrese di tutti i soggetti.

A beneficio dei tanti detrattori che che dicono che Dalì “dà grande”, sui 12 soggetti presentati al campionato del mondo, la media delle altezze al garrese dei 12 soggetti (parametrizzando i maschi sulle femmine e cioè se un maschio è 64 considerandolo 59) è
59,96 cm (64,96 cm se volete parametrizzare sull’altezza maschile) quindi i suoi figli sono mediamente PERFETTAMENTE IN TAGLIA.

Zeta di Castel Ruggero (figlia di Dalì vom Webachtal ovviamente) al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019
Zeta di Castel Ruggero (figlia di Dalì vom Webachtal ovviamente) al Campionato del Mondo (Siegerschau) Norimberga 2019

Inoltre, per il secondo anno consecutivo Lothar Quoll al microfono nello stadio, a commento del gruppo, ha rimarcato di nuovo la “Korrekte Grosse” dei suoi figli (taglia corretta).

*Ricordiamo la monta gratuita* (nessun pagamento di danaro, solo un cucciolo come diritto di monta, come da Regolamento Internazionale di Allevamento FCI) a chi portasse femmine in possesso di brevetto almeno IPO1/IGP1 e esenti da displasia con dentatura completa e chiusura corretta e nei limiti della taglia (1cm più dei dettami dello standard).

Zeta di castel Ruggero
Flora casa Soder (figlia di Dalì vom Webachtal)
Othello vom Webachtal

Grazie a tutte le persone che abbiamo taggato e che ci hanno aiutato a presentare il gruppo. Grazie a Olga Vartanyan per le foto.

Ci vediamo l’anno prossimo per il terzo gruppo di riproduzione!

IN MEDIO STAT VIRTUS (Musolino Docet)

In medio stat virtus” è una locuzione latina, il cui significato è: «la virtù sta nel mezzo». La locuzione invita a ricercare l’equilibrio, che non è mai agli estremi, bensì al di fuori di ogni esagerazione.

Mi sono determinato a scrivere queste note a causa del preoccupante dilagare di apprezzamenti sia degli addetti ai lavori che degli amatori, riguardo a cani da pastore tedesco con teste e in generale anatomie chiaramente fuori tipo e tendenti al molossoide.

Non è raro riscontrare fotografie sui social network di cani adulti o di cuccioli con evidenti deviazioni dal tipo, che vengono invece scambiati per campioni ed esempi di bellezza, seguiti da centinaia di apprezzamenti (“mi piace”, “cuori” ecc) e urla di giubilo (Super!! Top!!) e sempre corredati da icone e gif animate di apprezzamento.

Peccato che quei cani siano chiaramente fuori tipo (e cioè fuori dai dettami dello standard), nella beata non curanza degli allevatori e nella ignoranza di chi si avvicina alla razza senza aver mai visto Rin Tin Tin o Rex o Quanto o Canto Wienerau o neanche al limite Odin Tannenmeise o Vanta Wienerau.

Lo standard dice chiaramente che la testa del pastore tedesco deve essere cuneiforme, le orecchie portate erette e di forma triangolare, il muso allungato e in rapporto 1:1 col cranio, occhi a mandorla, labbra ben tese e aderenti, dentatura con chiusura a forbice, e altri dettagli che disegnano un “identikit” chiaramente LUPOIDE.

Riassunto per sommi capi, il pastore tedesco è sempre stato descritto volgarmente come “Cane Lupo”: come ogni detto o proverbio popolare, in questa definizione generica e rozza, c’è però il senso e il succo della razza.

Ora, sappiamo che l’attività di selezione può portare in pochissime generazioni una razza in una o in un’altra direzione e uscire facilmente dallo standard. Nelle varie epoche storiche della razza ci sono sempre state delle tendenze particolari verso il “poco” e verso il “troppo”, riferito alle quantità di pregio-attributo relativo indicato dallo standard.

Ci sono stati momenti in cui il pastore tedesco toccava estremi di “poco” in cui la esemplificazione estrema creava cani con attributi “troppo lupoidi” tali da farli assomigliare quasi a dei pastori belgi o a dei volpini, e ci sono stati poi dei momenti in cui il sovraccaricare tali attributi portava a cani con attributi molossoidi, tanto da far assomigliare la nostra razza ad un molosso e non ad un lupo.

Il mio grido di allarme attuale pertiene a quella fase ciclica della razza in cui si esagera con le caratteristiche e si alleva e si apprezza il “troppo”. Oggi il pastore tedesco “wow”, quello da 100 “mi piace” è quasi sempre un molossoide e fuori tipo.

In rete girano video di “pastori tedeschi” molossoidi, di solito apprezzati in Cina, che scatenano orde di commenti negativi e ondate di vera e propria indignazione, forse perché accanto a quei cani-caricatura si scorgono degli ideogrammi cinesi e si vuole criticare il diverso e il lontano, più che la tendenza.

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un “pastore tedesco” cinese

Purtroppo devo però constatare che gli stessi “indignados” del pastore tedesco cinese, corrono a mettere i loro MiPiace-Top!-Super! A cani che tendono pericolosamente a quella deriva cinese.

Ma quel che è peggio è che anche gli esperti, o sedicenti tali o autorizzati dalle associazioni (giudici ecc) sembrano essersi dimenticati del testo sacro a cui devono rispondere (lo standard) e purtroppo e più che altro, si sono dimenticati di quale razza si erano innamorati: un giudice di razza, nel 2019 ha sicuramente l’età per aver visto “di persona” Vanta, Zamp, Asslan etc: come fa ad apprezzare gli attuali Pinco, Pallino, ecc. senza sollevare un grido di dolore ogni volta che un mastino e non un “cane-lupo” calca i loro ring?

VEDIAMO I DIFETTI PRINCIPALI DELLA ATTUALE DERIVA MOLOSSOIDE

Parto dalla testa, perché, come diceva il Solaro, la testa fa la razza: è il principale segno distintivo di ogni razza, ed è quello che deve inevitabilmente richiedere più attenzione nella valutazione.

Si vedono puntualmente i seguenti difetti, tutti denotanti una deriva molossoide, in tanti pastori tedeschi sia adulti che cuccioli anche di soli 30gg (che hanno però centinaia di “mi piace”):

  • Testa (nel senso di cranio) rotonda, voluminosa, con stop esageratamente marcato (lo standard parla invece di “salto naso-frontale non molto accentuato”). Il commento classico è “che stop!” come dire “più ce n’è e meglio è”: niente di più sbagliato, perché lo stop è la descrizione o l’anticamera di un cranio con bozze e rotondeggiante, l’opposto di quello che dovrebbe essere il pastore tedesco.
Lo “stop” accentuato del Rottweiler, con le “bozze” sul cranio, è un pregio relativo di quella razza. NON del pastore tedesco!
  • Labbro abbondante, rima labiale pendente. Labbro superiore troppo accentuato, a coprire ben oltre le gengive e i denti.
Labbro superiore troppo accentuato, a coprire ben oltre le gengive e i denti . Pregio relativo nel mastino napoletano. Difetto, nel pastore tedesco.
  • Occhio “rotondo” (e non a mandorla come vuole lo standard), spesso con bordo palpebrale inferiore distaccato dal bulbo oculare che rende “piagente” l’occhio (sia dal punto di vista dell’espressione che risulta di cane “triste”, che dal punto di vista sostanziale, in quanto l’occhio non funziona come dovrebbe, e lacrima).
un occhio “piangente” di un San Bernardo: in questa razza, le pieghe sulla palpebra superiore e su quella inferiore, che lasciano intravedere la congiuntiva, sono ammesse.

Posizione dell’occhio quasi frontale (entrambi gli occhi “guardano avanti”, diversamente dalla posizione standard medio laterale del lupoide.

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Posizione dell’occhio frontale di un Cane Corso. Pregio relativo di quella razza. Non del pastore tedesco!

Come vedete dagli esempi sopra, un occhio rotondo, frontale, con bordo palpebrale staccato, cadente, intanto non è “in standard” e rende l’espressione “triste/piangente” e stravolge il senso e il principio ispiratore della razza.

ESPRESSIONE

L’espressione, appunto. Qui introduco un tema troppo poco indagato nella nostra razza: l’indagine del carattere e atteggiamento dall’analisi anatomica del cane e specificamente dei suoi occhi.

Poiché la testa del cane non ha la possibilità di mimica che ha quella umana, l’espressione e l’espressività del cane passa in maniera preponderante dai suoi occhi oltre che ovviamente dal suo movimento.

Gli occhi solo lo specchio dell’Animo

Si dice, in ambito umano, che gli occhi siano lo specchio dell’anima: bene, nel cane possiamo dire qualcosa di simile e cioè che gli occhi siano lo specchio “dell’animo” e cioè della somma delle facoltà intellettuali, dei sentimenti, della intelligenza e della volontà.

Un occhio a mandorla (lupoide) con bordo palpebrale ben aderente, con occhio in posizione medio laterale, dona all’animale una espressione che rispecchia e riflette gli attributi caratteriali tipici del pastore tedesco:

Equilibrio, saldezza di nervi, sicurezza di sé, disinvoltura, vigilanza, docilità e… intelligenza!

Ebbene sì, intelligenza! Concedetemi questa licenza: lo standard e nessuna delle nostre prove zootecniche parlano o misurano l’intelligenza, ma è il primo motivo di scelta della nostra razza.

Non trovate che sia strano che gli appassionati del pastore tedesco lo lodino e lo scelgano per la sua intelligenza, ma in nessuna delle nostre prove, da nessuna parte nello standard, si cerca di dettare o di valutare anche lontanamente questa qualità?

Mi spingo oltre nell’interpretare l’espressione: la determinazione

Interpretando il modo di dire volgare – popolare di “cane lupo” e tenendo a mente che il lupo, sempre nella credenza popolare non è mai stato disegnato, a torto o a ragione, come buono ma come “cattivo”, sicuramente una espressione a buono, bonaccione, bambolotto, orsacchiotto, non è auspicabile nel pastore tedesco. Molto meglio una espressione nobile e “determinata” piuttosto che da bonaccione. Ma mai sicuramente da “tonto”.

Ecco alcuni esempi:

Un lupo: l’espressione non è certo da bonaccione. Non so se è da cattivo, ma sicuramente da estremamente attento e determinato
Macho vom Lamorak
Macho Lamorak: espressione “determinata” per lo meno, se non volete dire “cattiva”. Si vede subito che questo cane “sa il fatto suo!”
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Pastore tedesco maschio adulto: labbra tese, occhio a mandorla, posizione medio laterale, stop appena pronunciato, espressione da cui si denotano equilibrio, saldezza di nervi, sicurezza di sé, disinvoltura, vigilanza, Intelligenza e nobiltà.
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Pastore tedesco maschio adulto: labbra tese, occhio a mandorla, posizione medio laterale, stop appena pronunciato, espressione da cui si denotano equilibrio, saldezza di nervi, sicurezza di sé, disinvoltura, vigilanza e Intelligenza

Altre caratteristiche anatomiche

Poiché le caratteristiche anatomiche della testa vanno di pari passo con il corpo, non è raro trovare, accompagnati ai difetti di cui sopra, anche delle ossature troppo potenti (un cucciolo di 5 mesi con una zampa di 7cm di diametro non è “wow” o “top” o “super” ma è semplicemente un molosso, un’altra razza!) delle andature che tutto sono tranne che efficaci e senza sforzo, delle ossa spugnose, dei colli con giogaia e innumerevoli altri difetti della nostra razza (che sono pregi relativi, per le razze molossoidi). Assieme ad una testa fuori tipo e debordante, tendente al molossoide, c’è sempre un’andatura che gli corrisponde: pesante, mai efficace e mai che dia quel senso di “un procedere molto fluido ed agevole” come vuole lo standard.

RICHIAMO ALL’ORDINE

Vorrei richiamare l’attenzione sui punti precedenti ed esortare tutti, ogni volta che si valuta un pastore tedesco, a chiedersi le seguenti domande, prima di sparare “mi piace” a go-go su cani che pastori tedeschi non sono:

– Ha o non ha l’occhio a mandorla (lupoide) con bordo palpebrale ben aderente, con occhio in posizione medio laterale?

– Ha una espressione intelligente, “lupesca”? Fa traspirare nobiltà e fierezza?

– Questo cane in natura morirebbe in un nanosecondo o sembra adatto abbastanza a funzionare anche in maniera indipendente dall’uomo?

– Il “tanto” che vi piace, non è forse un “troppo”?

– (valutando un cane giovane) se a questa età è già così potente, da adulto cosa diventerà?

– Cosa sembra dire “con gli occhi”? “Tutto sotto controllo, ci penso io” oppure “mamma riportami a casa che mi sono già affaticato”? Con gli occhi dice “sono figo!” oppure strabuzza gli occhi di fuori come quando ci presentano il conto delle tasse? (“quanto????? ma, ragioniere, come è possibile!!!”)

– Potrebbe resistere 4 ore di scarpinata in montagna?

Non dimentichiamoci che la fortuna e quel poco di fama che rimane alla nostra razza è stata fatta dal periodo d’oro in cui il pastore tedesco era fatto a “cane lupo” e non a molossoide.

Il tipo di cane che mi ha fatto innamorare della razza sono questi due seguenti: uno sconosciuto:

e uno conosciutissimo:

Aßlan vom Klämmle

Bene, come vedete questi due cani sono purtroppo ormai introvabili per tipicità assoluta e li rimpiango ogni giorno.

Ai tempi d’oro, e non è nostalgia la mia, ma un tentativo di indagine su cosa funzionava nella razza quando aveva successo, i maschi giovani erano fatti così (scusate la qualità dell’immagine, ma si capisce cosa voglio dire):

forse direste che è una testa leggera anche se fosse una femmina, se presentata ad un raduno di allevamento, in questi anni.

Ed è invece Canto Wienerau da giovane!

Perché sono così accalorato nella difesa del “cane lupo”, dello standard, e nella denuncia della deriva molossoide dei giorni d’oggi?

Oltre che per il fatto che il mio mito della mia razza è distrutto ogni giorno di più con questi rottweiler travestiti da pastore tedesco (e non ho niente contro i rottweiler a patto che si chiamino col loro nome!), anche per quello che dice lo standard: le divergenze dalle caratteristiche della razza come descritte in precedenza compromettono l’idoneità all’impiego e comportano una diminuzione di funzionalità!

IN MEDIO STAT VIRTUS

Una sponda di tutto rispetto alle mie osservazioni di cui sopra la troviamo nella opinione del Presidente della SAS Luciano Musolino che a più riprese non ha mancato di rimarcare la locuzione latina che dà il titolo a questo articolo e che ispira la filosofia dell’approccio appena descritto.

Luciano Musolino ha spesso criticato, sia nelle relazioni tecniche che nei suoi seminari e corsi, che nelle classifiche da lui stilate in qualità di giudice, che l’eccesso (o la troppa mancanza) non va mai bene e che si debba ricercare il giusto mix, il giusto bilanciamento, la via di mezzo. A coronamento dei suoi discorsi, il Presidente ama citare la locuzione latina IN MEDIO STAT VIRTUS: è un insegnamento incommensurabile per la razza e uno dei pochi comandamenti non scritti nello standard che vale la pena seguire.

Più studio questa razza (che non smetto mai di studiare perché sono innumerevoli ancora le cose da imparare) e più mi rendo conto che il suo insegnamento è D’ORO: non la ricerca del tanto, dello “spinto” dell’”iper” ma del “normale”, quasi anonimo. Si noti che non l’ho sempre pensata così: ci sto arrivando piano piano. Più studio e più mi convinco che ha ragione il Presidente Musolino e torto tutti gli altri che allevano l’eccesso.

Un aneddoto per me molto istruttivo (e ai tempi da me non compreso)

Un altro aneddoto va in questa direzione: nel momento in cui mi accadde non capii bene, ma alla luce di quanto sopra, descrive fulgidamente questo concetto che ho cercato di esporre sopra.

Il 14 agosto 2005 ero a Borken (sezione di Reinhardt Meyer) assieme a Norbert Schleuter (allevatore con affisso “Altenberger Land” che tanto mi ha insegnato della razza).

Eravamo seduti su una panchina da birra, al riparo dalla pioggia, e Norbert mi domandò: “ti piace quel cane lì?” Io risposi “non tanto”. Norbert rispose: “dimmi che pregi ha”. E io non riuscii a trovarne (cercavo l’iper-pregio). Poi mi domandò: “dimmi ora i difetti”. E anche su questo punto non riuscii a trovarne. Mi disse, subito dopo: vedi? Il non avere difetti è il suo grandissimo pregio.

Norbert voleva dire che quel cane che sembrava non avere pregi, non aveva difetti, era un cane secondo me “normale” ma in quella normalità stava la sua grandezza.

Si trattava di Hill vom Farbenspiel.

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Hill Farbenspiel: il “medio” in cui “stat virtus”

Prova ne sia, che Hill ora ha praticamente rimpiazzato Mutz vom Pelztierfarm nelle analisi delle linee di sangue perché tutto il Mutz che c’è adesso in giro, passa praticamente da Hill, che ha una discendenza incredibile grazie a Remo vom Fichtenschlag e a Yukon von der Bastillie.

Hill Farbenspiel è un altro esempio di un “MEDIO” in cui “STAT VIRTUS”.

Concludendo, ho enorme rispetto per i gradimenti particolari di ognuno di noi che possono anche differire da quanto sopra,. Tutti i gusti sono legittimi ma vorrei fosse chiaro una cosa: chi ha gusti diversi non ha semplicemente il suo punto di vista ma si posiziona FUORI DALLO STANDARD.

“Che ci vuoi fare, a me piacciono le femmine con i testoni da maschio” è un discorso astrattamente legittimo, ma si sta parlando di un cane fuori standard.

Chi vi dice “ognuno lo interpreta come vuole” sbaglia.

Un mio conoscente molti anni fa si era messo ad allevare dei pastori tedeschi con gli occhi BLU ( Occhio gazzuolo). Dei gusti personali non si discute, poteva farlo, siamo un Paese libero: basta però che sia chiaro che questo signore si poneva fuori dallo standard.

Lo stesso dovrebbe succedere oggi: se volete cani con i bozzi sul cranio, uno stop da Rottweiler, occhio centrale, tondo, piangente, espressione a scemo e zampe (di solito corte!) da 7cm di diametro, fate pure. Ma, amici miei, sia chiaro: vi sta piacendo un’altra razza, non il pastore tedesco.

Io sono invece per il “cane lupo” e non per il pastore tedesco vestito da mastino.

Wesentest e ZAP: la Nuova Via della SAS e SV all’Allevamento

31.05.2019 – AGGIORNAMENTO

L’Assemblea della SV (Bundesversammlung) del 24 maggio 2019 ha abolito il blocco/stop dei 5 mesi fra il Wesentest e i brevetti successivi di cui parlo nell’articolo

Una Via Alternativa per la Selezione e l’Allevamento


Scarica qui il diagramma informativo

La SV, sollecitata da più parti di riorganizzare il panorama dei regolamenti e istituire un percorso di addestramento specifico e alternativo per il pastore tedesco, ha ideato una valutazione caratteriale (Wesentest appunto) e un brevetto di addestramento (ZAP) che rappresentano una alternativa alla usuale e sempre in vigore “strada maestra” per la formazione e l’ottenimento dei titoli ai fini dell’allevamento e della partecipazione alle classi lavoro in Germania.

Pochi giorni fa, su iniziativa della SAS e un po’ in ritardo a causa di lentezze attribuibili al versante tedesco, è stato finalmente approvato dalla commissione tecnica dell’ENCI il nuovo regolamento del “Wesentest” (Wesensbeurteilung: da ora in avanti WB o Wesentest) e dello ZAP (Zuchtanlagenprüfung) di diretta emanazione SV.

Sul Sito della SAS, www.sas-italia.com troverete i testi dei nuovi regolamenti approvati, sotto la sezione “La SAS – Regolamenti” non appena il CDN dell’ENCI li avrà approvati

WESENTEST (WB)

E’ obbligatorio per i cani di razza pastore tedesco nati dopo il 1 luglio 2017, e va sostenuto in un’età compresa fra i 9 e i 13 mesi. La motivazione è molto semplice oltre che nobile e condivisibile: si “obbligano” i cani giovani a ottenere la prima infarinatura di addestramento non, come purtroppo succede di solito, dopo la classe “giovani” e prima di poter entrare in classe lavoro, ma all’inizio della sua vita.

Troppo spesso infatti i cani iniziano un percorso formativo troppo tardi: a 20 mesi è a volte ostico iniziare percorsi di apprendimento tipici dell’età “adolescenziale” quali la socializzazione e l’obbedienza di base.

Con il regolamento del Wesentest, si obbligano i proprietari ad iniziare la socializzazione e l’obbedienza di base, nel periodo della vita “giusto” per il cane. Su questo la SAS condivide appieno l’approccio.

Ovviamente, vista l’entrata in vigore recentissima dei regolamenti, in Italia ci sarà una deroga all’obbligatorietà dell’esecuzione del test entro 13 mesi, per i primi periodi di esecuzione delle prove. Se il cane è nato dal 1 luglio 2017 in poi e non ha superato il Wesentest entro i 13 mesi, si potrà accedere lo stesso alla prova, ma si dovrà ottenere una deroga per superamento dell’età dei 13 mesi, che prevederà il pagamento di una tassa (probabilmente di 100 euro, se venissero adottati gli importi attualmente in vigore in Germania).

Il costo di iscrizione alla prova sarà equivalente a quello del BH, indicativamente 50 euro.

Poiché il Wesentest può essere anche giudicato da un giudice di Allevamento (all’inizio, solo giudici selezionatori), non si sovrapporrà, se possibile, alle prove di lavoro già a calendario, potendo quindi essere istituite anche date alternative a quelle delle prove di addestramento da parte delle Sezioni SAS.

A tal proposito è utile notare che si potranno effettuare al massimo 12 Wesentest al giorno e al massimo su 3 giorni (totale wesentest possibili per prova, fino a 36) anche se, eseguito in una prova di lavoro, varrà come una sola sezione.

Il tempo di effettuazione del test è di circa 45 minuti. Sul sito della SAS potete trovare il link al video esplicativo, che per facilità reincollo qui sotto.

La prova non sarà superata solo se il cane marcherà lo sparo o dimostrerà problemi caratteriali da squalifica secondo lo standard di razza. Non vengono attribuiti punteggi e non ci sarà quindi una valutazione positiva o negativa degli esercizi proposti.

COSA CAMBIA NELLA CARRIERA DEL CANE

Il percorso attuale per accedere alla selezione per l’allevamento, che rimane ovviamente in vigore, prevede il superamento, oltre che del Wesentest comunque obbligatorio per i cani nati dal 1 luglio 2017, della prova di BH e brevetto IPO1 (adesso IGP1) che permettono al cane di essere selezionato (e nel caso SAS, essere parificato in tutto e per tutto a quello tedesco) e di partecipare al campionato allevamento tedesco, Siegerschau (se il cane ha meno di 3 anni e mezzo, anche se non in possesso della selezione per ottenere la qualifica massima di V1).

Con l’introduzione del Wesentest e ZAP si potrà accedere alle stesse possibilità (selezionabilità e partecipazione in classe lavoro al campionato tedesco) senza dover sostenere la prova di BH o la prova IPO1 (IGP1). Ciò rappresenta quindi una via alternativa all’ottenimento delle “carte in regola” per l’allevamento e per la classe lavoro al campionato.

Si noti però che così come se in possesso di BH e solo IPO1, il cane in possesso di WB e ZAP potrà aspirare al massimo alla qualifica di V1.

Se un cane (anzi i proprietari, sarebbe meglio dire) avessero velleità di ottenimento del titolo di Auslese, poiché da anni i regolamenti del campionato prevedono per l’ottenimento del titolo, il possesso del brevetto IPO2 (adesso IGP2), il cane in possesso di ZAP dovrebbe reiniziare da capo ottenendo BH, IPO1 e poi IPO2, in quanto lo ZAP rappresenta “il capolinea addestrativo” di quel percorso.

Ci sono attualmente discussioni in seno alla SV e alla WUSV per istituire anche uno ZAP2, valevole eventualmente per ottenere il titolo di Auslese, ma fino a che non sarà istituito, il titolo di Auslese sarà appannaggio di chi avrà percorso la strada usuale (IGP2 per la prima proclamazione, IGP3 per la seconda).

Attenzione quindi ad avventurarsi sul nuovo sentiero se i progetti con il cane in questione fossero “molto ambiziosi” perché si rischia di dover ricominciare tutto da capo.

Nessun problema invece per chi aspirasse ad avere il classico cane “da allevamento” senza alcuna velleità di Auslese.

I cani figli di possessori di ZAP e Selezione saranno reputati figli di cani selezionati.

Questo schema chiarirà il concetto (cliccare per ingrandire):

Una questione fondamentale riguarda LO STOP OBBLIGATORIO di 5 mesi fra la data di effettuazione del Wesentest e quella del brevetto successivo (sia esso IGP1 o ZAP). Questo perché siccome si presuppone di compiere il Wesentest entro i 13 mesi e di poter fare IGP1 o ZAP a 18 mesi i cani “ritardatari” dovranno comunque subite uno stop, necessario idealmente per proseguire nella formazione prima di affrontare il brevetto prescelto

Poiché la SV potrebbe introdurre l’obbligatorietà del superamento del Wesentest anche per i cani nati prima del 1 luglio 2017, consiglio ai Soci di effettuare il Wesentest anche a cani nati precedentemente a tale data, se avessero progetti di presentazione in Germania a Raduni o Campionati: ancora niente è sicuro ma ci sono discussioni in tal senso che potrebbero concretizzarsi nell’immediato futuro e, memori delle vicissitudini riguardanti regolamenti retroattivi degli anni scorsi, potrebbe essere un’ottima strategia quella di effettuare il Wesentest anche per cani nati prima del 1 luglio 2017. In quel caso serve lo stesso l’autorizzazione e probabilmente non anche il pagamento della quota autorizzativa dei 100 euro imposta ai ritardatari.

Ho realizzato anche un diagramma di flusso che aiuterà a districarsi nelle varie situazioni: potete cliccarci sopra per una versione più grande e anche scaricarlo, stamparlo ecc, basta non rimuovere il copyright.

Nel frattempo vi esorto a consultare due video esplicativi del Wesentest (WB) e dello ZAP a questi indirizzi:

Wesentest:

https://tinyurl.com/wesentest

ZAP

https://tinyurl.com/nuovo-zap

Dr. Stefano Galastri
Titolare Affisso ENCI
Allevamento “vom Webachtal”

Sulla Consanguineità

L’accoppiamento fra Dalì e Isolina Webachtal è una consanguineità stretta 2-3 Boogie Webachtal.

Tale consanguineità era ammessa per la Selezione per l’Allevamento SAS, fino al 31 dicembre 2017, e non lo è più da poco più di un anno a questa parte.

Inviatemi per favore un messaggio in privato per un elenco delle cose che si possono fare e non si possono fare con un cane che ha una consanguineità non ammessa: la carriera completa è comunque assicurata seppur con alcuni accorgimenti.

Nelle righe seguenti cercherò di spiegare con termini e esempi capibili anche ai non addetti ai lavori e ai non esperti di genetica, le ragioni di questa scelta.

Come molti sanno, l’accoppiamento in consanguineità (“fra parenti” più o meno stretti) ha l’effetto di rendere omozigoti (per parlare facile: “geneticamente più trasmissibili”) i caratteri risultanti dall’accoppiamento.

Si ha quindi una maggiore stabilità degli elementi positivi ma anche di quelli negativi.

Se si accoppiano due cani “belli”, i figli “belli” che nasceranno sarà più probabile che trasmettano la loro bellezza alle generazioni future.

Se accoppiamo due cani “malati”, i figli “malati” che nasceranno, sarà più probabile che trasmettano le malattie alla loro prole.

Se accoppiamo due cani con difetti nascosti, è più probabile che i difetti vengano fuori nella prole.

Diciamo che riducendo la variabilità genetica creiamo più “fotocopie” dei genitori o dei progenitori su cui si fa consanguineità, nel bene e nel male.

E’ quindi fondamentale capire su quale soggetto si fa consanguineità e cioè qual è il parente che i due cani hanno in comune, perché il suo pool genetico sarà rafforzato (nel bene e nel male) nella cucciolata.

Il cane su cui ho fatto consanguineità nella cucciolata U si chiama Boogie vom Webachtal. Boogie è la femmina più importante degli ultimi 50 anni della razza, per qualità media prodotta nelle sue cucciolate.

Maggiori informazioni qui:

In quella pagina potrete apprezzare la purezza cristallina della sua riproduzione.

Lei stessa è un cane che ha oltre 9 anni di vita. E’ stata per caso radiografata poche settimane fa per una bastonata ricevuta da dei marrani (mentre era scappata per le campagne): indagando se ci fossero ossa rotte, ci è cascato l’occhio anche sulle anche: risulterebbe anche oggi esente da displasia col massimo grado di esenzione!

Boogie è cane che in 9 anni ha mangiato 2 volte al giorno e quindi circa 6500 pasti, senza MAI SALTARE UN PASTO. Senza mai avere una malattia particolare. Senza avere mai una defaillance temporanea né di salute né caratteriale. Un cane che ha superato brillantemente per ben tre volte la prova caratteriale al Campionato del Mondo (c’è solo un’altra femmina vivente che lo ha fatto: ed è… sua figlia!). Un cane che nella vita normale non farebbe male ad una mosca (se non ai malintenzionati). Un cane che, proprio ieri, durante la nostra usuale camminata in campagna (4 ettari di proprietà originariamente recintati ma pieni di falle aperte dai cinghiali) è stata l’unica su 8 a scappare e tornare dopo mezz’ora (chi si avventura si sente in forze!).

In poche parole: il cane perfetto.

A questo punto, avendo da accoppiare due cani da lei discendenti, che non hanno particolari storie di consanguineità loro stessi, e decidendo di fare una consanguineità su Boogie, mi domando e vi domando: che rischi si corrono? Si compie davvero quella “pazzia genetica” addirittura “vietata dai regolamenti delle associazioni di razza”? (notare bene: non dall’ENCI!).

Non ha un difetto (visibile) che sia uno: quali problemi genetici dovrei rafforzare da una consanguineità stretta su di lei? Nessuno! Facendo consanguineità su cani sani e perfetti, si rafforza la loro salute e perfezione, e non la si indebolisce!

Certo, chi accoppiasse insieme due nipoti di un cane displasico o pazzo o squilibrato ecc è ovvio che commetterebbe un “crimine zootecnico” ma nel ricercare i geni di un cane perfetto, come non ce ne sono al mondo attualmente, quali rischi si potranno mai correre?

A riprova di questo fatto cito tre casi a me occorsi di recente:

A settembre 2017, quando “si poteva” fare consanguineità 2-3, sono stato protagonista di due accoppiamenti in consanguineità: uno 3-2 Remo Fichtenschalg (un altro cane “perfetto”) e uno 3-3 Remo Fichtenschlag. I riusultati ottenuti sono eccellenti e descritti in questo post

Sono stato poi protagonista di un accoppiamento senza alcuna consanguineità con un cane di super-punta tedesco, che aveva vinto una serie di fila impressionante di raduni, e ci ho accoppiato una femmina che nelle cucciolate precedenti aveva sempre dato risultati egregi di esenzione da qualunque problema, appunto con l’apparentemente nobile intento di allargare il pool genetico e crearmi una serie di fattrici poi accoppiabili fra soggetti del mio allevamento.

Bene, la consanguineità aperta, è stata un DISASTRO:

  • Due enognatismi (problemi di chiusura dentaria) da almeno 1cm di differenza fra arcata superiore e inferiore. Uno può essere un caso, ma due no;
  • Due vertebre di transizione (malformazione dei alcune vertebre). Una può essere un caso: ma in due cani diversi, no;
  • Un criptorchidismo (quella mamma mai dato criptorchidi)

    Tutto quanto sopra: su 5 cani dei 7 nati.

Probabilmente il maschio usato non era perfetto, e non era sicuramente un problema della mancanza di consanguineità, ma questo fa entrare in gioco un altro aspetto da considerare nel momento di “aprire” o “chiudere” a linee esterne, e cioè quello che in letteratura scientifica si definisce come “depressione da mancanza di consanguineità” (Outbreeding Depression: potete leggere di più su quest’argomento, qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Outbreeding_depression

  1. Accoppiando “fuori dal mio allevamento” posso “aprire” le mie linee e non fare consanguineità ma mi espongo al rischio di usare un cane seppur “certificato” dai risultati da lui ottenuti, che cova dentro di sé una valanga di problemi;
  2. Accoppiando “all’interno del mio allevamento” sono giocoforza costretto a fare consanguineità in quanto sono bene o male tutti parenti, ma so esattamente la qualità dei riproduttori che metto in gioco.

A parte l’esporsi a eventuali problemi genetici della consanguineità, che io però non ho avuto, i risultati sono invece di assoluta eccellenza: in questa cucciolata appena nata, il primo responso che ho è favoloso. 8 cuccioli concepiti, 8 portati avanti, 8 partoriti naturalmente nel più breve tempo mai visto in vita mia (3 ore e mezzo) e 8 sopravvissuti. Il parto perfetto.

Cuccioli perfetti con nessuna malformazione, e a riprova di questo fatto, ci sono già 10 testicoli discesi sui 5 maschi presenti nella cucciolata – eppure si citava fra gli effetti negativi della consanguineità anche il criptorchidismo! Sulle due cucciolate precedenti (una delle quale “oggi non più autorizzata” dalla SV) ho ottenuto qualità migliore accoppiando riproduttori conosciuti direttamente che “aprendo” geneticamente le linee ma buttandosi in balìa del prodotto zootecnico più infimo, anche se ha ottenuto i più alti riconoscimenti mondiali.

AGGIORNAMENTO DEL 19 GIUGNO 2019:

TUTTI E 8 I CUCCIOLONI SONO STATI LASTRATI E TUTTI E 8 SONO STATI PRONOSTICATI ESENTI DA DISPLASIA AL CONTROLLO PREVENTIVO.

TUTTI E 8 I CUCCIOLONI HANNO DENTATURE COMPLETE E PERFETTE

TUTTI E 8 I CUCCIOLONI HANNO ALZATO LE ORECCHIE BEN SOLIDE E PORTATE COME DA STANDARD, SENZA NECESSITA’ DI ALCUNA STECCATURA.

In sostanza: fare consanguineità, specialmente se questo succede una volta tanto, su cane sani e perfetti, non portatori di particolari consanguineità, dalla mia esperienza non peggiora la qualità della produzione zootecnica (specialmente se fatta una volta sola e non in maniera sistematica) ed è una ottima scelta difensiva, specialmente con la situazione qualitativa attuale nella nostra razza.

Non fare consanguineità potrebbe aprire il proprio allevamento a più variabilità genetica ma dovendo andare “fuori” per forza, ci espone, ultimamente, a più rischi del rimanere a casa (certo, parlo del caso in cui in casa si abbiano cose di pura eccellenza come Boogie).

Ora, chi fa 20 accoppiamenti all’anno, può anche rischiare di buttare via una o due intere cucciolate e provare il maschio “di punta” sponsorizzato dalle varie associazioni di razza: ma io no. Anche perché sento forte la parte etica di creare cani disgraziati dalle scelte zootecniche sperimentali di chi usa “il primo in classe giovani al campionato” senza magari aver mai visto anche una sola idea della sua riproduzione.

In questo momento storico, poi, i problemi genetici riscontrati nella riproduzione dei cani di punta è sotto gli occhi di tutti e in alcuni casi anche quasi-certificata.

CHI LA PENSA COME ME?

Non sono l’unico a pensarla così. A parte che in tutte le altre razze si fa estensivo uso della consanguineità con ottimi risultati (e tanti allevatori importanti mi riferiscono quanto da me evidenziato: se vanno fuori dal loro allevamento, succedono disastri) rimanendo nell’ambito del PT, ci sono casi illustri di persone che la pensano come me.

Quando la SV impose la massima consanguineità ammessa di 3-3 e non più 3-2, autorevolissimi allevatori italiani si espressero contrariamente, e cioè approvarono la mia impostazione di cui sopra:

Il Sig. Daniele Francioni

Allevamento d’Ulmental, allevamento più prestigioso d’Italia per i risultati ottenuti (unico allevatore italiano ad aver allevato un campione del mondo SV maschio); ha sempre fatto uso estensivo della consanguineità che ha sempre pagato per gli enormi risultati ottenuti e continua a funzionare suoi suoi attuali stupendi soggetti.

Il Sig. Luciano Musolino

Presidente della SAS, uno dei massimi esperti mondiali della razza: in pubblico, più e più volte ribadì l’intenzione della SAS da lui guidata in qualità di Presidente, di non seguire la Germania (la SV) su questa strada. Il Sig. Musolino ha poi accettato di introdurre nel regolamento di selezione questa nuova normativa nell’ottica della richiesta di armonizzazione delle regole zootecniche fra tutti i paesi proveniente dalla Germania (SV), ma più che cambiato idea, credo che abbia acconsentito all’introduzione di una regola di emanazione tedesca, per spirito di collaborazione e armonizzazione dei regolamenti.

Il Sig. Leopold Bucher, allevamento Vom Trienzbachtal

(da cui il suffisso del mio allevamento prende ispirazione): ha sempre usato la consanguineità stretta per fissare il tipo del suo allevamento.

Il Sig. Walter Martin, allevamento VON DER WIENERAU

Sul mio articolo riguardo a Boogie migliore fattrice degli utli 50 anni che potete leggere qui:

http://www.webachtal.com/boogie-vom-webachtal-miglior-fattrice-degli-ultimi-50-anni/

parlo del fatto che Boogie ha “battuto” con il suo record una grande fattrice del passato che aveva riprodotto 4 eccellenti alla Siegerschau, la quale era Dixie Wienerau.

Dixie Wienerau era per Walter Martin quello che oggi è Boogie per me: una fattrice di sicura qualità riproduttiva che aveva prodotto figli di qualità costantemente alta (eccellenti alla Siegerschau).

Manco a dirlo: Walter Martin a fine gennaio 1965 accoppia Lido von der Wienerau con Frigga vom Asterplatz: i cani sono entrambi figli di Dixie von der Wienerau: e quindi accoppia due FRATELLI!: consanguineità 2-2: mai ammessa negli ultimi anni.

Ovviamente Walter Martin che è reputato da tutti, non solo da me, il più grande allevatore di pastori tedeschi di tutti i tempi, e quindi non uno sprovveduto, non si lascia scappare l’occasione di fare consanguineità stretta sulla sua femmina più importante, e da questo accoppiamento nasce Yoga von der Wienerau. Bene: che depressione genetica può aver mai portasto questa mossa “irregolare”? A ben vedere, poca, anzi: sapete chi è Yoga von der Wienerau? La madre del secondo capostipite della razza (primo per meriti), e cioè di Quanto von Der Wienerau, il riproduttore più importante della storia del pastore tedesco (perché il primo capostipite Orand è stato scelto per esserlo, Quanto se lo è meritato “sul campo”). Se togliessimo Quanto Wienerau dall’albero genealogico degli attuali cani pastori tedeschi viventi, ne rimarrebbero il 2-3%. Cioè significa che è, dopo il nostro “Adamo” della Razza (Orand) il “secondo Adamo” è Quanto, proveniente da una consanguineità non ammessa perché tutti i cani attuali vengono da lì.

Risultati immagini per quanto wienerau
Quanto von der Wienerau: figlio di una mamma “2-2”

L’importanza di Quanto Wienerau parlano quindi della UTILITA’ di quella consanguineità “proibita” fatta da Walter Martin per allevare sua madre e quindi per preparare la strada all’allevamento del più grande riproduttore di tutti i tempi. I fatti quindi smentiscono i regolamenti attuali.

L’importanza di Quanto Wienerau parlano quindi della UTILITA’ di quella consanguineità “proibita” fatta da Walter Martin per allevare sua madre e quindi per preparare la strada all’allevamento del più grande riproduttore di tutti i tempi. I fatti quindi smentiscono i regolamenti attuali.

Il Sig. Luigi Degiorgi, allevamento DI VAL SOLE

Continuazione della storia di Quanto: il Sig. Degiorgi accoppia Quanto Wienerau con la sua femmina Sara v. Sonnenberg. Sarà è figlia di due fratellastri, ed è consanguinea 2-2 su Dago Schloß Dahlhausen.

Indovinate chi nasce? Lasso di Val Sole, un altro capolavoro della razza.

VA5 Lasso di Val Sole
Lasso di Val Sole. Figlio di una madre “2-2”, Figlio di un padre la cui madre era “2-2”

Sembra che senza i pilastri della razza nascano solo da mamme “proibitivamente consangunee”, non trovate? 🙂

Il Dr. Pietrogino Pezzano

Il Dr. Pezzano è stato uno dei più grandi cinofili (giudice, allevatore, espositore) di dobermann degli ultimi decenni.

Il suo cane più rappresentativo è stato Gino Gomez del Citone, figlio di Astor e Arielle D’Amour del Citone: due fratelli di cucciolata! Gino Gomez è stato Sieger IDC e ha prodotto *22* (ventidue!) Sieger IDC, senza alcun problema genetico né in lui stesso né nella sua progenie. (ringrazio il mio amico Ario de Benedictis, esperto, fra l’altro, di Dobermann, per l’imbeccata).

IDC.WELT.DV.SIEGER, Welt Sieger, DV Sieger Gino Gomez del Citone
Gino Gomez del Citone, figlio di 2 fratelli di cucciolata. Sieger IDC, padre di 22 Sieger IDC

Cavalli

Sharif di Jesolo, pilastro della Razza indigena del Trotto Italiano (tra l’altro è il bisnonno di Varenne!) era figlio di una mamma figlia di due fratelli. La storia è molto simile a quella di Yoga Wienerau. La mamma di un capostipite è figlia di due fratelli.

L'immagine può contenere: 1 persona, bicicletta e spazio all'aperto
Sharif di Jesolo, figlio di una mamma “2-2”

I TIPI DI ALLEVAMENTO

Oggigiorno, dovendo “aprire” verso la non-consanguineità, nessun allevatore alleva un tipo di cane riconoscibile come proveniente da quell’allevamento.

In passato, un po’ la mancanza di regole sul deposito del DNA, un po’ la regolamentazione meno stretta, permetteva agli allevatori di fissare il proprio tipo. Un Wienerau o un Trienzbachtal si vedeva lontano un miglio. Oggigiorno invece si è obbligati e “variare”.

Walter con Vanta e Zamb Sieger e Siegerin
Walter Martin con Vanta e Zamb von der Wienerau. Qui c’è il “marchio” dell’allevamento!

Ho un esempio in mente delle conseguenze di questa cosa: uno dei più grandi allevamenti del mondo, del Sig. Erich Boesl, grandissimo esperto e mio conoscente, “Von der Piste Trophe” ha cani di punta di livello eccelso.

Ma fra di loro… non si somigliano per niente! (cit.). Thiago, Finn e Quenn von der Piste Trophe sono tre cani formidabili e bellissimi (due auslesi e il terzo, il più giovane, a mio parere lo diventerà presto): ma nello stesso gruppo di allevamento, al campionato, sembrano provenire da tre pianeti diversi, per come sono morfologicamente distanti, seppur tutti più che perfettamente aderenti allo standard.

Seppur nella eccellente produzione dell’amico Erich, questo non può non essere considerato un fattore mortificante per un allevatore.

E’ un po’ come se la marca automobilistica Lamborghini fosse tutto a un tratto, per decisione legislativa, obbligata a produrre di tutto: utilitarie da prezzo basso tipo Fiat Panda, SUV di prezzo medio tipo Kia Carnival, berline di prezzo basso tipo Dacia Sandero, fuoristrada per impieghi gravosi coma la Land Rover Defender e veicoli industriali come il Fiat Ducato o l’Iveco Daily, oltre alle sue ben famose Huracan e Urus.

Quale sarebbe l’immagine della marca risultante? Sicuramente quella di un ottimo “negozio multimarca” e “multiuso” ma l’immagine della casa automobilistica non sarebbe più associabile a “produttore di automobili sportive di alte prestazioni” e cioè quella che le ha fatto avere il successo che attualmente ha. Saremmo costretti a leggere il nome sulla targhetta dell’auto, per capire la marca del veicolo che stiamo osservando. La Lamborghini invece ha nella forma delle sue auto il suo marchio. Questo purtroppo nel pastore tedesco succedeva (e, che strano, succedeva negli anni in cui il pastore tedesco FUNZIONAVA!) quando le regole erano più lascive. A meno che non si voglia dare la colpa del declino attuale a questi allevatori del passato (ma non credo che nessuno si sogni nemmeno minimamente di farlo), quella pratica non era foriera di cattivi prodotti zootecnici.

CONCLUSIONI

Capisco il lodevole sforzo delle associazioni nel voler arginare i problemi attuali della razza, ma la consanguineità è un grimaldello utile che messo nelle mani giuste, è essenziale per lo sviluppo della razza. A meno di non voler criticare il lavoro di Walter Martin, di Leopold Bucher, e tutti quelli che ho citato sopra a cui se ne potrebbero aggiungere tantissimi altri.

Io non credo di valere nemmeno un ventesimo di Walter Martin, ma credo di avere diritto di poter avere in allevamento gli stessi strumenti UTILI che in passato hanno avuto gli allevatori che hanno fatto grande questa razza.

I “giganti” del passato avevano armi formidabili. Adesso siamo tutti “nani” e per giunta il bazooka che loro usavano ci è stato sostituito mettendoci in mano un temperino: dove potremo mai andare?

LA MIA CUCCIOLATA U

E’ ovvio che il prossimo accoppiamento di questi cuccioli consanguinei sarà fatto in apertura di consanguineità totale: ma per ora mi godo la qualità che vedo che è davvero eccelsa.

Preannuncio che è mia intenzione sottoporli a tutti i test, anche quelli che io definisco “trendy” (non significativi vista l’incidenza minima delle malattie indagate, ma molto di moda in chi ama citare sigle a due cifre) per analizzare eventuali malattie ereditarie nascoste e eventualmente riaffiorate a causa della consanguineità, (cardiopatie, emofilie, mielopatie ecc) ed è mia intenzione consegnare i cuccioli a 60gg con una indagine approfondita sulla parte cardiaca. Se le indagini dovessero portare ad una totale “pulizia”, questa cucciolata vedrà il mio massimo impegno per farle fare successo.

Chi condividesse con me questa impostazione prendendo uno di questi cuccioli, sarà benvenuto nel percorrere con me questo percorso “alternativo”: alle volte la strada del successo non è quella più facile o meglio battuta, e inoltre il saperla e volerla percorrere necessita di autonomia di discernimento e capacità e voglia di andare un po’ contro corrente, che è più difficile che dire sempre di sì, chinare il capo e seguire la massa.

Parafrasando il Poeta mi piace dire che “quando l’illogicità zootecnica è statuita per regolamento, la naturale conseguenza è il suo non rispetto da parte di chi pensa con la propria testa”. Anche perché, il non rispettare il regolamento di Selezione SAS (perché è solo lì che la regola della consanguineità è statuita in Italia) non ti fa infrangere alcuna regola etica (il Codice Etico dell’Allevatore ENCI non parla di evitare la consanguineità), e non ti fa diventare un eversore, ma appone solo limitazioni alla comunque più che legittima produzione zootecnica.

Boogie vom Webachtal Miglior Fattrice degli ultimi 50 anni

Con la prova caratteriale superata dalla sua figlia Juanita vom Webachtal al Campionato del Mondo – Siegerschau – di Norimberga 2018, salgono a cinque i figli di Boogie vom Webachtal che hanno superato la prova caratteriale e ottenuto il titolo al Campionato del Mondo (Dalì, Django, Domino, Daffy, Juanita), e fanno quindi di Boogie vom Webachtal la miglior fattrice degli ultimi 50 anni e la seconda fattrice della storia della razza del cane da pastore tedesco, per numero di eccellenti ottenuti dai suoi figli al Campionato del Mondo.

Boogie ha superato Dixie von der Wienerau, fattrice nata nel 1959 e madre di “solo” 4 eccellenti, (Lido-Landa-Leska-Liane), ed è seconda solo a “Biene zu den dreizehn Buchen” mamma di 6 eccellenti alla Siegerschau, nata nel 1963 (ma ottenuti con 5 cucciolate, non due sole come Boogie).

Boogie ha inoltre presentato un gruppo di riproduzione materno, elogiato dai giudici Helmut Buss e Margit Van Dorssen, novità introdotta quest’anno al campionato del Mondo.

La qualità media della riproduzione di Boogie è impressionante.

Cucciolata D (Padre: Pacco vom Langenbungert)

6 cuccioli nati, di cui 4 maschi e 2 femmine

  • 4 maschi con 8 testicoli naturalmente discesi nello scroto a 40gg (e per chi non ha mai allevato, rassicuro che non si tratta di un semplice calcolo matematico);
  • 6 cuccioli nati senza mai un centimetro di nastro per la steccatura delle loro 12 orecchie (naturale portamento delle orecchie senza necessità di aiuti)
  • 6 cuccioli con 6 dentature complete e chiusure perfette (non un solo difetto dentario, neppure minimo)
  • 6 cuccioli che, diventanti grandi, sono stati lastrati con radiografie ufficiali e TUTTI E SEI dichiarati ufficialmente esenti (questo è un record a nostra memoria, che nessuno ha mai smentito fino ad oggi): controllate voi stessi sul libro genealogico online dell’ENCI:
  • su 6 cuccioli due di questi hanno fatto una vita di famiglia e 4 hanno ottenuto dei brevetti di lavoro, e tutti e 4 hanno superato la difficilissima prova caratteriale del Campionato del Mondo
  • Tutti e 6 i cani hanno un carattere “da pastore tedesco”
  • Tutti e 6 i cani non hanno mai avuto alcuna malformazione, malattia particolare, men che meno ereditaria, e non hanno mai avuto bisogno del veterinario se non per i controlli di rito: con loro i veterinari sarebbero falliti!

Cucciolata J (Padre: Whillo vom Klosermoor)

6 cuccioli nati, di cui 4 femmine e 2 maschi

Purtroppo due dei 4 proprietari delle femmine non hanno voluto procedere alle indagini ufficiali di rito per cui abbiamo il responso di 4 su 6 cuccioli nati, ma :

  • 2 maschi con 4 testicoli naturalmente discesi nello scroto a 40gg (e per chi non ha mai allevato, rassicuro che non si tratta di un semplice calcolo matematico);
  • 6 cuccioli nati, senza mai un centimetro di nastro per la steccatura delle loro 12 orecchie (naturale portamento delle orecchie senza necessità di aiuti)
  • 6 cuccioli con 6 dentature complete e chiusure perfette (non un solo difetto dentario, neppure minimo)
  • 6 cuccioli che, diventanti grandi, sono stati lastrati (purtroppo solo 4 di loro per riluttanza delgi altri due) con radiografie ufficiali e QUATTRO dichiarati ufficialmente esenti:
  • su 6 cuccioli tre di questi hanno fatto una vita di famiglia e 3 hanno ottenuto dei brevetti: una ha superato la difficilissima prova caratteriale del Campionato del Mondo e gli altri due si accingono a farlo quest’anno;
  • Tutti e 6 i cani hanno un carattere “da pastore tedesco”
  • Tutti e 6 i cani non hanno mai avuto alcuna malformazione, malattia particolare, men che meno ereditaria, e non hanno mai avuto bisogno del veterinario se non per i controlli di rito: con loro i veterinari sarebbero falliti!


Bene, questi dettagli di cui sopra rendono Boogie non solo dal punto di vista dei risultati ma anche della QUALITA’ MEDIA DELLA RIPRODUZIONE una mamma imbattibile.

Certo, non ha prodotto un campione del mondo, ma dal mio punto di vista vale di più, zootecnicamente parlando, una fattrice che produce SEMPRE un pastore tedesco sano e completo, che una fattrice che è mamma di un campione del mondo ma magari di altri cuccioli displasici.

Si tratta di una fattrice con valore genetico stimato ALTISSIMO, perché producendo SEMPRE BENE dimostra la solidità e la salubrità genetica della sua riproduzione.

Una mamma come se ne trovano poche: se ne trovano, ma dobbiamo tornare indietro a 50 anni fa.

Dalì vom Webachtal miglior correttore di displasia fra gli stalloni italiani (e europei) in attività

(una Statistica, alcune Raccomandazioni, e una parabola del Vangelo)

Con le lastre ufficiali della cucciolata Q Webachtal, abbiamo lastrato in ufficiale sette cucciolate Webachtal da 4 diverse fattrici di 4 diverse linee di sangue (Luna: Cary Fiemereck, Embra: Remo Fichtenschlag, Cina: Vegas Haut Mansard, Ria: Ober Bad Boll).

Su 29 cuccioli nati da queste 7 cucciolate, 22 cuccioli sono stati lastrati esenti in ufficiale, con tanto di timbro sul pedigree (e non in preventiva a 6 mesi o con esami generici di veterinari magari nemmeno referenti di una centrale di lettura).

La percentuale è del 76% dei figli lastrati esenti alla lettura ufficiale, provenienti dall’allevamento dello stallone.

Questi dati usati in questa statistica provengono dal Libro genealogico Online dell’ENCI, e sono pubblicamente consultabili da tutti. Sono FATTI e non chiacchiere.

Controllate voi stessi! Sarà un ottimo esercizio, decidere sulla base delle cose che avete visto coi vostri occhi, E non sulla base delle chiacchiere da bar: il link al libro genealogico è qui:

http://www.enci.it/libro-genealogico/libro-genealogico-on-line

I dati grezzi delle mie elaborazioni si trovano su questo mio foglio di excel che potete scaricare cliccando qui, e prendere I numeri di LOI di ***TUTTI*** I cani coinvolti nella statistica:

https://www.dropbox.com/s/s7qnvd4t9i3faow/dispolasie-2018.xls?dl=0

Perché ho analizzato solo le cucciolate Webachtal, fra i figli di Dalì? Perché sono le uniche cucciolate di questo stallone fatte con fattrici che conosco sicuramente bene, e cioè della cui salute articolare sono assolutamente certo. Ho visto personalmente io le radiografie delle fattrici, in alcuni casi (Embra) ho visto le radiografie della fattrice e della mamma della fattrice, e quindi sono le uniche femmine coperte da Dalì su cui potrei mettere la mano sul fuoco che sono davvero esenti da displasia.

Quando accoppiato con femmine “davvero sane”, Dalì produce una percentuale incredibile, straordinaria e mai vista prima di esenzioni da displasia e che non ha paragone con gli altri stalloni attualmente in attività né in Italia né in Germania (per farvi un esempio, il migliore in Germania è Willy vom Kuckucksland, padre di tre nostre cucciolate, col 36%).

Come puro esercizio comparativo, ad uso non solo dei neofiti ma anche degli altri allevatori, ho poi fatto la stessa indagine sugli stalloni attualmente in attività in Italia, comparando “cose uguali con cose uguali” e cioè le prime sette cucciolate degli stalloni fatte nell’allevamento del loro proprietario.

Questa analisi per permettere anche agli altri stalloni di far contare nel calcolo le loro fattrici “fidate” dell’allevatore in questione.

Inoltre: le prime cucciolate sono importanti perché sono super monitorizzate in quanto intanto l’allevatore ha interesse e curiosità di sapere come è la riproduzione del proprio cane, ha interesse a sapere “come dà” in termini di displasia, e poi perché i loro cuccioli faranno parte del primo gruppo di riproduzione dello stallone, e quindi l’allevatore è molto interessato a lastrare il più possibile della progenie iniziale, perché “se tutti o tanti buoni” è un ottimo lotto di cani che fa “numero” al prossimo campionato.

Nel fare questo, mi sono imbattuto in allevamenti che hanno usato estensivamente il proprio stallone, il che è segno di fiducia e sicurezza della bontà del proprio stallone, ma ho anche trovato allevatori proprietari dello stallone che, su centinaia di monte fatte dal proprio cane, praticamente non lo hanno mai usato loro stessi nel loro allevamento! Un po’ come un medico che fa chirurgia laser per la correzione della miopia ma che… porta gli occhiali .

In questi casi (meno di 7 monte del proprio allevamento in età da lastre ufficiali più 4 mesi per permettere alle carte di raggiungere l’ENCI) ho considerato le prime monte fatte dallo stallone (quindi: tutte quelle dell’allevamento di provenienza e se non fossero 7, le altre anche di altri allevamenti per arrivare a 7, iniziando dalle prime).

I risultati sono stupefacenti per il “nostro” Dalì. Controllate voi stessi sul sito dell’ENCI: lì ci sono I FATTI non le chiacchiere!!

Sono basati su fatti oggettivi (lettura ufficiale del grado di displasia da parte di Celemasche o FSA) e non sono chiacchiere da bar o mie opinioni. Potete cercare sul libro genealogico cane per cane da me citato nel file di excel e controllare voi stessi con i vostri occhi.

Dopo questi risultati strabilianti, mi vengono facili alcune raccomandazioni:

  • Ai leoni da tastiera che basandosi assolutamente sul nulla, fanno pronostici o sputano sentenze su questo o quel cane, magari basandosi su un caso negativo capitato a loro o a un proprio conoscente, come era successo in passato addirittura per Willy, che è uno dei più grandi correttori tedeschi con il 36% di esenzioni sui figli nati, record fra gli stalloni attualmente in attività riproduttiva in Germania, consiglio, come si vede dal mio approccio di sputare sentenze forti di FATTI OGGETTIVI e non di CHIACCHIERE DA BAR: la verità è PUBBLICA: STUDIATELA, PRIMA DI SPARARE CA…VOLATE!!!;
  • Se un allevatore ha avuto una volta un caso di esperienza negativa nell’utilizzo del nostro cane, consiglio di GUARDARE DENTRO AL PROPRIO ALLEVAMENTO perché è probabilmente da lì che viene il MARCIO. Come vedete dal Libro Genealogico (lo dice l’ENCI, non io!), accoppiato con femmine sane, questo stallone produce cani sani in percentuali “bulgare” e mai viste prima!;
  • Quando si parla astrattamente di allevamento, tutti gli allevatori sono concordi nello affermare che l’allevamento dipende più dalle madri che dai padri: poi però se c’è un problema in un cucciolo o di testicoli, o di orecchie, o di denti, o di carattere, o di displasia, ecc. gli stessi sostenitori della prevalenza della mamma, vanno subito giù forte nel condannare il maschio che “dà problemi di denti”, “dà problemi di testicoli” e via dicendo. Si mettano in pace con se stessi.

Dopo queste considerazioni, mi viene in mente una parabola del Vangelo:

” Perché guardi
la pagliuzza
che è nell’occhio
del tuo fratello
e non ti accorgi
della trave che è
nel tuo occhio?”
(Vangelo secondo Luca 6,41)

Accetto volentieri correzioni dai proprietari dei cani che ho incluso nella statistica: non l’ho fatto con intento denigratorio ma comparativo ad uso dei soci. Se ci fosse qualche figlio che mi è sfuggito, è senz’altro colpa del database dell’ENCI o della SV (ho analizzato anche quello) che non porta notizia di una lastra ufficiale: in passato qualche record mancante c’era, oggi, a me, su questi 22 cani che ho citato, mai l’ENCI si è dimenticato di inserire i “miei” gradi per cui lo stesso rigore nel report dei dati è applicabile anche agli altri stalloni.

Ultima cosa: tutti abbiamo il privato proprietario di un cane figlio del nostro cane che non vuole andare a fare le lastre ufficiali, e ci abbassa la media: tutti i cani citati sono affetti da questo problema. Anche il nostro. Quindi non usiamola come giustificazione!

Bravo Dalì, sei il miglior correttore del problema displasia d’Italia (e d’Europa): e se qualche leone da tastiera dice il contrario, ora è oggettivo che lo fa in malafede o perché ha “del marcio” in casa propria.

“Non ti curàr di lór, ma guarda e passa (Dante, Divina Commedia, Inf. III, 51).”

Non ho dato molta retta a Dante (hem, Virgilio), stavolta… 

Pastore Tedesco, Una Razza in Via di Estinzione

Analisi del declino e una Proposta per la Rinascita

Il declino della popolarità del cane da pastore tedesco fra i possessori di cani di razza è da anni un fenomeno assodato e sotto gli occhi di tutti. Le proporzioni del declino sono catastrofiche: citando dati e fonti tedesche (VDH: gli unici disponibili in serie storiche almeno trentennali) dai circa trentamila pastori tedeschi immatricolati ogni anno negli anni ’80, si è passati ai circa ventimila della fine degli anni ’90 e, nell’anno 2017 siamo scesi per la prima volta sotto i diecimila.

9766 pastori tedeschi immatricolati nell’anno 2017 e, secondo le mie prime previsioni, il 2018 si chiuderà con meno di 7mila cuccioli immatricolati!

Alcuni commentatori spiegano tale declino legandolo ad un presunto declino delle immatricolazioni dei cani di razza in generale, che si trascinerebbe dietro anche il pastore tedesco ma, come si vede da questa mia elaborazione, il declino è tutto e solo della nostra amata razza perché il cane di razza (non pastore tedesco) mantiene più o meno le sue posizioni ormai da 20 anni a questa parte:

Altri commentatori vorrebbero attribuire il declino del pastore tedesco al cambiamento degli stili di vita delle famiglie, più orientate al cane da compagnia, e alla quindi conseguente obsolescenza del cane da utilità e difesa. Anche in questo caso la spiegazione non corrisponde a realtà, in quanto le altre razze da utilità e difesa non soffrono questo calo (si veda la mia tabella allegata: analizzati Malinois, Dobermann, Rottweiler e Riesenschnauzer):

Il pastore tedesco soffre quindi di un declino inarrestabile, drammatico, che non è frutto di trend attribuibili ai cani di razza o alle differenze di stile di vita delle popolazioni moderne ma tutto insito all’interno della razza stessa.

È compito delle associazioni specializzate cercare di arginare il crollo: lo statuto della SAS, associazione di razza specializzata per il pastore tedesco in Italia, si pone ad esempio due obiettivi: migliorare e incrementare la razza del pastore tedesco.

È evidente che sul lato “incrementare”, la gestione della razza da parte delle associazioni specializzate è oggettivamente e drammaticamente fallimentare da almeno 30 anni, senza soluzione di continuità, e senza alcuna azione atta a arginare il crollo.

Una mia indagine di mercato effettuata dieci anni fa su un campione ristretto ma statisticamente significativo (100 ex proprietari di pastore tedesco che avevano optato per altre razze), validata poi dalla percezione comune del problema, elencava i motivi della non ripetizione della scelta della nostra razza. L’ammirazione per i principi fondanti della razza era immutata, così come la convinzione che il pastore tedesco fosse la razza più intelligente e duttile al mondo, ma i problemi ostativi al ri-acquisto del pastore tedesco erano i seguenti, in ordine di importanza:

  • Assetto del posteriore (“sedere basso” o “gambe troppo piegate” o “a coniglio”)

  • Displasia alle anche o gomiti

  • Carattere non più da pastore tedesco (o pauroso o aggressivo a prescindere)

  • Mancanza di funzionalità/resistenza

  • Salute cagionevole o comunque che necessitava di troppa “manutenzione”

  • Diminuzione della taglia mal vista dai proprietari che pretendevano “la razza gigante” (lo voglio grande!)

Confrontando le giustificazioni sopra riportate con i problemi attuali dei cani presentati nei raduni di allevamento, la connessione fra piazzamenti dei cani di punta e diminuzione dell’interesse dei possessori di cani di razza è evidente e direttamente conseguente.

Se si pensa che a seguito della proclamazione dei “fuoriclasse” (Auslese) in un campionato di allevamento tedesco (mediamente una decina di Auslesi proclamati in Germania), quei 10 cani effettueranno 90 monte a testa (900 monte in totale) e produrranno quindi circa 4500 cuccioli (media = 5 cuccioli per cucciolata: fonte Zuchtbuch SV), ai numeri di immatricolazioni annuali di oggi (9000 cuccioli immatricolati all’anno) è facile capire che tipo di impatto hanno le decisioni di piazzamento di un cane o dell’altro nel destino della razza e quanto la proclamazione del lotto dei “fuoriclasse” incida sulla popolazione del pastore tedesco in Germania, in Italia, ecc.

IL DECLINO DELL’INTERESSE VERSO LE MANIFESTAZIONI DI RAZZA

Come evidenziato sopra, il declino degli appassionati della razza è costante.

Nell’anno 2018 si è percepito anche, più che un declino, un brusco crollo verticale dell’interesse verso le manifestazioni di razza. Al recente campionato del mondo di Norimberga (Campionato Allevamento SV, Siegerschau 2018) è andata in scena la dimostrazione plastica del crollo di popolarità del pastore tedesco, riflessa già da tempo nei numeri citati sopra. Personalmente, mai mi ero sentito così “solo” e “triste”come quest’anno all’interno dell’imponente stadio vuoto che ospita la manifestazione (in certi momenti c’erano meno persone sugli spalti che cani in campo).

Entrata del Gruppo di Riproduzione di Dalì vom Webachtal. Spalti totalmente vuoti (quelli inquadrati non erano accessibili al pubblico, ma quelli accessibili erano simili a quelli)

Il dato che stride con il crollo dell’affluenza è la presenza di un numero di cani presentati che però non scende allo stesso ritmo del calo di popolarità della razza. Per fare un esempio: il numero di adulte femmine portate alla prova caratteriale quest’anno è rimasto praticamente invariato (151 femmine portate alla prova caratteriale nel 2018 contro  le 152 del 2017), nonostante il numero di iscrizioni in quella classe sia diminuito del 12% circa.

Questi due fenomeni combinati parlano di una verità poco gradevole: sui palcoscenici più importanti del mondo, teatro delle verifiche zootecniche più importanti del mondo, rimane uno zoccolo duro di professionisti “addetti ai lavori” ma c’è una fuga in massa, imponente, degli appassionati non professionisti.

Anche se dal punto di vista del business, grazie alla internazionalizzazione dei rapporti di compravendita, ai professionisti rimane comunque un buon giro di affari, l’abbandono della razza da parte dei privati possessori di un pastore tedesco deve interessare ed importare anche gli addetti ai lavori in quanto, numeri alla mano, stiamo toccando il punto in cui ogni anno non verranno immatricolati neanche i cuccioli prodotti dal lotto degli auslesi (10 auslesi per 90 monte per 5 cuccioli a monta sono 4500 cuccioli: fra poco sarà a malapena il totale dei cuccioli immatricolati in un anno) per cui a breve arriveremo al punto in cui gli auslesi non potranno nemmeno fare bottino pieno di monte oppure i cuccioli figli di auslesi non troveranno un compratore. Figuriamoci in che crisi verseranno gli allevatori-venditori di cuccioli figli di tutti gli altri stalloni non titolati!

PROGETTO PER LA RINASCITA DELLA RAZZA

Tutto quanto sopra dovrebbe far tremare i polsi a qualunque responsabile della razza, a tutte le latitudini, Germania in primis e anche Italia, quale seconda nazione al mondo per la diffusione del pastore tedesco. Urge quindi un’azione immediata, tempestiva e anche molto radicale, se si ha a cuore il destino della razza.

La popolarità del pastore tedesco nel mondo si deve alla sua duttilità di impiego e alla sua intelligenza, funzionalità e poliedricità.

Tutti gli amanti del Pastore Tedesco sono tali in quanto innamorati delle imprese epiche dei “cani poliziotto” dei decenni passati e dei cani resi famosi dal piccolo e grande schermo quali i vari Rin Tin Tin, Zanna Bianca, Rex ecc., che hanno contribuito ad affermare il successo mondiale di questa razza.

Del resto, anche il fondatore della razza, il Capitano Max von Stephaniz, fondò la razza sulla scia dell’entusiasmo in lui suscitato dal cane capostipide, Hektor Linksrhein” alias “Horand von Grafrath” la cui descrizione di Von Stephaniz è un vero e proprio manifesto di cosa debba essere un pastore tedesco: “Meraviglioso in fedeltà per il padrone, verso gli altri indifferenza da mente superiore, dalla sconfinata ed irreprensibile voglia di vivere… Obbediente ad un lieve cenno del suo padrone, ma quando scappa per conto suo, il più pazzo dei birichini, il più selvaggio ruffiano ed incorreggibile provocatore di lotte. Mai ozioso, sempre in movimento, ben disposto verso le persone inoffensive, ma non con coloro che lo minacciano. Giocherellone con i bambini e sempre amorevole”.

L’obiettivo della Rinascita deve sicuramente essere quello di restituire la reputazione perduta al nostro pastore tedesco, dotandolo delle caratteristiche che nella stragrande maggioranza dei casi non ha più, per poterlo far tornare ai fasti di un tempo.

La strada maestra per la Rinascita è quella del ritorno alla funzionalità del cane, iniziando ad applicare un principio mutuato dalle regole del design industriale svedese per cui se un cane “non funziona” non può essere dichiarato né bello, né utile.

Muovendosi assolutamente nel perimetro dello standard di razza, e quindi senza bisogno di cambiarne neanche una virgola, c’è bisogno di iniziare a giudicare la razza dando le giuste priorità agli aspetti citati dallo standard, che oggi, nelle verifiche zootecniche più importanti, vengono messi in ordine sbagliato di priorità:

  • Carattere e Intelligenza “alla Rin Tin Tin”, o se volete “alla Horand von Grafrath”, che traspaia anche dalla sua espressione (più nessuno parla di intelligenza: non ne parla neanche lo standard ma è un aspetto fondamentale nella scelta di questa razza);

  • Solidità e posizione “non apparentemente malata” del posteriore (a poco vale il timbro “normal-normal” sul pedigree);

  • Salute di ferro (e non solo delle articolazioni);

  • Solidità e asciuttezza generale, correttezza degli appiombi

Il progetto per la rinascita passa a mio modo di vedere da quattro attività principali: rimozione dell’imbuto genetico rimozione dell’imbuto regolamentare (liberalizzazione dei regolamenti), diverse priorità di valutazione zootecnica, comunicazione istituzionale a servizio della ricostruzione della reputazione della razza.

1) RIMOZIONE DELL’IMBUTO GENETICO

Molti lettori evoluti sapranno che tutti gli attuali pastori tedeschi discendono ormai da due o tre soli cani: da Hill Farbenspiel – la linea Mutz passa infatti ormai solo da quel cane che è bene iniziare a citare – poi da Quanto Wienerau e marginalmente da Canto Wienerau, il che svilisce (o annacqua) il potere e la forza della nostra razza che deriva anche dalla variabilità genetica.

Nonostante i continui e sistematici proclami e trattazioni del problema nelle sedi “accademiche”, non capita mai che nel blocco dei cani di punta venga inserito un cane veramente geneticamente alternativo: pur esistendone degli esempi, vanno sempre ricercati nelle posizioni di coda dove, inevitabilmente, il cane avrà poca probabilità di dare un contributo alla razza.

Proposta 1)

Proporrei di istituire una prassi, anche non scritta, che preveda il piazzamento di almeno un Auslese, se non due, proveniente da linee extra Canto, extra Quanto e extra Hill.

Proposta 2)

Istituzione di una banca del seme coordinata dalla SAS in cui conservare il seme di riproduttori di qualità, per poter effettuare scelte di allevamento “a ritroso” anche dopo la scomparsa di uno stallone, se il momento storico attraversato dettasse l’utilizzo di questo o quello stallone del passato. Come sarebbe bello poter usare oggi Mark Haus Beck o Zamb Wienerau o Jango Fürstenberg, vero?

2) RIMOZIONE DELL’IMBUTO REGOLAMENTARE

Così come il provenire da quei due soliti cani (Hill – Quanto) svilisce le potenzialità genetiche della razza creando un imbuto genetico, l’attuale astrusa e fittissima regolamentazione delle esposizioni e delle selezioni di razza, fatta con il lodevole intento di ricercare la purezza estrema della razza, ha ormai invece svilito le peculiarità del pastore tedesco creando un “imbuto regolamentare” da cui possono passare solo i cani di allevatori e espositori con mezzi finanziari adeguati a dotare i propri cani dei titoli di “principe” e “principessa” (brevetto di lavoro evoluto quale l’IPO1 e selezione per l’allevamento).

Il poter accoppiare solo cani già brevettati (si accoppiano solo “principi con principesse”) per portare avanti una linea di sangue di primo livello, e il poter premiare in esposizione solo i figli di “principi e principesse” (per giunta solo se si sono accoppiati dopo essere stati insigniti di quei titoli nobiliari!) non ha portato a migliorare la qualità zootecnica della produzione ma, al massimo, ha contribuito a tenere sulla breccia solo coloro che possono permettersi di allevare con grande dispendio di energie e di soldi (all’interno dei quali non ho difficoltà ad inserire anche il sottoscritto).

Il mondo e la natura, invece, ci insegna con esempi che abbiamo sotto gli occhi di tutti, che “l’ascensore sociale” è quello che fa in modo, ad esempio in ambito umano, che la specie umana sia sempre all’avanguardia e progredisca di generazione in generazione.

Gli attuali leaders, e cioè i fondatori delle aziende più importanti del mondo quali Google, Yahoo, Microsoft, Oracle, Ferrari, Amazon, Facebook ecc. non sono figli di “principi e principesse”, anzi: di solito sono figli di… immigrati in cerca di fortuna, e cioè degli “ultimi” nella scala sociale. Ciò nonostante, hanno contribuito a rendere questo mondo migliore.

Non si capisce quindi perché nel mondo del pastore tedesco si debbano ricercare i continuatori e i futuri rappresentanti della nostra razza solo tra le “nobili dinastie”.

Si impone quindi una importante e urgente attività di “liberalizzazione” dei regolamenti che presiedono alla partecipazione alle verifiche zootecniche, cosicché anche i soggetti meno blasonati possano partecipare alle manifestazioni e il giudice possa quindi scegliere di premiare e valorizzare chi, pur non essendo “di nobile stirpe”, possa contribuire in un certo momento storico a rendere la nostra razza grande come un tempo. Inoltre, bisogna ridare agli allevatori degli strumenti di cui sono stati sprovvisti in quanto troppe regole sono un cappio alla libertà di allevamento che tanto bene ha fatto in passato a questa razza.

A ben vedere, esiste sempre una valvola di sicurezza rispetto alla liberalizzazione proposta, e cioè il giudizio finale del giudice: sarà lui/lei il garante della razza e il suo giudizio saprà all’occorrenza essere più restrittivo o più “liberalizzatore”, in base alle necessità zootecniche del momento.

Proposta 2)

Senza voler toccare minimamente lo standard, è possibile rimuovere molte prescrizioni totalmente illogiche dal punto di vista zootecnico, che riavvicinerebbero molti appassionati senza danneggiare né la qualità né delle classifiche dei raduni né il “prodotto zootecnico” ma, al massimo, permetterebbero a qualche soggetto utile all’allevamento di partecipare alle nostre manifestazioni.

a) Rimozione della necessità di nonni selezionati per ottenere il titolo di Auslese, limitandola al possesso di un titolo di lavoro. È quanto già previsto dalla SV per ottenere il titolo, e adeguandosi a quella previsione non diminuirebbe la qualità rispetto alla Madre Patria. Sostanzialmente, attualmente la SAS chiede che il cane provenga da linee di “selezione e selezione”, (Kor-Korzucht): la proposta prevede di adottare la Kor-Leistungzucht attualmente presente in Germania;

b) I titoli dei genitori e nonni del cane da giudicare e da insignire di un titolo SAS siano valutati al momento della manifestazione invece che al momento della monta, della nascita ecc. Non ha alcun senso zootecnico pretendere che i genitori e nonni siano “titolati” all’atto dell’accoppiamento: l’importante, zootecnicamente parlando, è che lo siano prima che il figlio/nipote sia insignito di un titolo importante: quello che deve interessare al valutatore e che la stirpe da cui proviene abbia qualità importanti e verificate: non ha senso che debbano esser state verificate “anni fa”!

In ambito umano, è come se io concepissi un figlio avendo io in quel momento solo la licenza elementare e che, per questo, mio figlio fosse considerato per tutta la vita “figlio di un quasi-analfabeta” anche se io nel frattempo vincessi il Nobel per la Fisica!

c) Modificare il Regolamento cosicché si possano presentare Gruppi di Allevamento nei raduni composti anche da cani di un solo sesso (che 4 femmine in classe lavoro con tanto di attacco al campionato non sono rappresentative delle potenzialità zootecniche di un allevatore?);

d) Possibilità di presentare al Campionato Gruppi di riproduzione senza particolari regole su titoli o età di padri e madri al momento dell’accoppiamento o della cucciolata o della manifestazione: al massimo imposizione del possesso di Selezione per l’allevamento del riproduttore maschio al momento della manifestazione. Il Gruppo di riproduzione infatti dovrebbe avere la specifica e unica funzione di illustrare ai soci, tramite la usuale passerella nello stadio, il panorama attuale degli stalloni in attività in modo che i soci stessi possano scegliere in maniera più consapevole il prossimo maschio per le loro femmine. Dover limitare il gruppo ai “figli di principi e principesse” svilisce l’intento zootecnico dell’iniziativa, e finisce per premiare solo gli stalloni che, in forza di particolari capacità di convinzione del loro proprietario, riescono a coprire femmine titolate fin dalla loro prima monta.

L’apposizione di questa liberalizzazione ci renderebbe uguali all’Austria e non distanti dalla Germania (La Germania avendo l’unica prescrizione dei 24 mesi di età dello stallone all’atto della monta che serve solo per parificare gli stalloni stranieri con quelli tedeschi).

e) Rimozione del “divieto di primeggiare” ai cani valutati di grado “ancora ammesso” per la displasia delle anche o dei gomiti. Nel caso di un “Noch Zugelassen”, potrebbe essere ammesso alle posizioni di punta se ad esempio dimostrasse o una buona percentuale di riproduzione esente da displasia o, se giovane, avesse alcuni fratelli esenti tali da far presagire un indice genetico di quella famiglia alto e quindi solo un fenotipo sfortunato. Citazioni d’obbligo in questo caso sono quelle usuali relative a Jeck Noricum e Pakros d’Ulmental che sarebbero stati scartati se fossero nati in questi anni e che invece tanto bene hanno fatto alla razza.

Indagare il genotipo invece del fenotipo è compito della nostra associazione: troppe volte un “ancora ammesso” è il portato dell’ambiente e non della genetica. A questo proposito, questo sarebbe un primo tentativo di introdurre l’indice genetico stimato che la SAS sta proponendo da tempo. Un eventuale Pakros d’Ulmental dei giorni d’oggi, con una riproduzione ottima dal punto di vista della displasia del gomito, perché dovrebbe essere tenuto fuori dal lotto dei primi trenta, se avesse nel frattempo prodotto Vegas e centinaia di cani esenti? E’ totalmente illogico aggrapparsi al suo evidente fenotipo difforme dal suo (buon) genotipo.

Nel regolamento di Selezione

f) La consanguineità, anche la più stretta, dovrebbe essere ammessa (così come avviene oggi in Germania: le regole sulla consanguineità sono apposte in Germania per l’allevamento e non per la selezione che prevede la selezionabilità anche di un cane consanguineo 1-2, se in possesso di pedigree FCI!).

Questa proposta non cozza con la necessità di eliminare l’imbuto genetico: anzi è il grimaldello complementare a quella sana attività di differenziazione genetica: l’allevatore deve poter disporre di più variabilità genetica grazie alla rimozione dell’imbuto genetico ma essere messo in grado di poter “chiudere”, alle volte, e fissare certi caratteri. Quando negli anni passati non vigevano ancora le regole restrittive di oggi, e non vigeva ancora la regola del deposito del DNA, e quindi gli allevatori potevano concedersi facilmente delle “licenze” dai regolamenti e all’interno dei regolamenti effettuare consanguineità più strette, i tipi di allevamento erano riconoscibili all’istante: un Wienerau o un Trienzbachtal lo vedevi immediatamente, perché quegli allevatori avevano fissato tramite consanguineità strette (ammesse o no) certi caratteri: oggi non si può più.

Guardate oggi un gruppo di allevamento: ci sono cani che difficilmente hanno tratti davvero simili. Anche gli allevamenti più prestigiosi hanno cani di punta con tipi totalmente diversi fra loro.

Ma c’è di più: Il cane che ho citato sopra come “responsabile” dell’imbuto genetico, Quanto von der Wienerau, e cioè una vera e propria pietra miliare della razza tanto da esserne diventato un capostipite a posteriori (quali tutti i cani attuali discendono da lui), non sarebbe mai esistito con gli attuali regolamenti: la mamma, Yoga von der Wienerau, era infatti consanguinea 2-2 su Dixie von der Wienerau, una femmina cardine nell’allevamento Wienerau, e cioè la madre della cucciolata L (Lido, Landa, Leska, Liane…). Senza questo grimaldello della consanguineità stretta, Walter Martin probabilmente non avrebbe mai potuto fissare quel tipo tanto apprezzato nel mondo e che tanto bene ha fatto all’allevamento.

C’è poi da ricordare che il momento di punta e di gloria dell’allevamento Wienerau è poi coinciso con il momento di maggior successo della razza del pastore tedesco: e credo che ci sia davvero un nesso di causa-effetto, fra questi due eventi.

g) Selezione dei cani oltre 1cm dalla taglia massima ammessa dallo standard, così come avviene oggi in Germania. Ciò servirebbe a fare un censimento reale della popolazione e a stabilire relazioni univoche fra “fuori taglia” e mancata attitudine all’impiego.

3) DIVERSE PRIORITÀ DI VALUTAZIONE

MAGGIORE ATTENZIONE A AGLI ASPETTI FONDATIVI

Se vogliamo che l’appassionato ritorni ad amare questa razza, dobbiamo dotarla delle caratteristiche ormai scomparse che l’hanno resa famosa: carattere versatile, vigile, attivo, fiero, intelligente e intraprendente, e che tutto quanto sopra sia riflesso in una testa e un atteggiamento che sappia trasmettere, per la sua conformazione e attitudine, quelle caratteristiche caratteriali, con grande propensione all’impiego grazie alla salute di ferro, al posteriore solido e corretto, alla solidità generale e alla correttezza degli appiombi.

Proposta

Emanazione di direttive di Allevamento volte ad una nuova e diversa valutazione zootecnica, dando priorità nella valutazione della razza agli aspetti fondanti della razza, statuiti nello standard.

Non a caso, le caratteristiche tipiche della razza e i difetti da squalifica elencati nello standard sono elencate partendo dall’aspetto caratteriale per andare poi sui difetti anatomici e funzionali, e solo alla fine (e non prima di tutto!) sulla taglia.

Troppe volte si vedono cani con evidenti problemi caratteriali ottenere la massima qualifica, cani totalmente fuori tipo essere comunque valutati in maniera sufficiente, e il pastore tedesco vero in tutte le sue parti tranne che sulla taglia, essere bollato come insufficiente.

4) COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
(“BREED MARKETING”)

Attività di comunicazione tendente a ridare il prestigio perduto e la reputazione perduta alla razza del cane da pastore tedesco;

Alcune Proposte (work in progress: necessita di approfondimento e dettaglio)

Supporto totale per chi decida di allevare la sua prima cucciolata

Lo statuto della SAS detta gli obiettivi di migliorare e incrementare la razza. È quindi essenziale invogliare gli amatori non professionisti ad avvicinarsi ai campi SAS e se hanno delle femmine, a provare a fare una cucciolata. Molte volte lo fanno da soli, in maniera molto improvvisata, ma nella SAS ci sono fior di allevatori che possono mettere a disposizione le loro esperienze e competenze per un neofita alla prima cucciolata (supporto nella scelta dello stallone, monitorizzazione gravidanza, cucciolata e vendita cuccioli, ecc.). Questo potrebbe essere un progetto della SAS, di assistenza completa.

Ne guadagneremo in più pastori tedeschi, proprietari più informati, e che magari inizieranno a frequentare le sezioni e qualcuno intraprenderà la carriera allevatoriale.

Assistenza e Supporto per i Principianti

Chi possiede già un pastore tedesco, per la prima volta, e prova ad avvicinarsi al mondo delle manifestazioni, trovi barriere e paletti, sia regolamentari che economici, da far perdere al principiante voglioso di iniziare, qualsiasi entusiasmo all’intraprensione di questa passione. Difficoltà nel reperire calendari, regolamenti di partecipazione, informative sul funzionamento dei raduni e delle prove, tasse di iscrizione alle manifestazioni molto alte, fanno desistere anche il più convinto degli appassionati.

Dovremmo istituire un “Ufficio Neofiti” nella SAS, in cui accogliere, con istruzioni e informazioni capibili anche dai non addetti ai lavori, come funziona e come fare per partecipare ad un Raduno, ad una prova di Addestramento, ecc.

Nella mia esperienza di Aspirante Allievo Giudice di Allevamento SAS, ho più volte incontrato nei ring dei partecipanti alla prima gara della vita che non conoscevano le più basilari regole di partecipazione (“nessuno mi aveva detto che dovevo avere il libretto delle qualifiche ENCI” era la risposta del principiante alla decisione – sacrosanta – del giudice di non farlo partecipare al Raduno. Ma quello doveva essere raccolta come “sconfitta” di un sistema che non aveva informato abbastanza e non facilitava l’espansione della base partecipativa. Ho personalmente controllato i Raduni successivi a quelli in cui sono successi questi contrattempi: quei cani e quegli appassionati non si sono più visti.

Gratuità per la Carriera del Primo Cane del Principiante

30 Euro un Raduno, 50 Euro una Prova di resistenza, 80 Euro (ne ho spesi anche 100!) per un IPO, ecc ecc. Sono paletti apparentemente irrisori (sicuramente irrisori per l’addetto ai lavori che ha magari speso 4 mila euro per formare un cane selezionato, quindi queste sono briciole) ma a volte totalmente ostativi per chi si accinge a compiere la prima carriera del proprio primo cane.  Il progetto potrebbe essere quello del “Primo Giro Gratis, offre la SAS!” La SAS infatti sostiene comunque un costo verso l’ENCI o semplicemente organizzativo per la partecipazione di un concorrente, ma varrebbe la pena accollarselo, a mo’ di spesa di rappresentanza o di breed marketing.

Iscrizione al primo Raduno della vita gratis, alla prima Resistenza gratis, al primo IPO gratis e in caso di fallimento del primo tentativo, iscrizione gratis all’IPO fino al suo superamento se compiuto in non più di 3 prove, e iscrizione alla prima selezione gratis.

Istituzione di una categoria di soci SAS: NEOFITI. Prima quota annuale gratuita (senza diritto di voto o di “rivista”).

In questo modo, chi possiede un cane con pedigree, il lunedì iscrive il cane al raduno della domenica successiva sostenendo il costo di ZERO EURO. Attualmente invece deve pagare 65 euro di tessera SAS e 35 euro di Raduno. 100 euro per una domenica a zampettare su un prato insieme ad altri pastori tedeschi è davvero troppo, specialmente se si vuole allargare la partecipazione.

“Pet” Siegerschau

Manifestazione per le famiglie e con le famiglie in cui esporre soggetti rispondenti al pastore tedesco “che fu” per riavvicinare la razza alle famiglie con una cospicua partecipazione ai giudizi degli appassionati non appartenenti al corpo giudicante SAS-ENCI-FCI (una sorta di giuria mista).

Questa proposta prende le mosse da una banale ma utilissima considerazione di Robert Markschlaeger, prestigioso giudice austriaco di prove di Utilità e Difesa, che per spiegare il concetto di giudizio del lavoro del cane in armonia col conduttore e del piacere del cane nell’eseguire i vari esercizi previsti nei regolamenti IPO, proponeva, a mo’ di provocazione, di lasciar giudicare ad un bambino dagli spalti se il cane si divertisse o no a svolgere un dato compito.

Con lo stesso approccio, un pubblico di non addetti ai lavori saprebbe secondo me velocemente identificare i problemi del pastore tedesco “moderno” (carattere non tipico, mancanza di funzionalità o di correttezza o asciuttezza generale).

Film/Telefilm

L’industria televisiva e cinematografica è sempre alla ricerca di soggetti nuovi, all’interno dei quali può insinuarsi con un’attività di comunicazione ad hoc, un soggetto canino della nostra razza.

Scuole > Bambini

Questo progetto è stato più e più volte tratteggiato ma mai implementato se non da realtà periferiche e in maniera non sistematica.

Educazione cinofila > TV

Cresce l’interesse per l’animale da compagnia e con questa la necessità della conoscenza e competenza nella sua gestione: le TV sarebbero ben felici di ospitare programmi della SAS su come addestrare il proprio cane per la vita di tutti i giorni. Cesar Millan non può essere il leader di quella fetta di audience in quanto anche l’associazione di razza avrebbe qualcosa da dire di utile al pubblico generalista: ovviamente spiegato con pastori tedeschi.

Invasione dei centri cittadini e delle mostre ENCI

Le nostre manifestazioni si svolgono in luoghi sperduti e fra adepti che solo loro conoscono le regole dello svolgimento di un raduno o di una prova di addestramento. Portiamo le manifestazioni del pastore tedesco fra la gente, come già fa l’ENCI che espone in zone Expo o in parchi cittadini. Facciamo un Raduno Nazionale del Pastore Tedesco, dettando un’etichetta di abbigliamento e di comportamento, in Piazza Santa Croce a Firenze!

CONCLUSIONI

Il momento drammatico che attraversa la nostra razza richiede scelte altrettanto tempestive.

Machiavelli (Istorie fiorentine) scrive: “dove la necessità strigne, è l’audacia giudicata prudenza” a significare che in stato di necessità, c’è bisogno di azioni audaci, e che le azioni più adeguate sono quelle più tempestive e audaci, e non quelle lente e ragionate.

Non è più il momento di “limature qua e là” perché il destino della razza è in pericolo, e c’è bisogno di azioni incisive e anche drastiche, con l’aiuto di tutti: volenterosi che abbiano voglia di risollevare una razza quasi irriconoscibile per coloro, come il sottoscritto, che se ne sono innamorati e l’hanno scelta per caratteristiche ormai introvabili.

E non è neanche più il momento di fare finta di nulla, e continuare a “ballare” sul Titanic mentre sta affondando. Io vorrei, per il bene della razza, salvare prima possibile questa nave che sta andando a picco, facendole cambiare rotta: non mi interessa né cambiare nave né i loro capitani.

Tradotto significa: la mia prima opzione è che di questo problema se ne faccia carico la SAS che sono disposto ad aiutare e che è la sede naturale in cui risolvere i problemi della razza. Non ho ruoli decisionali nella SAS (del livello necessario per realizzare quei progetti), per cui queste sono le mie proposte da semplice socio, attivo comunque nell’organizzazione e volenteroso di dare una mano. Non mi interessa né avere ruoli decisionali né cambiare classe dirigente. Ma cambiare le sue politiche, sì.

Non mi importa poi neanche sapere di chi è la colpa: è importante invece decidere come risollevare il prestigio del pastore tedesco, assieme a chiunque lo voglia fare.

Se la SAS deciderà di ignorare le mie proposte, io mi muoverò lo stesso da solo, come sempre, nel mio piccolo, nel mio allevamento amatoriale che gestisco: cercherò di mettere in atto per quanto possibile quello che sopra propongo, e che ho già cominciato a fare.

Grazie delle vostre impressioni: sarò felice di ricevere vostri commenti agli indirizzi email e telefonici che potete trovare alla pagina “contatti”.

Si astengano per favore i contestatori professionisti: non sopporto chi sa solo lamentarsi o che vuole solo cercare a chi dare la colpa. Di solito i contestatori non hanno proposte alternative, fateci caso. Se non, al massimo, il sostituire l’attuale classe dirigente con… loro stessi. Queste persone non sono utili.

Ci vogliono invece dei costruttori, non dei distruttori.

Viva il Pastore Tedesco.

Dr. Stefano Galastri
Allevamento “Vom Webachtal”

Deutscher Schäferhund, eine gefährdete Hunderasse

Dr. Stefano Galastri – Zwinger Vom Webachtal
Übersetzung von Dr. Cristina Pedevilla

Analyse des Niedergangs und ein Vorschlag zur Wiederauflebung

Der Rückgang der Popularität des Deutschen Schäferhundes bei Besitzern von reinrassigen Hunden ist seit Jahren ein für alle sichtbares Phänomen. Das Ausmaß des Rückgangs ist katastrophal: Gemäss deutscher Daten und  Quellen (VDH: die einzigen über mindestens dreißig Jahre verfügbaren historische Zeitreihen) ist man von ungefähr 30´000 Deutschen Schäferhunden, die jährlich in den achtziger Jahren registriert wurden, auf ungefähr 20´000 Ende der neunziger Jahre übergegangen. Im Jahr 2017 sind wir erstmals unter 10´000 gefallen.

9766 gemeldete Deutsche Schäferhunde im Jahr 2017 und nach meinen ersten Prognosen wird das Jahr 2018 mit weniger als 7.000 registrierten Welpen enden!

Einige Kommentatoren erklären diesen Rückgang, indem sie ihn mit einem angeblichen allgemeinen Rückgang der Registrierungen von reinrassigen Hunden in Verbindung bringen; dieser würde somit auch den deutschen Schäferhund mit sich ziehen. Wie aber aus meiner Ausarbeitung hervorgeht, ist der Rückgang nur auf unsere geliebte Hunderasse zurückzuführen, weil die Anzahl Eintragungen der anderen Hunderassen (ohne deutschen Schäferhund) in den letzten 20 Jahren unverändert ist:

Verzeichnis der Eintragungen in das VDH Zuchtbuchamt

Andere begründen den Rückgang des Deutschen Schäferhundes auf den veränderten Lebensstil der Familie, die sich mehr an Begleithunden orientiert, und auf die damit verbundene Entwertung des Gebrauchs- und Schutzhundes. Auch in diesem Fall entspricht die Erklärung nicht der Wirklichkeit, da die anderen Nutz- und Gebrauchshunderassen diesen Rückgang nicht erleiden (siehe meine beigefügte Tabelle: analysiert: Malinois, Dobermann, Rottweiler und Riesenschnauzer):

Der Deutsche Schäferhund leidet daher unter einem unaufhaltsamen, dramatischen Rückgang, der nicht auf Trends zurückzuführen ist, die reinrassigen Hunden oder den modernen Lebensstilen zuzuschreiben sind, sondern der Hunderasse selbst innewohnt.

Es ist die Aufgabe der Fachverbände, den Niedergang einzudämmen: Das Statut der SAS, eines spezialisierten Zuchtverbandes für den Deutschen Schäferhund in Italien, hat zum Beispiel zwei Ziele: Verbesserung und Förderung der Hunderasse des Deutschen Schäferhunds.

Es ist offensichtlich, dass bezüglich der Förderung der Rasse, die Fachverbände seit mindestens 30 Jahren objektiv und dramatisch gescheitert sind, ununterbrochen und ohne jegliche Maßnahme zur Eindämmung des Rückganges.

Eine von mir vor zehn Jahren durchgeführte Marktuntersuchung an einer kleinen, aber statistisch signifikanten Stichprobe (100 ehemalige Deutsche Schäferhundebesitzer, die sich für andere Hunderassen entschieden hatten), die dann auch durch die gemeine Wahrnehmung des Problems bestätigt wurde, führte die Gründe auf, warum sie die Auswahl der Hunderassen nicht wiederholt hatten. Die Bewunderung für die Grundprinzipien (Grundeigenschaften) der Hunderasse war unverändert, ebenso wie die Überzeugung, dass der Deutsche Schäferhund die intelligenteste und geschmeidigste Hunderasse der Welt sei, aber die Probleme, die die Wiedererlangung des Deutschen Schäferhunds behinderten, waren in der Reihenfolge ihrer Bedeutung wie folgt:

  • Kruppe und Hinterhand(“Überwinkelung der Hinterhand” oder “niedrige Hüft-und Kniestellung” oder “Hase”)
  • HD/ED, Hüftgelenksdysplasie oder Ellenbogendysplasie
  • Wesen nicht mehr von Deutschem Schäferhund (ob ängstlich oder aggressiv)
  • Fehlende Leistungsanlagen/Ausdauer
  • Schlechte Gesundheit oder auf jeden Fall zu viel “Wartung” erforderlich
  • Verminderung der Größe , die von den Besitzern schlecht gesehen wird, die “die Riesenrasse” forderten (ich will es groß!)

Vergleicht man die obigen Begründungen mit den aktuellen Problemen von Hunden, die bei Veranstaltungen auftreten, so ist der Zusammenhang zwischen Platzierungen der Ausgewählten (Auslese) und einer Verringerung des Interesses von Besitzern reinrassiger Hunde offensichtlich und unmittelbar folgerichtig.

Wenn man bedenkt, dass nach der Bekanntgabe der “Auslese” in einer deutschen Siegerzuchtschau (durchschnittlich etwa zehn proklamierte Auslese in Deutschland), diese 10 Hunde jeweils 90 (in Deutschland maximal 60) Deckungen (insgesamt 900 Deckakte) ausführen und somit etwa 4500 Welpen (Durchschnitt = 5 Welpen pro Wurf: Quelle Zuchtbuchamt SV) produzieren werden, ist es, bei der aktuellen jährlichen Immatrikulationszahl (9000 eingeschriebene Welpen pro Jahr), leicht zu verstehen, welche Auswirkungen die Entscheidung über die Platzierung des einen oder des anderen Hundes hat. Und wie sehr die Bekanntgabe der “Auslese” den Schäferhundnachwuchs in Deutschland, Italien usw. beeinflusst.

Der Rückgang des Interesses an den Zuchtveranstaltungen

Wie oben gezeigt, ist der Rückgang der Liebhaber konstant.

Im Jahr 2018 wurde mehr als nur ein Rückgang, ein abrupter Zusammenbruch des Interesses an Zuchtveranstaltungen spürbar. Bei der jüngsten Weltmeisterschaft in Nürnberg (SV-Zuchtmeisterschaft, Siegerschau 2018) wurde der Popularitätseinbruch des Deutschen Schäferhundes, der sich seit einiger Zeit in den oben genannten Zahlen niederschlägt, offenkundig. Persönlich habe ich mich noch nie so “allein” und “traurig” gefühlt wie in diesem Jahr in dem imposanten leeren Stadion, in dem die Veranstaltung stattfindet (zeitweise waren weniger Leute auf der Tribüne als Hunde auf dem Feld).

Dalì vom Webachtal Nachkommengruppe BSZS 2018 Nurnberg

Der Teilnehmerschwund ist viel grösser als der Rückgang der Zahl der vorgestellten Hunde. Ein Beispiel: Die Zahl der Gebrauchhundeklasse Hündinnen, die in diesem Jahr zum Charaktertest zugelassen wurden, ist praktisch unverändert geblieben (151 in 2018 verglichen mit 152 im Jahr 2017), obwohl die Zahl der Anmeldungen in dieser Klasse um ca. 12% zurückgegangen ist.

Diese beiden kombinierten Phänomene zeigen eine unangenehme Wahrheit auf: Auf den wichtigsten Bühnen, Schauplatz der wichtigsten zootechnischen Prüfungen der Welt, bleibt ein harter Kern von Fachleuten “Experten”, aber es gibt eine massive, imposante Flucht der Nicht-professionellen Liebhaber.

Auch wenn aus betriebswirtschaftlicher Sicht aufgrund der Internationalisierung der Einkaufs- und Verkaufsbeziehungen die Profis noch einen guten Umsatz haben, muss das mangelnde Interesse der privaten Halter deutscher Schäferhunde auch die Experten kümmern. Weil wir, Zahlen in der Hand, bald den Punkt erreichen, an dem jedes Jahr nicht einmal die Welpen, die von den Auslese gezeugt wurden, registriert/eingeschrieben werden (10 Auslese mit je 90 Deckungen und 5 Welpen pro Wurf ergibt 4500 Welpen: bald wird dies die Gesamtzahl der in einem Jahr immatrikulierten Welpen übersteigen), somit wir bald der Punkt erreicht, an dem die Auslese nicht einmal alle Deckungen ausführen oder die Welpen keinen Käufer finden. Stellen Sie sich vor, in welcher Krise die Züchter und Verkäufer von Welpen von nicht prämierten Hunden sein werden!

PROJEKT FÜR DIE ERNEUERUNG DER ZUCHT

All dies sollte jede/n für die Zucht verantwortliche/n, beunruhigen, und zwar in allen Breitengraden; an erster Stelle in Deutschland aber auch in Italien als weltweit zweitgrößter Nation für die Verbreitung des Deutschen Schäferhundes. Es drängt sich daher ein sofortiges, rasches und auch sehr radikales Handeln, wenn einem das Schicksal dieser Hunderasse zu Herzen liegt.

Die weltweite Beliebtheit des deutschen Schäfers ist seiner höchsten Leistungsanlagen (meglio: ? Nutzungs- oder Verwendungsvielfalt ) und seiner Sinne, harter Verfassung sowie Vielseitigkeit geschuldet.

Alle Liebhaber des Deutschen Schäferhundes sind verliebt in die epischen Taten der “Polizeihunde” der letzten Jahrzehnte und in die Hunde ( wie die verschiedenen Rin Tin Tin, White Fang, Rex usw.), die durch die kleinen und großen Bildschirme berühmt wurden und dazu beigetragen haben, den weltweiten Erfolg dieser Spezies zu bestätigen.

Übrigens erschuf auch der Begründer der Hunderasse, Kapitän Max von Stephaniz, die Hunderasse im Gefolge der Begeisterung, die der Urhund Hektor Linksrhein “alias” Horand von Grafrath “auslöste; dessen Beschreibung von Von Stephaniz ist ein echtes Manifest dessen, was ein deutscher Schäferhund sein sollte: “Wunderbar treu für den Meister, gegenüber anderen gleichgültig aus überlegenen Geiste, mit einem grenzenlosen und mustergültigen Lebenswunsch… Gehorsam gegenüber einem leichten Nicken seines Meisters, aber wenn er auf eigene Faust davonläuft, verrückter als der schelmische, wildeste Zuhälter und unverbesserlicher Anstifter von Kämpfen. Niemals untätig, immer in Bewegung, harmlosen Menschen wohlgesonnen, nicht aber denen, die ihn bedrohen. Verspielt mit Kindern und immer liebevoll “.

Das Ziel der Zuchtserneurung muss sicherlich sein, den verlorenen Ruf unseres deutschen Schäferhundes wiederherzustellen und ihn mit den Merkmalen auszustatten, die in den allermeisten Fällen nicht mehr vorhanden sind, um wieder an die glanzvollen Zeiten anzuknüpfen.

Der Weg zur Erneuerung ist die Rückkehr zur Leistungsfähigkeit des Arbeitshundes, wobei ein Prinzip angewendet wird, das sich an den Regeln des schwedischen Industriedesigns orientiert. Wenn ein Hund “nicht leistet”, kann er nicht als schön oder nützlich deklariert werden.

Man muss die Hunderasse beurteilen in dem man den im Standard genannten Aspekten die richtigen Prioritäten zumisst. Da dies innerhalb des derzeitigen Zuchtstandards erfolgt, ist bei letzterem kein einziges Komma zu ändern. Die heute in den wichtigsten zootechnischen Prüfungen enthaltenen Grundvoraussetzungen sind in der falschen Gewichtung:

  • Charakter: festes Wesen und scharfe Sinne “ Rin Tin Tin”, oder wenn Sie wollen gemäß “Horand von Grafrath”, was sich auch in ihrem Ausdruck niederschlägt (niemand mehr spricht über die Intelligenz, nicht einmal der Standard erwähnt sie; dabei ist sie ein grundlegender Aspekt bei der Wahl dieser Hunderasse) ;
  • Solidität: feste Gebäude und “nicht scheinbar kranke” Haltung des Hinternhand (der “Normal-Normal” Stempel auf der Ahnentafel ist von geringem Wert);
  • Eiserne Gesundheit (und nicht nur der Gelenke);
  • Kräftig und gut bemuskelt, tadellose senkrechte Stellung

Meines Erachtens stützt sich die Weietrentwicklung unserer Hunderasse auf vier Aufgaben: Verzicht der genetischen Einförmigkeit, Liberalisierung der Zuchtordnung, andere Prioritäten für die zootechnische Bewertung, institutionelle Kommunikation zur Wiederherstellung der Zucht

1) VERZICHT DER GENETISCHEN EINFÖRMIGKEIT

Viele Leser werden wissen, dass alle gegenwärtigen Schäferhunde nur noch von zwei oder drei Hunden abstammen: von Hill Farbenspiel – die Mutz-Linie geht nur noch von diesem Hund, den es sich lohnt zu zitieren aus -, zudem von Quanto Wienerau und geringfügig von Canto Wienerau; dies schwächt (oder verwässert) die Kraft und Stärke unserer Zucht, die auch von der genetischen Qualität herrührt.

Trotz wiederholter und planmäßiger Ankündigungen und der Behandlung des Problems in den “akademischen” Kreisen, kommt es nie vor, dass in den Spitzenrängen ein genetisch wirklich alternativer Hund eingefügt wird. Obwohl es solche Exemplare gibt, werden sie, ihrer hinteren Platzierung bei Zuchtschauen wegen, unvermeidlich kaum eine Chance haben, einen Beitrag für die Hunderasse zu leisten.

Vorschlag 1)

Ich würde vorschlagen, eine – auch ungeschriebene – Praxis zu etablieren, wonach mindestens ein, wenn nicht sogar zwei, Auslese von ausserhalb der Canto-, Quanto- und Hill Abstammung, zu Deckbereitschaft sind.

Vorschlag 2)

Einrichtung einer von der SV koordinierten Samenbank, in der die Samen von qualitativ hervorragenden Hunden erhalten bleiben, um auch nach deren Ableben die Auswahl der Nachzucht “rückwärts” zu treffen; falls sich die Nutzung eines Hund vergangener Zeiten aufdrängt. Wäre es nicht toll, heute, Mark Haus Beck oder Zamb Wienerau oder Jango Fürstenberg einsetzen zu können?

2) LIBERALISIERUNG DER ZUCHTORDNUNG

So wie die Abstammung von den beiden vorherrschenden Hunden (Hill – Quanto) die genetische Qualität der Zucht beeinträchtigt, so führt inzwischen auch die derzeitige verworrene und engmaschige Verordnung von Zuchtschauen und -auswahl (obwohl mit der lobenswerten Absicht der Suche nach äusserster Reinheit) zu einer Abwertung der Eigenheiten des deutschen Schäferhundes; nur Hunde von Züchtern und Ausstellern mit ausreichenden finanziellen Mitteln können diese Hürden überwinden und den Meistertitel “Prinz” und “Prinzessin” (fortgeschrittener Leistungsschein wie IPO1 und Zuchtauswahl) erlangen.

Nur zuvor geprüfte Hunde zum Zuchtzweck zusammenzuführen (“Prinzen” werden nur mit “Prinzessinnen” gepaart), um eine Auswahl weiterzubrigen, und in den Schauen nur die Nachkommen von – vor der Paarung schon ausgezeichneten -“Prinzen und Prinzessinnen” zu prämieren, hat nicht zu einer Verbesserung der tierzüchterischen Qualität der Zucht geführt, sondern allenfalls dazu beigetragen, nur diejenigen Halter zu belohnen, die es sich leisten können, mit hohem Energie- und Geldaufwand zu züchten (zu dieser Gruppe zähle auch ich mich).

Das Leben und die Natur lehren uns hingegen anhand von uns wohlbekannten Beispielen, dass “der soziale Aufstieg” so zum Beispiel auch im menschlichen Bereich bewirkt, dass die menschliche Spezies immer im Wandel steht und von Generation zu Generation fortschreitet.

Aktuelle Leader, namentlich die Gründer der wichtigsten Unternehmen der Welt wie Google, Yahoo, Microsoft, Oracle, Ferrari, Amazon, Facebook usw. sind nicht die Nachkommen von “Prinzen und Prinzessinnen”, sondern im Gegenteil üblicherweise die Kinder von Einwanderern auf der Suche nach ihren Glück, der “Letzten” auf der sozialen Leiter. Nichtdestotrotz haben sie dazu beigetragen, die Welt zu verbessern.

Es ist daher unbegreiflich, warum in der Welt des Deutschen Schäferhundes nur unter den “Adelsdynastien (Auslese)” gesucht werden.

Daher ist die Liberalisierung ” der Vorschriften betreffend der Teilnahme an zootechnischen Prüfungen wichtig und dringend erforderlich, damit auch die Nachkommen weniger edlen Schäferhund an den Zuchtschauen teilnehmen können und der Richter diejenigen belohnen und bewerten kann, die zwar nicht “edliger” Abstammung sind, aber trotzdem einen Betrag zur Verbesserung der Zucht leisten können. Darüber hinaus ist es notwendig, den Züchtern gewisse Freiheiten , dessen sie beraupt wurden, zurückzugeben, da zu viele Regeln ein Hindernis für die Zuchtfreiheit darstellen,

Bei näherer Betrachtung gibt es immer ein Sicherheitsventil betreffend der vorgeschlagenne Liberalisierung, dh das endgültige Urteil des Richters: Er / sie wird der Garant der Zucht sein und sein Urteil wird, basierend auf den jeweiligen tierzüchterischen Bedürfnissen , restriktiver oder “liberaliesierender”sein.

Vorschlag 2)

Ohne den Standard im Geringsten berühren zu verändern, ist es möglich, viele aus zootechnischer Sicht vollig unlogische Vorschrifte zu entfernen; dies würde viele Begeisterte wieder aussöhnen, und weder die Qualität der Platzierung der Zuchtschauen noch diejeinige der “zootechnischen Produktes” beeinträchtigen, aber bestenfalls einigen der Zucht nützlichen Schäferhunden die Teilnahme an unseren Veranstaltungen erlauben.

a) Wegfall der Notwendigkeit von ausgewählten Großeltern zu stammen um den Titel Auslese zu erlangen, und Beschränkung auf die Qualifizierung als Gebrauchshund . Dies ist zur Erlangung des Titels vom SV bereits vorgesehen und eine Anpassung würde die Qualität im Vergleich zum Mutterland nicht mindern. ( Im Wesentlichen fordert italieniscer Verein für DSH SAS derzeit, dass der Hund aus “Auswahl- und Auswahllinien” stammt (Kor-Korzucht): Der Vorschlag sieht die Annahme der derzeit in Deutschland vorhandenen Kor-Leistungzucht vor. )

b) Die Titel der Eltern und Großeltern des Hundes, die beurteilt und mit einem SAS-Titel ausgezeichnet werden sollen, werden zum Zeitpunkt der Veranstaltung ausgewertet, nicht zum Zeitpunkt der Paarung, der Geburt usw. Es macht keinen tierzüchterischen Sinn zu erwarten, dass Eltern und Großeltern zum Zeitpunkt der Paarung “betitelt” waren: Aus tierzüchterischer Sicht ist es wichtig, dass sie sich vor der Vergabe des Titels an einen Nachkommen, einen Titel errungen haben:: der Prüfer interessiert, dass die Abstammung, wichtige undbüberprüfte Eigenschaften hat: Es macht keinen Sinn, dass sie “vor Jahren” überprüft werden mussten!

Im menschlichen Bereich wäre es, als hätte ich ein Kind gezeugtals ich nur das Grundschulabschluss hatte, und aus diesem Grund mein Sohn ein Leben lang als “Nachfahre eines Quasi-Analphabeten” gälte, auch wenn ich inzwischen den Nobelpreis für Physik gewonnen habe!

c) Änderung des Reglement so, dass Zuchtgruppen in Versammlungen präsentiert werden können, die sich auch aus Hunden desselben Geschlechts zusammensetzen (dass 4 weibliche Hündin in der Arbeiterklasse GHK mit viel super Angriff auf die Meisterschaft nicht repräsentativ für das zootechnische Potenzial eines Züchters sind?).

d) Möglichkeit an der Meisterschaft Reproduktionsgruppen ohne besondere Bestimmungen über den Titel oder das Alter der Väter und Mütter zum Zeitpunkt der Paarung, des Wurfs oder des Anlasses vorzustellen: höchstens die Vorschrift, zum Zeitpunkt der Vorstellung in Besitz der Körung des Ruden zu sein . Die Reproduktionsgruppe sollte in der Tat nur die Funktion haben, den Mitgliedern, über den üblichen Laufsteggang im Stadion, das aktuelle Panorama der aktiven Deckrüden zu veranschaulichen, damit diese bewusster das nächste Deckruden für ihre Hündin auswählen können . Die Beschränkung der Gruppe auf die “Söhne von Prinzen und Prinzessinnen” mindert den zootechnische Zweck und belohnt letztlich nur die Ruden , die aufgrund der besonderen Überzeugungstalente ihre Besitzers, von Anfang an betitelten Hündinen decken.

Diese Liberalisierung würde uns Österreich gleichstellen und unweit von Deutschland entfernt sein (Deutschland hat als einzige Vorschrift, ein Alter von 24 Monaten, des Rude zum Zeitpunkt der Deckung; dies dient nur dazu, die ausländischen mit den deutschen Deckrüden gleichzustellen).

e) Aufhebung des “Verbots zu gewinnen” für Hunde, die aufgrund von Hüft- oder Ellbogendysplasie als “noch zugelassen” eingestuft wurden . Im Falle eines “Noch Zugelassen” könnte er in die Spitzenposition aufgenommen werden, fall er beispielsweise einen hohen Fortpflanzungsanteil ohne Dysplasie aufwies oder, falls jung, einige gesunde Geschwister hat, und somit ein höher genetischer Index dieser Linie zu erwarten ist und der Hund daher nur ein unglücklicher Phänotyp. In diesem Fall handelt es sich um die üblichen Pflichtangaben für Jeck Noricum und Pakros d’Ulmental, die verworfen worden wären, wenn sie in diesen Jahren geboren worden wären und stattdessen die Hunderasse verbessert haben.

Die Untersuchung des Genotyps anstelle des Phänotyps ist die Aufgabe unseres Vereins: Zu oft ist ein “noch zugelassenes” Ergebnis der Umwelt und nicht der Genetik. In dieser Hinsicht wäre dies ein erster Versuch, den geschätzten genetischen Index einzuführen, den SAS seit einiger Zeit vorschlägt. Warum sollte ein heutiger Pakros d’Ulmental, mit einer hervorragenden Reproduktion im Hinblick auf die Ellenbogendysplasie, aus dem Los der ersten dreißig ausgeschlossen werden, wenn er inzwischen Vegas und Hunderte von gesunden Hunden gezeugt hat? Es ist völlig unlogisch, an seinem offensichtlichen Phänotyp festzuhalten, der sich von seinem (guten) Genotyp unterscheidet.

In der Auswahlverordnung

f) Inzucht, auch sehr eng , sollte erlaubt sein (wie es heute in Deutschland der Fall ist: Die Regeln betreffend der Blutsverwandtschaft sind in Deutschland für die Zucht und nicht für die Selektion festgelegt. Letztere sieht sogar die Auswahl eines Blutverwandten Hundes vor. 1-2 , wenn im Besitz des FCI-Ahnentafel!).

Dieser Vorschlag steht nicht im Widerspruch zur Notwendigkeit, den genetischen Einförmigkeit zu beseitigen. Im Gegenteil ergänzt er die gesunde genetische Differenzierungsaktivität: Der Züchter muss dank dem Verzicht auf die genetische Einförmigkeit über eine größere genetische Variabilität verfügen können. Manchmal muss man aber in der Lage sein, bestimmte Charaktereigenschaften festzuhalten. Als in Vergangenheit die heutigen restriktiven Regeln noch nicht galten und die Regel der DNA-Hinterlegung noch nicht in Kraft war, konnten sich die Züchter daher leicht eine „Befreiung“ aus den Verordnungen erteilen und innerhalb der Verordnungen engere Inzucht betreiben, die Zuchttypen waren umgehend erkennbar: ein Wienerau oder ein Trienzbachtal waren sofort kenntlich, da diese Züchter durch strikte (zugelassene oder nicht) Inzucht bestimmte Charaktere festgehalten hatten: Heute geht das nicht mehr.

Schauen Sie sich heute eine Nachkommengruppe bei Zuchtschauen an: Es gibt Hunde, die kaum wirklich ähnliche Merkmale haben. Sogar auf den renommiertesten Züchten gibt es Spitzenhunde, die untereinander vollkommen verschieden sind.

Aber es gibt noch weiter: Quanto von der Wienerau, ein echter Meilenstein unserer Hunderasse , der im Nachhinein zum Stammvater wurde ((fast alle derzeitigen Hunde stammen von ihm ab), hätte es mit den aktuellen Vorschriften nie gegeben: die Mutter Yoga von der Wienerau nämlich blutsverwandt 2-2 mit Dixi von der Wienerau, ein weibliches Fundament in der Wienerau-Zucht, und die Mutter des Wurfes L (Lido, Landa, Leska, Liane …). Ohne diesen Behelf der engen Inzucht wäre Walter Martin wahrscheinlich nie in der Lage gewesen, dieses weltweit so geschätzten Merkmal, welches die Zucht verbessert hat, festzuhalten.

Es ist auch zu bedenken, dass der Höhepunkt und der Ruhm der Wienerau-Linie mit dem erfolgreichsten Zeit der deutschen Schäferhundezucht zusammenfiel: und ich glaube, dass tatsächlich ein ursächlicher Zusammenhang zwischen diesen beiden besteht .

g) Auswahl von Hunden, die die nach Norm zulässige Maximalgröße um über 1 cm übertreffen , wie dies heute in Deutschland der Fall ist. Dies ermöglicht eine wirkliche Populationszählung und erlaubt es, eine eindeutige Beziehungen zwischen “unzulänglicher Größe” und mangelnder Beschäftigungsfähigkeit herzustellen.

3) ANDERE BEWERTUNGSWERTE

GRÖSSERE AUFMERKSAMKEIT FÜR DIE GRUNDLEGENDEN ASPEKTE

Wenn wir möchten, dass der Liebhaber diese Hunderasse wieder liebt, müssen wir sie wieder mit den Eigenschaften ausstatten, die sie berühmt gemacht haben: vielseitig, aufmerksam, aktiv, stolz, intelligent und unternehmungslustig, und all dies soll sich in einem Kopf und einer Haltung wiederspiegeln, die es versteht, aufgrund ihrer Beschaffenheit und Eignung jene Wesen zu vermitteln, die dank der eisernen Gesundheit, des festen und korrekten Hinterhand, der allgemeinen Festigkeit mit großer Verwendungsneigung eingesetzt werden.

Vorschlag

Ausarbeitung von Zuchtrichtlinien, die auf eine neue und andersgeartete zootechnische Bewertung abzielen und bei der Bewertung der Zucht den in der Norm festgelegten grundlegenden Aspekten der Hundeasse Vorrang einräumen.

Nicht von ungefähr stehen an erster Stelle der in der Norm aufgeführten typischen Merkmale der Hunderasse und der zur Disqualifikation führenden Mängel das Wesen, um dann auf anatomische und funktionelle Mängel und erst zuletzt (und nicht zuallererst!) auf die Größe überzugehen.

Zu oft stellen wir fest, dass Hunde mit offensichtlichen Charakterproblemen, die höchste Qualifikation erreichen, völlig untypische Hunde dennoch ausreichend bewertet werden, während ein, mit Ausnahme der Größe, in jeder Hinsicht echter Deutscher Schäferhund als unzureichend eingestuft wird.

4) INSTITUTIONELLE KOMMUNIKATION
(“ZUCHT MARKETING”)

Eine Kommunikationstätigkeit, die dazu beiträgt, das verlorene Ansehen und den Ruf der deutschen Schäferhunderasse wiederherzustellen;

Einige Vorschläge (in Arbeit: muss vertieft und detailliert werden)

Volle Unterstützung für diejenigen, die ihren ersten Wurf aufziehen möchten

Das Statut der italienischer SAS Verein, hält die Ziele zur Verbesserung und Steigerung der Rasse fest. Es ist daher wichtig, nicht-professionelle Amateure zu ermutigen, sich den SAS-Feldern zu nähern und wenn sie Weibchen haben, zu versuchen, einen Wurf zu machen. Oft tun sie es selbst, sehr improvisiert, aber in SAS gibt es viele Züchter, die ihre Erfahrungen und Fähigkeiten einem Anfänger zur Verfügung stellen können (Unterstützung bei der Auswahl des Deckrude, Überwachung der Trächtigkeit, beim Wurf und beim Verkauf von Welpen) usw.). Dies könnte ein SAS-Projekt einer vollständigen Unterstützung sein.

Wir würden mehr Deutsche Schäferhunde gewinnen und erfahrenere Besitzer, welche vielleicht beginnen, die Sektionen zu besuchen, und jemand wird eine Zuchttung starten.

Hilfe und Unterstützung für Anfänger

Wer zum ersten Mal einen deutschen Schäferhund besitzt und versucht, sich der Welt der Veranstaltungen zu nähern, findet sowohl regulatorische als auch wirtschaftliche Schranken und Riegel, die dem Anfänger die Begeisterung für diese Leidenschaft vergraulen. Schwierigkeiten beim Auffinden von Kalendern, Teilnahmebedingungen, Informationen zum Ablauf von Schauen und Prüfungen mit hohe Anmeldegebühren lassen selbst die überzeugtesten Enthusiasten davon absehen.

Wir sollten ein “Neulings Büro” in der SAS einrichten; hier könnten auch für Nichtfachleute verständliche Anweisungen und Informationen zur Funktionsweise und Teilnahme an einer Schau, einem Trainingstest usw. weitergegeben werden.

Nach meiner Erfahrung als angehender Zuchtrichterschüler traf ich wiederholt im Ring auf Teilnehmer, die zum ersten Mal in ihrem Leben dabei waren und die grundlegendsten Teilnahmeregeln nicht kannten. “Niemand sagte mir, dass ich das ENCI-Qualifikationsheft haben musste”, war die Antwort des Neulings auf die berechtigte Entscheidung des Richters ihn nicht an der Schau teilnehmen zu lassen. Dies ist jedoch als Niederlage eines Systems aufzufassen, das nicht ausreichend informiert hat und den Ausbau des Teilnehmerkreises nicht erleichtert hatte. Ich habe persönlich festgestellt, dass diese Hunde und Halter in der Folge nicht mehr an diesen Veranstaltungen gesichtet wurden.

Unentgeltlichkeit für die Karriere des ersten Hundes eines Anfängers

30,- Euro je Schau, 50,- Euro für einer Ausdauerprüfung, 80,- Euro (ich habe sogar 100,- ausgegeben!) für einen IPO usw. usw. Es sind scheinbar unbedeutende Posten (sicherlich unbedeutend für den Insider, der vielleicht 4000,- Euro ausgegeben hat, um einen ausgewählten Hund auszubilden), aber manchmal völlig hinderlich für diejenigen, die im Begriff sind, die erste Karriere ihres ersten Hundes zu machen. Das Projekt könnte das der “Kostenlose Probe, vom SAS angeboten!” sein. Tatsächlich trägt die SAS ohnehin an den Kosten des ENCI oder der Teilnahme eines Konkurrenten bei, aber es wäre es wert, diese als Repräsentations- und Marketingkosten zu übernehmen.

Kostenlose Anmeldung an die erste Versammlung im Leben, für den ersten Widerstandstest gratis, für den ersten IPO gratis und falls der erste Versuch fehlschlägt, kostenlose Registrierung für den IPO, bis er bestanden wird, falls er in nicht mehr als 3 Tests abgeschlossen wurde, und freie Registrierung für die erste Auswahl .

Einrichtung einer SAS-Mitgliedskategorie: NEULINGE. Kostenlose erste Jahresgebühr (ohne Stimmrecht oder “Zeitschrift”).

Auf diese Weise meldet wer einen Hund mit Ahnentafel besitzt, den Hund am Montag für die Veranstaltung vom folgenden Sonntag an, zu Kosten von NULL EURO. Derzeit muss er stattdessen 65 Euro für den SAS-Ausweis und 35 Euro für ein Zuchtschau bezahlen. 100 Euro für einen Sonntag auf einer Hundeplatz mit anderen Deutschen Schäferhunde sind wirklich zu viel, vor allem, wenn man eine Zunahme der Beteiligung erreichen will.

“Hausthund” Siegerschau

Eine Veranstaltung für und mit Familien, um Personen, die am deutschen Schäferhund “der war einmal” Gefallen finden, anzusprechen und die Rasse den Familien näher zu bringen. Die Beurteilung erfolgt mit einer starken Beteiligung von Liebhaber , die nicht der SAS-ENCI-FCI Richter Gesellschaft angehören (eine Art gemischte Richters).

Dieser Vorschlag beruht auf einer einfachen, aber sehr nützlichen Überlegung von Robert Markschlaeger, einem angesehenen österreichischen Richter für Leistungsprüfungen: er schlägt provokativ vor, um den Begriff der Beurteilung der Arbeit des Hundes im Einklang mit dem Hundeführer und der Freude des Hundes bei der Ausführung der verschiedenen Aufgaben in der IPO-Verordnung vorgesehenen Übungen, zu erklären, dass ein Kind auf der Tribüne beurteilen soll, ob es dem Hund Spaß gemacht hat oder nicht, eine bestimmte Aufgabe auszuführen.

Mit dem gleichen Ansatz würde ein Publikum von nicht Profi schnell wissen, wie man die Probleme des “modernen” Deutschen Schäfers identifiziert (untypisches Wesen, mangelnde Funktionalität oder Korrektheit oder allgemeine Trockenheit).

Film / Telefilm

Die Fernseh- und Filmindustrie sucht immer nach neuen Sujets; ein Schäferhund kann mit einer Ad-hoc-Kommunikationsaktivität eingebracht werden.

Schulen> Kinder

Dieses Projekt wurde immer wieder angeregt, aber nie umgesetzt, außer durch periphere Realitäten und auf nicht systematische Weise.

Hundetraining> TV

Das Interesse am Haustier wächst und damit auch das Bedürfnis nach mehr Wissen und Kompetenz mit seinem Umgang: das Fernsehern würde gerne Deutsche Schäferhunde Verein-Programme ausstrahlen in denen gezeigt wird, wie man seine Hunde für den Alltag trainiert. Cesar Millan kann nicht der Anführer dieses Publikums sein, da auch der Zuchtverband der breiten Öffentlichkeit etwas Nützliches zu sagen hätte: natürlich erklärt mit deutschen Schäferhunden.

Invasion von Stadtzentren und ENCI-Ausstellungen

Unsere Veranstaltungen finden an abgelegenen Orten und unter Anhängern statt, die allein die Regeln für die Durchführung einer Schau oder eines Trainingstests kennen. Lasst uns die SAS oder Veranstaltungen des Deutschen Schäferhundes Verein unter die Menschen, wie es die ENCI /FCI bereits tut, und stellen in Ausstellungsbereichen (Messegeländen) oder in Stadtparks aus. Lassen Sie uns auf der Piazza Santa Croce in Florenz ein nationales Treffen des Deutschen Schäferhundes abhalten, mit einem Etikett für Kleidung und Verhalten!

FAZIT

Der dramatische Moment, den unser Hunderasse durchläuft, erfordert ebenso rechtzeitige Entscheidungen.

Machiavelli ( Florentine Istorie ) schreibt: “Wo Notwendigkeit herrscht, ist Kühnheit besonnen”, was bedeutet, dass in einem Zustand der Not mutige Maßnahmen erforderlich sind und dass die angemessensten Maßnahmen die rechtzeitigen und kühnsten sind, und nicht die langsamen und vernünftigen.

Es ist nicht länger die Zeit für “hier und da zu Feilen”, da das Schicksal der Hunderasse in Gefahr ist und einschneidende und sogar drastische Maßnahmen erforderlich sind, mit Hilfe aller: bereit, eine (für diejenigen wie mich, die sich ihres nunmehr schwerlich erkennbaren Wesens wegen in sie verliebt und sie ausgewählt haben) fast nicht wiederzuerkennende Rasse aufzuziehen..

Und es ist nicht mehr Zeit, ein Auge zuzudrücken und weiter auf der Titanic zu “tanzen”, während es versinkt. Ich möchte zum Wohl unser Hunderasse dieses Schiff, das untergeht, so schnell wie möglich retten, indem es seinen Kurs ändert: Es interessiert mich nicht, weder das Schiff noch deren Kapitäne zu ändern.

Übersetzt heißt das: Meine erste Option ist, dass dieses Problem von der SAS getragen wird, der ich gerne helfe und der der natürliche Ort ist, um die Probleme der Hunderasse zu lösen. Ich habe keine Entscheidungsfunktion in der SAS (auf der Ebene, die für die Durchführung dieser Projekte erforderlich ist), daher sind dies meine Vorschläge als einfaches Mitglied, das sowieso in der Organisation aktiv ist und bereit ist, mitzuhelfen. Ich bin nicht daran interessiert, Entscheidungen zu treffen oder die Führung auszuwechseln. Aber die Richtlinien ändern, ja.

Es interessiert mich nicht einmal, wessen Schuld es ist: Stattdessen ist es wichtig zu entscheiden, wie das Ansehen des Deutschen Schäferhundes wiederbelebt werden kann, zusammen mit jedem, der es tun möchte.

Wenn die SAS beschließt, meine Vorschläge zu ignorieren, werde ich im Kleinen, in meiner Amateurzucht, die ich verwalte, wie immer auf meine Art und Weise vorgehen: Ich werde versuchen, das, was ich oben vorschlage, so weit wie möglich in die Praxis umzusetzen, und das habe ich bereits begonnen zu tun.

Vielen Dank für Ihre Eindrücke: Ich freue mich Ihre Kommentare über E-Mail- und Telefon zu erhalten, die entsprechenden Angaben finden Sie auf der Seite “Kontakte”.

Professionelle Angreifer mögen sich bitte enthalten: Ich ertrage diejenigen nicht, die sich nur beschweren oder nur Schuldige suchen. Üblicherweise haben die Angreifer keine alternativen Vorschläge. Ausser höchstens, die derzeitige herrschende Klasse zu ersetzen durch … sich selbst. Diese Leute sind nicht nützlich.

Es braucht Konstrukteure nicht Zerstörer.

Es lebe der Deutsche Schäferhund!

Dr. Stefano Galastri
Zwinger Vom Webachtal

(Deutsche Übersetzung von Dr. Cristina Pedevilla)

CAMPIONATO DEL MONDO 2018 – STATISTICHE RIPRODUTTORI ITALIANI RESIDENTI

Dalì Vom Webachtal è il secondo riproduttore italiano per percentuale di figli piazzati sul numero dei figli nati, dietro solo all’Auslese SV Zenit di Casa Palomba.

Dalì Vom Webachtal è inoltre il quarto riproduttore italiano per numero di qualifiche ottenute dai suoi figli dietro a “mostri sacri” quali Groovy di casa Massarelli, Zenit di Casa Palomba e Ulkan Maikhus.

Per un cane “senza santi in paradiso” è un risultato eccezionale, che parla della sua capacità di fornire una riproduzione onesta: sana, di carattere, e di buona e in certi casi eccellente anatomia.

– Spiegazione del metodo adottato –

Ho prima elencato i riproduttori di allevamento italiano e residenti in Italia (risiedere in Germania porta troppo vantaggio sulla riproduzione da campionato del mondo), per numero di figli che hanno ottenuto una qualifica alla recente Siegerschau di Norimberga (almeno 2 figli con qualifica di almeno “Buono”), e ho associato poi, per completezza gli Auslesi italiani della stessa età dei riproduttori analizzati (per puro intento comparativo e senza alcun intento polemico o denigratorio nei confronti dei loro proprietari che in tutti i casi citati sono miei buoni o ottimi amici) proclamati quindi negli anni 2015-2016 e 2017.

Per alcuni cani (Groovy, Zenit, Ulkan) è difficile poi stimare il numero dei figli effettivi in quanto i riproduttori svolgono o hanno svolto la loro attività riproduttiva in più Paesi europei, ed è possibile solo stimare la loro probabile riproduzione: il valore più aleatorio è quello di Groovy (comunque conservativo e cioè può essere anche maggiore), mentre è abbastanza accurato per Ulkan e ha scarto minimo per Zenit.

Non ho rimosso i cani non più residenti (Groovy, Ulkan ecc) perché comunque sono stati nel panorama riproduttivo italiano in passato e, per l’importanza che hanno rivestito, l’eliminarli sarebbe equivalso a falsare il quadro di questi ultimi anni.

Per chi fosse interessato ad approfondire, ho i dati grezzi su cui ho elaborato le statistiche, potete benissimo richiedermeli.

Statistiche Prove Caratteriali (TSB) Campionato del Mondo (Siegerschau) 2018

Sono 196 gli allevamenti di tutto il mondo che hanno portato almeno un cane a superare la prova caratteriale al campionato del mondo (Siegerschau) del pastore tedesco a Norimberga 2018, che è il traguardo agonistico-zootecnico più importante per la razza del pastore tedesco.

L’allevamento WEBACHTAL è nei Top10 allevamenti al mondo per numero di cani che hanno superato la prova caratteriale al Campionato del Mondo di Norimberga.

L’allevamento WEBACHTAL è il primo allevamento italiano per numero di cani che hanno superato la prova caratteriale al Campionato del Mondo di Norimberga a pari merito con Casa Beggiato e Casa Massarelli.

L’allevamento WEBACHTAL è il primo allevamento AL MONDO per numero di cani che hanno superato la prova caratteriale al Campionato del Mondo di Norimberga, gestiti internamente all’allevamento (allevati posseduti e preparati e condotti dall’allevatore in persona).

Qui sotto la lista completa:

Nome ALLEVAMENTO –  Numero di cani che hanno superato con successo le Prove Caratteriali (TSB)

Val D’Anzin 6
Piste Trophe 5
Silvalacus 5
Team Marlboro 4
St.-Michaels-Berg 4
Suentelstein 4
Bad-Boll 4
Webachtal 3
Casa Beggiato 3
Casa Massarelli 3
Haus Tousfa 3
Solo Rigoletto 3
Team Agrigento 3
Fichtenschlag 3
Hühnegrab 3
Team Hühnegrab 3
Athaba 3
Fabare Bohemia 2
Rustol’s 2
Empiere 2
Haus Tchorz 2
Veneze 2
Bördetal 2
Elbe-Saale-Winkel 2
Finkenschlag 2
Frankengold 2
Holtkämper Hof 2
Kapellenberg 2
Lärchenhain 2
Ortskern 2
Osterberger-Land 2
Aurelius 2
Liebeswarte 2
Werther-Mühle 2
Melanchthon 2
Adi 1
Ardenburg 1
aus Agrigento 1
Bella vom Peristyl 1
Box-Dogs 1
Buchenland 1
d’ Ulmental 1
de Bi Lagun 1
de Caviclum 1
de Interbarbarossa 1
de l’Empreinte de Bacchus 1
de L’Etang Willersin 1
de Louis 1
De Orse Mak Flai 1
de Sagasta 1
De-Bes 1
dei Colli Storici 1
dei Lupi di Mare 1
dei Precision 1
dei Verdi Colli 1
del Ceresio 1
del Lupo Nero 1
del Seprio 1
del Vento Margio 1
della Genia Osca 1
della Val Sangro 1
della Valcuvia 1
di Casa Mary 1
di Casa Palomba 1
du Haut Mansard 1
du Rhinland 1
du Schellenthal 1
Dubrava Indigo 1
Frisko 1
Gremlin’s 1
Hope of Dawn 1
Juwika 1
Karat’s 1
Kleehuegel 1
Kranichzug 1
Mano Muza 1
Mavic Poland 1
Provocativo 1
Rebelle 1
Smilowickie Wilki 1
Sukcesor 1
TEAM Gigelsfelsen 1
Team Scaligero 1
Terrae Lupiae 1
v. Aldamar 1
v. Aphrodite Kennel 1
v. Asics 1
v. Aurelisbrandt 1
v. Ayla’s Aura 1
v. Bad-Box 1
v. Ellispark 1
v. Ghattas 1
v. Haus am Lerchenweg 1
v. Haus Paris 1
v. Haus Weltsieger 1
v. Leaa 1
v. Legends Team 1
v. Liedehof 1
v. Mittelwest II 1
v. Rothenbacherwald 1
v. Schüpberger Land 1
v. Schwarzberg Team 1
v. Tiroler Unterland 1
v. Trojangold 1
v. Uebeschi-See 1
v. Urnersee 1
v. Waldfurter-Wald 1
v. Zauberwiesen 1
v.d. Lentfert Hoeve 1
v.d. Ybajo Hoeve 1
Vespertilio 1
vom alten Lindenstumpf 1
vom Anrachtal 1
vom Arkanum 1
vom Assaut 1
vom Badsee 1
vom Bierstadter Hof 1
vom Blasius-Haus 1
vom Butjenter Land 1
vom Deutschen Königshof 1
vom Drömlingsrand 1
vom Emkendorfer Park 1
vom Falkenseer Stern 1
vom Friedenspark 1
vom Gernkogel 1
vom Gilkauertal 1
vom Grafenbrunn 1
vom Großen Ex 1
vom Hanneß 1
vom Hattorfer-Land 1
vom Haus Biewer 1
vom Haus Clanora 1
vom Haus Gleißner 1
vom Haus Goff 1
vom Haus Heimbach 1
vom Haus Heine 1
vom Haus Hölken 1
vom Heerbusch 1
vom Helfer Land 1
vom Heralmaborg 1
vom Hornpfad 1
vom Hülsbach 1
vom Kalifels 1
vom kleinen Zauberberg 1
vom Klostermoor 1
vom Kuckucksland 1
vom Kurfürstendamm 1
vom Laabergau 1
vom Lamorak 1
vom Linzertor 1
vom Lupi 1
vom Mainblick 1
vom Napte-Emmer-Eck 1
vom Sandstein 1
vom Schloss Balgheim 1
vom Stoppelberger Wald 1
vom Tatzend 1
vom Team Barrett 1
vom Team Geixenhof 1
vom Team Zellwaldrand 1
vom Thalberger Land 1
vom Thermodos 1
vom Tönsbrock 1
vom Wierlings Hook 1
vom Wildsteiger Land 1
vom Winnloh 1
vom Wodans Zwinger 1
vom Wolfstal 1
vom Zipfel 1
von Aducht 1
von Alcudia 1
von Arlett 1
von Carrara 1
von Dacon 1
von den Wilddieben 1
von der Baiertalerstraße 1
von der Brettachau 1
von der Burg Aliso 1
von der Econova-Allee 1
von der Freiheit Westerholt 1
von der Karl-May Höhle 1
von der Nadine 1
von der Reck-Kamensche Heide 1
von der Rheinhalle 1
von der Rieser Perle 1
von der Villa Riva 1
von der Weinbergsiedlung 1
von der wilden Dreizehn 1
von der Zenteiche 1
von Edelweiss 1
von Haus Gerstenberg 1
von Pallas Athene 1
von Rapicar 1
von Tronje 1
von Wilhendorf 1
zum Gigelsfelsen 1